Viaggi in treno 2026: i migliori itinerari in Italia, Cina e Arabia Saudita da non perdere

Giulia Ruberti

9 Gennaio 2026

Roma, 9 gennaio 2026 – Viaggiare in treno nel 2026 vuol dire spingersi ben oltre i confini abituali, attraversando l’Europa fino alle rotte asiatiche e scoprendo linee ferroviarie innovative. Pensate a quelle che collegano direttamente l’Italia alla Cina o alle nuove tratte ultraveloci in Arabia Saudita. È una scelta che nasce sia dal desiderio di muoversi con tempi più lenti sia da una maggiore attenzione all’ambiente. Ma dietro ogni viaggio internazionale si nascondono storie, numeri e paesaggi che i turisti spesso non conoscono.

La via europea: dai binari italiani fino a Pechino

Partire in treno dall’Italia verso la Cina, passando per città come Vienna, Varsavia e Mosca, è meno lontano di quanto si pensi. Alcuni tour operator specializzati – tra cui Railbookers e la divisione viaggi internazionali di Trenitalia – propongono da qualche mese percorsi articolati che collegano, con vari cambi, Milano o Roma a Pechino. Si tratta di un viaggio di circa 10.000 chilometri, che dura una ventina di giorni. I biglietti vanno dai 2.300 ai 4.800 euro, a seconda del livello di comfort scelto.

Non è un percorso diretto: bisogna fare tappa a Berlino e in altre città dell’Est Europa, oltre al cambio dello scartamento ferroviario al confine tra Polonia e Bielorussia. “La parte più difficile è entrare in Russia e in Cina”, spiega Alessandro Greco, direttore tecnico di un’agenzia milanese. “Servono almeno due visti, un po’ di pazienza alle frontiere e tanta voglia di farsi sorprendere ogni giorno”. A bordo del treno si trovano studenti, famiglie, pensionati in cerca di nuove esperienze. E nessuno – raccontano i capotreno – si lamenta del tempo perso: è proprio il viaggio a dettare il ritmo.

Nuove frontiere: la crescita dell’alta velocità saudita

Anche la penisola araba si sta trasformando in una nuova meta ferroviaria. In particolare, l’Arabia Saudita sta investendo miliardi nelle sue linee ultraveloci come la Haramain High Speed Railway, che collega in meno di due ore le città sacre di La Mecca e Medina, passando per Gedda e il nuovo aeroporto King Abdulaziz. Dal 2025 alcune tratte sono aperte anche ai visitatori non musulmani, con biglietti a partire da 50 euro.

L’obiettivo – spiegano dal ministero dei trasporti saudita – è “offrire un’alternativa sostenibile agli spostamenti interni” e allo stesso tempo attirare un turismo internazionale più curioso. A bordo, tra schermi digitali che indicano l’orientamento verso la Mecca e sedili reclinabili per riposarsi nelle ore più calde, le carrozze sembrano veri hotel su rotaie.

La domanda cresce: nei primi undici mesi del 2025 sono stati registrati oltre 15 milioni di viaggiatori sulle linee ad alta velocità saudite. E i numeri sono destinati a salire dopo l’apertura dei nuovi terminal a Riyad e l’allargamento della rete verso il Golfo Persico.

Itinerari iconici e rotte meno note

Alcune mete d’alta quota restano immancabili come la leggendaria Transiberiana, che nel 2026 continua a collegare Mosca a Vladivostok lungo quasi 9.300 chilometri tra steppe, foreste e fiumi ghiacciati. Ogni anno – dicono le ferrovie russe – più di 300 mila passeggeri internazionali scelgono questa esperienza, spesso abbinata a tappe in Mongolia o a soste sul Lago Baikal.

Ci sono poi sorprese più vicine: la Linea Gotthard in Svizzera – inaugurata nel 2016 ma apprezzata dagli italiani solo negli ultimi anni – permette di attraversare le Alpi su treni panoramici, fermandosi in borghi come Bellinzona o visitando il tunnel ferroviario più lungo del mondo. E per chi preferisce restare in Italia, Trenitalia e Italo hanno annunciato nuovi collegamenti notturni Nord-Sud con carrozze letto rinnovate e tariffe più flessibili.

Tendenze e prospettive: il fascino lento del viaggio su rotaia

Secondo l’Osservatorio Nazionale del Turismo Ferroviario, nell’estate 2025 le richieste di viaggi internazionali in treno con partenza dall’Italia sono aumentate del 12%. Crescono anche le prenotazioni per pacchetti con tappe nelle capitali dell’Est o esperienze “slow” tra vigneti tedeschi e campagne francesi.

“Rispetto all’aereo”, osserva Chiara Leone, docente di turismo all’Università Bicocca di Milano, “il treno coinvolge diversamente: senti davvero il passare del tempo e delle distanze”. Non mancano poi racconti di amicizie nate tra uno scompartimento e l’altro o ispirazioni nate guardando fuori dal finestrino per scrivere un diario di viaggio.

Il futuro? Nei prossimi anni si attendono nuovi accordi tra compagnie europee per semplificare prenotazioni e scambi soprattutto verso l’Asia. Intanto cresce la richiesta per treni “ibridi” alimentati da energie rinnovabili e carrozze dotate di servizi digitali avanzati.

Viaggiare in treno nel 2026 significa quindi scegliere un modo diverso di vedere il mondo: chilometro dopo chilometro, stazione dopo stazione. Non è solo spostarsi da un punto all’altro; per molti diventa una lunga pausa dalla routine quotidiana da vivere dietro al finestrino.

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