Renzi attacca il governo sulla sicurezza: “Problema più grave di quanto si pensi”

Silvana Lopez

19 Gennaio 2026

Milano, 19 gennaio 2026 – Matteo Renzi, ex presidente del Consiglio e leader di Italia Viva, ha preso la parola davanti all’assemblea nazionale del suo partito a Milano, mirando dritto al cuore della politica locale. “Parlare di discontinuità rispetto a Sala, qui, è un regalo a Salvini”, ha detto Renzi, colpendo con una presa di posizione decisa. Erano le 11:20 in una sala gremita nella zona Fiera, con un’atmosfera tesa dopo settimane di voci su possibili alleanze e scossoni nel centrosinistra cittadino.

Il centrosinistra milanese alla prova della successione

Al centro del dibattito c’erano le elezioni amministrative 2026. Il sindaco uscente, Giuseppe Sala, che guida la città dal 2016, ha fatto capire che non intende ricandidarsi. Da settimane si cerca di capire chi potrebbe raccogliere il testimone e con quale coalizione. Renzi è andato dritto al punto: “Milano è il modello più chiaro contro il populismo e l’estremismo della Lega. Mettere in discussione quanto fatto sarebbe ingenuo o addirittura pericoloso”.

In sala si sono scambiati sguardi, qualche messaggio è arrivato sui cellulari tra le file centrali, tra le forze della coalizione. Alcuni hanno applaudito con convinzione. Altri sono rimasti in silenzio, come per pesare ogni parola.

Un avvertimento agli alleati: “Non regaliamo nulla alla Lega”

Renzi non si è fermato qui: “Se apriamo una faida interna sulla discontinuità, facciamo un regalo a Matteo Salvini e alla destra milanese. Rischiamo di ripetere l’errore che ha portato altre grandi città nelle mani dell’opposizione”. Per il leader di Italia Viva non è solo questione di tattica elettorale, ma anche di visione: “Ci vuole pragmatismo e unità. Nessuno dice che non si possa migliorare, ma non si può sventolare la bandiera del rinnovamento solo per distinguersi”.

Fonti vicine a Italia Viva parlano di un chiaro tentativo, in queste settimane, di ricucire i rapporti con il Partito Democratico e i riformisti, evitando però polemiche pubbliche. “Renzi sa bene che il voto milanese sarà un test fondamentale per la tenuta della coalizione moderata a livello nazionale”, ha commentato un parlamentare lombardo del Terzo Polo.

La reazione delle altre forze politiche

Le parole dell’ex premier hanno subito fatto rumore oltre la sala dell’assemblea. Da ambienti vicini a Sala è arrivata una breve ma netta risposta: “Ringraziamo per il riconoscimento del lavoro svolto – ma ogni scelta sulla candidatura sarà decisa insieme alla città”. Dal PD milanese nessuna risposta ufficiale nel pomeriggio, anche se nei corridoi si respirava una certa irritazione. “Non accettiamo veti anticipati o nomine calate dall’alto”, avrebbe detto un consigliere comunale vicino al segretario cittadino.

Nel centrodestra invece i toni sono stati meno accesi, ma l’attenzione resta alta. Un dirigente della Lega ha detto sottovoce: “La sinistra litiga, noi siamo pronti”. Per Salvini Milano rimane un obiettivo chiave nella strategia nazionale.

Scenario aperto per le amministrative 2026

Il confronto a Milano resta aperto. L’assemblea di Italia Viva ha dato il via a una settimana intensa di incontri e consultazioni informali. Da qui alla primavera dovrebbero arrivare le prime decisioni sulle candidature, tenendo conto degli equilibri tra riformisti, ambientalisti e sinistra civica. Renzi – come ha ribadito dal palco – punta a “evitare spaccature inutili”, ben consapevole del rischio di consegnare la città agli avversari.

Intanto il nome di Sala continua a pesare sulla discussione. Pur avendo ribadito più volte che non si ricandiderà, molti osservatori restano cauti. Nei corridoi della politica milanese circola la sensazione che nessuna strada sia davvero chiusa.

Un monito sul futuro della città

“Milano non può tornare indietro”, ha concluso Renzi poco prima delle 13. Qualcuno in sala ha annotato quella frase sul taccuino. Ma proprio ora che il centrosinistra appare più fragile, anche parole così forti potrebbero non bastare a evitare divisioni. Nel gioco degli equilibri politici cittadini ogni mossa può scatenare un effetto domino.

Restano dunque sul tavolo i nodi principali: una leadership condivisa, un programma chiaro e alleanze solide per sfidare una destra agguerrita. Solo nei prossimi mesi si capirà se l’appello di Renzi troverà davvero ascolto o se – come spesso succede in politica – prevarranno gli interessi personali sulle strategie comuni.

Change privacy settings
×