Etiopia inaugura il mega aeroporto da 110 milioni di passeggeri, il più grande d’Africa

Silvana Lopez

11 Gennaio 2026

Addis Abeba, 11 gennaio 2026 – È scattata ieri, alla periferia di Bishoftu, la costruzione del nuovo mega hub aeroportuale che promette di rivoluzionare i trasporti nell’Africa orientale. Il progetto, con un investimento stimato intorno ai 110 miliardi di birr etiopi (circa 1,8 miliardi di euro), dovrebbe essere pronto in cinque anni, secondo quanto riferiscono il governo federale e la compagnia di bandiera Ethiopian Airlines.

Un aeroporto per l’Africa che verrà

Il nuovo aeroporto internazionale sorgerà a circa 40 chilometri a sud-est di Addis Abeba, su un’area di oltre 35 chilometri quadrati nella zona di Bishoftu, conosciuta per le sue basi militari e i laghi vulcanici. “Questo progetto è una tappa fondamentale per il nostro Paese – ha spiegato ieri il CEO di Ethiopian Airlines, Mesfin Tasew Bekele – vogliamo rafforzare l’Etiopia come punto di collegamento tra Africa, Europa e Asia”. Le ruspe hanno iniziato a lavorare all’alba; i primi moduli prefabbricati sono arrivati poco dopo le 7, tra la curiosità e qualche preoccupazione degli abitanti del posto. Nel solo primo giorno sono stati impegnati circa 400 operai.

Numeri da record per il nuovo scalo

Secondo i dati forniti dalla compagnia, il nuovo hub potrà gestire fino a 100 milioni di passeggeri all’anno una volta operativo. Se confermato, questo lo inserirebbe tra gli aeroporti più trafficati non solo in Africa ma nel mondo. Il ministro dei Trasporti Dagmawit Moges ha sottolineato come “la crescita della domanda interna ed esterna renda necessario uno scalo in grado di reggere flussi in continuo aumento”. L’attuale aeroporto di Addis Abeba Bole ha movimentato 22 milioni di passeggeri nel 2025. Oltre all’aeroporto sono previsti un parco logistico, un centro congressi e una zona commerciale. Complessivamente si stima che si creeranno almeno 40 mila posti di lavoro diretti e indiretti.

Dubbi locali e pressioni dall’estero

La scelta dell’area non è casuale: Bishoftu – nota anche come Debre Zeyit – ospita già infrastrutture militari importanti ed è vicina alle principali strade e ferrovie del Paese. Alcuni residenti hanno espresso timori sull’impatto ambientale: “Ci chiediamo cosa succederà ai laghi della zona”, racconta Tesfaye Alemu, insegnante locale. Il governo assicura controlli ambientali rigorosi ma alcune associazioni internazionali ambientaliste, come Friends of the Earth Ethiopia, chiedono maggiore chiarezza sui piani per limitare i danni. Intanto grandi compagnie come Emirates e Turkish Airlines hanno manifestato interesse ad aprire nuove rotte da qui.

L’Etiopia punta al ruolo da protagonista

Non è un segreto che l’Etiopia voglia diventare il cuore dei trasporti africani. La sua posizione geografica – al crocevia tra Africa orientale e Medio Oriente – è vista come un vantaggio decisivo dagli esperti locali. Secondo African Aviation Group, “l’ampliamento dell’infrastruttura a Bishoftu rafforzerà ancora di più il ruolo dell’Etiopia nei collegamenti globali”. Nel 2025 Ethiopian Airlines è stata la prima compagnia africana per passeggeri trasportati, con circa 16 milioni, in crescita rispetto agli anni passati.

Tra scadenze strette e sfide da affrontare

I lavori dovrebbero finire entro il 2031. Il piano prevede aperture parziali già tra quattro anni. “Sappiamo che ci saranno difficoltà operative e finanziarie ma non ci mancano la volontà e la determinazione”, ha detto Mesfin Tasew Bekele durante la cerimonia d’inizio lavori. Circa il 70% degli investimenti arriva dal settore pubblico; il resto sarà coperto da partner privati e istituzioni multilaterali.

Tra speranze e timori nella comunità locale

A Bishoftu la popolazione segue con attenzione l’avanzare dei lavori. Davanti alle botteghe aperte all’alba si discute animatamente: “C’è chi spera in nuove opportunità economiche”, racconta Tigist, una commerciante del posto. Ma non mancano anche le paure legate a espropri o cambiamenti profondi del territorio. Le autorità promettono incontri regolari con la comunità. Solo allora si potrà capire davvero quale sarà l’impatto concreto di questo maxi-investimento destinato a cambiare per sempre la mappa dei cieli africani nei prossimi decenni.

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