Matera, 27 novembre 2025 – Il 18 e 19 novembre scorsi, la città dei Sassi ha ospitato ancora una volta **ROOTS-IN, la Borsa internazionale del turismo delle origini**. Da tre anni questo evento raduna operatori del settore, rappresentanti istituzionali e visitatori da ogni angolo del mondo. Organizzato dall’**APT Basilicata** con il Ministero degli Affari Esteri e sotto il patrocinio della Regione, si è svolto tra la Casa Cava e il complesso di San Domenico, mettendo sotto i riflettori un settore turistico in rapida crescita: quello di chi sceglie di viaggiare per ritrovare le proprie radici.
## **L’identità lucana al centro: l’obiettivo di ROOTS-IN**
La formula di questa Borsa prevede due giorni intensi di incontri tra operatori turistici, buyer internazionali e comunità italiane all’estero. Matera non è stata scelta a caso: è simbolo di emigrazione e ritorno. Qui tante famiglie hanno lasciato la loro terra in cerca di fortuna altrove, per poi tornare spesso dopo decenni, spinti dal desiderio di riscoprire le proprie origini.
Gli organizzatori parlano di oltre **500 tra buyer e seller** presenti alla terza edizione. Hanno partecipato a workshop, presentazioni e tavole rotonde tutte dedicate al cosiddetto “turismo delle radici”. L’obiettivo dell’APT è chiaro: da un lato favorire la creazione di nuovi pacchetti turistici pensati per i discendenti degli emigrati lucani e italiani; dall’altro promuovere occasioni di business e scambio culturale tra territorio e chi vuole riscoprire le proprie origini.
## **Un settore in crescita: numeri e testimonianze**
Si stima che nel mondo circa **80 milioni di persone** abbiano origini italiane: un bacino enorme per il turismo, ancora poco esplorato. Durante l’evento il Ministero degli Affari Esteri ha diffuso dati che parlano di un aumento della domanda per viaggi “di ritorno” del **18% rispetto al 2022**. In Basilicata, l’APT segnala già oltre **15 mila richieste** da parte di discendenti lucani residenti in America Latina, Stati Uniti, Australia e Canada.
Alla giornata inaugurale erano presenti anche alcune autorità. Il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, ha detto che “l’accoglienza delle nostre comunità non è solo turismo, ma identità collettiva”. Dello stesso avviso Antonio Nicoletti, direttore dell’APT Basilicata: “**ROOTS-IN** risponde a una domanda che cresce ogni anno. Chi torna non cerca solo posti ma storie di famiglia e appartenenza”.
## **Progetti concreti e prospettive future**
Tra le novità presentate c’è una piattaforma online pensata per i turisti delle origini: permette di costruire itinerari su misura in tutta la Basilicata incrociando dati genealogici con informazioni turistiche. “Non basta più visitare il paese natale dei nonni – spiega Nicoletti – serve vivere un’esperienza che coinvolga davvero”.
Le agenzie locali hanno proposto offerte che includono laboratori di cucina tipica, visite tra antiche masserie, incontri con associazioni culturali e tour guidati nei borghi dove gli antenati emigrarono fra fine Ottocento e inizio Novecento. Maria Carmela Marchese, guida turistica a Matera racconta: “Abbiamo visto famiglie italoamericane commuoversi fino alle lacrime rivedendo la casa dei bisnonni”. Momenti semplici ma profondi.
## **Il ruolo delle comunità all’estero**
Il settore prende slancio anche grazie alle associazioni degli italiani nel mondo. Maurizio Greganti, ambasciatore d’Italia in Argentina collegato via videoconferenza ha spiegato come “il turismo delle radici serve a rafforzare i legami tra Paese d’origine e comunità oltreoceano. Non sono solo viaggi ma veri scambi culturali”.
Da segnalare la presenza quest’anno di oltre 300 operatori argentini e brasiliani. L’organizzazione ha previsto traduzioni simultanee e sportelli informativi multilingue proprio per facilitare i contatti fra domanda e offerta.
## **Matera laboratorio nazionale**
Il successo della terza edizione conferma **Matera** come laboratorio nazionale del turismo delle origini. L’assessore regionale alla Cultura Donatella Merra ha sottolineato che “il modello lucano sta già facendo scuola”. Ora la Basilicata punta a rafforzare la rete tra istituzioni pubbliche e private per mettere a punto pacchetti turistici replicabili anche nel resto del Sud Italia.
La chiusura dei lavori – domenica 19 novembre alle 18:30 – ha visto la firma di un protocollo d’intesa tra APT Basilicata e alcune associazioni di emigrati per sostenere nuovi progetti di incoming. Un segnale chiaro: il viaggio verso le radici resta vivo più che mai. “Ogni storia che torna a casa – ha concluso Nicoletti – arricchisce tutti noi”.