Le Dolomiti bellunesi: tra natura, cultura e turismo sostenibile oltre Cortina e le Olimpiadi

Auronzo di Cadore e il Lago di Misurina

Auronzo di Cadore e il Lago di Misurina | Shutterstock

Marco Viscomi

17 Gennaio 2026

Tra paesaggi mozzafiato, borghi storici e tradizioni autentiche, le Dolomiti Bellunesi si raccontano oltre l’evento olimpico, tra cultura, natura e sport locale

 

Belluno, 17 gennaio 2026 – Mentre l’attenzione nazionale e internazionale si concentra sull’imminente svolgimento dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, è importante ricordare che le Dolomiti Bellunesi offrono molto più di un palcoscenico per eventi sportivi di grande richiamo. Oltre alla spettacolarità delle piste e al fervore della mondanità cortinese, esiste un volto meno noto, più autentico e silenzioso, che invita a una scoperta profonda e rigenerante. Questo territorio, ricco di storia, natura e tradizioni, rappresenta un invito a vivere la montagna con lentezza, lontano dalla frenesia delle grandi manifestazioni.

Un patrimonio naturale e culturale lontano dal clamore olimpico

Nel cuore delle Dolomiti Bellunesi, le Tre Cime di Lavaredo rimangono simboli indiscussi di bellezza e maestosità alpina, meta di visitatori da tutto il mondo in ogni stagione. Tuttavia, accanto a queste icone si celano villaggi come Auronzo di Cadore, Vigo di Cadore e Lozzo di Cadore, che custodiscono un patrimonio di architetture rurali, chiese storiche e tradizioni culturali uniche.

Auronzo, in particolare, si distingue per il suo centro storico dove le abitazioni in legno e pietra testimoniano l’architettura tradizionale di montagna. Durante l’inverno, passeggiare tra i boschi circostanti, magari con ciaspole o ramponcini, significa immergersi in un paesaggio silenzioso dove si incontrano i “tabià”, antichi fienili che raccontano la vita rurale precedente all’avvento del turismo di massa.

Villaggio sulle Dolomiti
Immagine | Pixabay @Janoka82

Vigo di Cadore è custode di un patrimonio artistico di rilievo: la Chiesa Pievanale di San Martino ospita opere di Antonio Rosso (1492) e Valentino Besarel, mentre la vicina Cappella di Sant’Orsola è rinomata per i suoi raffinati cicli pittorici, spesso paragonata alla celebre Cappella degli Scrovegni. La storica Biblioteca Storica Cadorina, con oltre ottomila volumi e documenti, rappresenta un vero scrigno della memoria locale, ideale per chi desidera approfondire la storia e la cultura di queste valli.

Nel borgo di Lozzo di Cadore, noto come il “paese dei mulini”, una passeggiata lungo il torrente Rio Rin conduce attraverso antiche segherie e fucine, ancora oggi testimoni della tradizione artigianale legata all’acqua e alla lavorazione di legno e metallo. Il Museo della Latteria e il Museo Ladino Diffuso arricchiscono ulteriormente l’offerta culturale, raccontando la storia casearia e le tradizioni ladine del territorio.

Le Dolomiti Bellunesi e lo sport: la nuova realtà della Dolomiti Bellunesi Calcio

Parallelamente al fermento sportivo legato alle Olimpiadi, la Dolomiti Bellunesi Calcio rappresenta un significativo elemento di aggregazione e identità per la provincia di Belluno. Fondata nel 2021 dalla fusione delle storiche squadre di Belluno, Feltre e Sedico, la società ha rapidamente scalato le divisioni fino a conquistare, nella stagione 2024-2025, la promozione storica in Serie C.

Guidata dal presidente Paolo De Cian e dall’allenatore Andrea Bonatti, la squadra gioca attualmente le proprie partite interne in diversi impianti della provincia, con lo stadio Omero Tognon di Fontanafredda (Belluno) in corso di ristrutturazione per adeguarsi agli standard della terza serie. I colori sociali, rosa, verde e nero, richiamano simbolicamente le tonalità delle Dolomiti e dell’ambiente naturale circostante.

Questo progetto calcistico policentrico, che coinvolge attivamente le comunità di Belluno, Feltre e Sedico, si inserisce in un contesto territoriale ricco di tradizioni, facendo dello sport uno strumento di coesione e promozione del territorio.

Milano Cortina 2026: una vetrina internazionale per le Dolomiti e il Cadore

Dal 6 al 22 febbraio 2026, i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina porteranno sotto i riflettori di tutto il mondo la bellezza e la passione per lo sport invernale italiana. Saranno oltre 3.500 gli atleti provenienti da 93 Paesi a contendersi 195 medaglie in 16 discipline olimpiche, dallo sci alpino al biathlon, dal pattinaggio artistico allo sci alpinismo – quest’ultimo sport che farà il suo debutto olimpico proprio in questa edizione.

La rete di impianti coinvolti, tra cui lo storico Tofane Alpine Skiing Centre a Cortina, si estende su diverse località, inclusa la provincia di Belluno. Le mascotte ufficiali, Tina e Milo, omaggiano rispettivamente Cortina e Milano, sottolineando lo spirito di unione e accoglienza che caratterizza questa edizione.

Nonostante il grande clamore olimpico, nelle Dolomiti Bellunesi permane un invito a scoprire una montagna più autentica e sostenibile, fatta di natura, storia e relazioni genuine, un luogo dove il silenzio della neve e l’eco delle antiche tradizioni continuano a vivere accanto all’adrenalina delle competizioni.

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