Le rotte aeree più turbolente d’Europa: ecco le due tratte italiane da evitare

Giulia Ruberti

14 Gennaio 2026

Roma, 14 gennaio 2026 – Le turbolenze in volo sono da sempre una delle paure più comuni tra chi prende l’aereo. Ma non tutte le rotte europee ne soffrono allo stesso modo. Ieri, Eurocontrol, l’agenzia che tiene d’occhio il traffico aereo in Europa, ha pubblicato uno studio che fa luce su dove e quanto i voli incontrano queste “scosse” atmosferiche. Il rapporto, che copre il periodo dal 2021 al 2025, traccia una mappa aggiornata delle zone più a rischio. I dati arrivano anche da compagnie come Lufthansa, Air France e easyJet.

Le rotte europee sotto assedio

L’indagine ha preso in esame oltre 300 tratte principali, mettendo insieme dati radar e le esperienze dirette dei piloti. Ecco cosa ne è venuto fuori: il percorso tra Londra e Zurigo è uno dei più colpiti, soprattutto nel pomeriggio, tra le 15 e le 19. Qui la turbolenza può farsi sentire con forza, specialmente sul tratto sopra le Alpi, fra Ginevra e Innsbruck. “Quando voliamo tra Londra e Milano, vicino alle montagne, la cabina spesso comincia a vibrare senza alcun preavviso”, racconta un comandante di British Airways che ha preferito restare anonimo. Anche il traffico tra Madrid e Parigi non scherza: la zona dei Pirenei è un vero campo di battaglia per gli aerei.

Eurocontrol spiega che queste aree sono critiche non solo per la conformazione del territorio – montagne e venti incrociati – ma anche per la presenza frequente di correnti a getto e temporali estivi. Negli ultimi mesi le segnalazioni di turbolenze sono aumentate del 14% rispetto ai cinque anni precedenti.

Perché si agitano così tanto i cieli europei?

La domanda resta: perché alcune rotte sembrano attirare più turbolenze? Gli esperti del servizio meteorologico tedesco DWD chiariscono che “le masse d’aria che si muovono velocemente con temperature diverse, specialmente sopra le montagne, provocano improvvisi movimenti verticali”. E questo fenomeno si fa più intenso con il caldo crescente del pianeta. Secondo uno studio dell’Università di Reading pubblicato su Nature Climate Change, entro il 2030 potremmo vedere un aumento del 30% degli episodi più forti nei cieli europei.

Il meteorologo svizzero Philippe Egger, intervistato dalla RTS, conferma: “Negli ultimi anni la fascia tra Marsiglia e Genova ha registrato più eventi violenti rispetto al passato, soprattutto da giugno a settembre”. Anche le rotte scandinave – come quella fra Stoccolma e Copenaghen – stanno iniziando a mostrare problemi legati ai rapidi cambiamenti delle correnti d’aria.

Turbolenze in aumento: cosa cambia per chi vola?

Con questo aumento di scossoni in volo, alcune compagnie stanno aggiornando i protocolli e formando meglio gli equipaggi. Ryanair, ad esempio, ha comunicato domenica sera che “gli assistenti di volo vengono preparati per riconoscere subito i picchi di instabilità” con corsi aggiornati ogni sei mesi. Ai passeggeri invece viene sempre ricordato di tenere allacciate le cinture, anche quando il segnale è spento. “Molti però continuano a ignorare questo semplice consiglio”, ammette un responsabile della sicurezza di Air France.

Nel 2025 Eurocontrol ha raccolto oltre 1.200 segnalazioni di piccoli infortuni causati da turbolenze (come cadute o urti), un salto netto rispetto agli 850 casi del 2023. Un portavoce ENAC sottolinea: “La maggior parte si sarebbe evitata semplicemente stando seduti con la cintura allacciata”.

Cosa aspettarsi nei prossimi anni?

Da una parte ci sono investimenti in tecnologie più avanzate – radar migliori e software per prevedere i problemi – dall’altra cresce la voglia dei passeggeri di sapere davvero cosa li aspetta. Il capitano Gianni Russo, pilota Alitalia con vent’anni alle spalle, rassicura: “La turbolenza dà fastidio ma non mette in pericolo l’aereo”. Solo raramente si arriva a deviazioni o ritardi dovuti a fenomeni estremi.

Secondo l’Agenzia europea per la sicurezza aerea (EASA), nel 2026 continueranno a essere sotto osservazione le rotte sulle Alpi, sui Pirenei e lungo l’asse Atlantico-Scandinavia. Ma chi vola spesso sembra aver trovato la ricetta per sopportare meglio questi sobbalzi: “Meglio scegliere i posti verso l’ala”, scherza un viaggiatore romano incontrato all’aeroporto di Fiumicino. Con quel posto accanto libero, la turbolenza quasi passa inosservata.

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