Gibellina Capitale Italiana della Contemporanea 2026: L’Arte che Rinasce dal Terremoto con Mostre e Eventi Unici

Silvana Lopez

15 Gennaio 2026

Trapani, 15 gennaio 2026 – Un fitto calendario di mostre, residenze artistiche e incontri pubblici sta prendendo forma in queste settimane a Trapani, città siciliana da sempre sospesa tra tradizione e innovazione. Da sabato scorso, 10 gennaio, il territorio trapanese si è trasformato in un vero e proprio laboratorio diffuso. Le iniziative, promosse dal Comune e da alcune delle principali associazioni culturali locali, puntano tutte a un unico obiettivo: ripensare il futuro della città attraverso l’arte, la partecipazione e l’incontro.

Nuove idee tra piazze e palazzi storici

Il cuore del programma batte forte nei vicoli del centro storico e si allarga fino ai quartieri periferici. Ieri pomeriggio, sotto le volte di Palazzo Cavarretta, intorno alle 17, una ventina di giovani artisti italiani e stranieri si sono dati appuntamento per il lancio ufficiale della prima residenza artistica dell’anno. «Trapani ha bisogno di visioni», ha detto il sindaco Giacomo Tranchida, mentre stringeva la mano a una giovane scultrice berlinese. Per lui queste iniziative rappresentano «un passo concreto per dare spazio a chi vuole immaginare una città diversa, che non resti bloccata solo al passato».

Residenze artistiche aperte al pubblico

Il progetto accoglierà dieci artisti per tre settimane ciascuno in spazi comunali come l’ex Convento San Domenico o la biblioteca Fardelliana. Il compito? Realizzare opere ispirate al tessuto urbano e sociale di Trapani. E ogni residenza è aperta al pubblico. Ieri mattina, per esempio, una decina di studenti dell’istituto tecnico Sciascia hanno visitato il laboratorio di pittura per vedere da vicino come nasce un’opera. «Vogliamo che i ragazzi capiscano cosa succede dietro le quinte», spiega Francesca Romano, coordinatrice del progetto per l’associazione TrapaninArte.

Mostre diffuse e camminate collettive

Oltre alle residenze ci sono anche una serie di mostre diffuse: dal chiostro di San Francesco d’Assisi – dove si possono ammirare i collage fotografici dell’artista locale Loredana Sgroi – ai cortili nascosti di via Libertà che fino a poco tempo fa non erano mai stati aperti al pubblico. Un gruppo di volontari accompagna piccoli gruppi tra queste tappe con le “camminate collettive” ogni sabato mattina dalle 10 alle 12. Alla passeggiata partecipano residenti ma anche turisti curiosi. Un anziano del quartiere San Pietro commenta mentre osserva un quadro astratto: «Da bambini qui passavamo spesso per andare al mare. Fa strano vedere la strada così piena di gente e colori».

Ripensare Trapani insieme agli abitanti

Non c’è solo arte visiva nel programma: si punta molto sul coinvolgimento diretto dei cittadini. Domani alle 18 nei locali dell’ex mercato del pesce è previsto un tavolo pubblico dove abitanti, associazioni e istituzioni discuteranno idee su nuovi spazi culturali e su come rinnovare la città. L’assessore alla cultura Angela Fiore sottolinea l’importanza di questi incontri: «A Trapani si sente forte la voglia di ascoltarsi meglio, in modo trasparente. L’arte può fare da ponte». Non tutti però sono convinti: alcuni commercianti vorrebbero più eventi legati al turismo tradizionale o all’enogastronomia.

Obiettivi a medio termine

Nel dossier presentato dal Comune alla stampa locale – consultabile anche sul sito ufficiale – sono indicati alcuni obiettivi precisi per i prossimi due anni. Il primo è creare una mappa degli spazi culturali aperti, pubblici e privati, per renderli più accessibili a visitatori e operatori. Poi si punta a coinvolgere almeno mille cittadini – studenti, famiglie e associazioni – nelle attività previste entro fine 2027. «Non vogliamo solo abbellire la città», spiega la curatrice Valeria Catalano durante una visita guidata. «L’obiettivo è stimolare un modo nuovo di vivere insieme i luoghi comuni».

La reazione della comunità

Nel centro storico si avverte una certa curiosità crescente. Alcuni giovani fotografano le installazioni luminose in piazza Lucatelli; altri chiedono informazioni sui prossimi eventi in programma. Un gruppo di pensionati discute animatamente sulle panchine: «Le cose cambiano ma altre restano – dice uno – almeno finalmente si parla della città». Solo così emerge davvero il senso di questo progetto: offrire a Trapani non solo mostre o eventi occasionali, ma uno spazio dove provare a immaginare insieme il futuro.

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