Dormire nelle Case per Ferie italiane: il trend degli stranieri ispirato da Emily in Paris

Simona Carlini

20 Gennaio 2026

Roma, 20 gennaio 2026 – Nelle ultime settimane, un episodio della serie americana Emily in Paris ha mostrato la protagonista alle prese con un soggiorno in un antico convento. Pochi avrebbero pensato che quel dettaglio avrebbe acceso i riflettori sulle Case per Ferie italiane. Eppure, dai dati delle principali piattaforme di prenotazione raccolti tra il 15 dicembre e il 15 gennaio, emerge un aumento delle richieste di quasi il 40% per queste strutture gestite da enti religiosi, molte delle quali nel cuore di Roma. Un balzo sorprendente, spinto proprio dal fascino internazionale per una realtà tutta italiana che unisce accoglienza semplice, rituali autentici e prezzi contenuti.

La svolta internazionale dopo la serie

Tutto è partito da una scena andata in onda a metà dicembre su Netflix: Emily Cooper, la protagonista, si ritrova ospite in una Casa per Ferie. Mura spesse, stanze spartane, colazioni con “uova benedette” servite da suore. Nel giro di pochi giorni il tema ha preso piede online. “Non ci aspettavamo tutta questa attenzione”, racconta suor Maria Laura, responsabile della struttura di via San Francesco di Sales. “Dopo l’episodio abbiamo ricevuto email dalla Francia, dagli Stati Uniti, persino dal Brasile”. C’è chi chiede informazioni su prezzi e regole, altri si dicono semplicemente affascinati dall’atmosfera “da film”.

Un turismo tra silenzio e convenienza

Non è solo curiosità: le Case per Ferie stanno diventando una scelta concreta rispetto agli hotel tradizionali, soprattutto per giovani e famiglie. I numeri sono chiari. “Siamo passati da una media di 12 richieste al giorno a oltre 20”, spiega suor Rita del Convento delle Suore Francescane Missionarie di Maria, vicino a Trastevere. Un letto singolo qui costa tra i 35 e i 50 euro a notte, colazione inclusa: molto meno della media cittadina. Le regole sono semplici ma precise: rientro entro le 23, silenzio nei corridoi e rispetto degli spazi comuni. In cambio c’è tranquillità e un’atmosfera spesso fuori dal tempo.

Le uova benedette e i riti quotidiani

Tra le cose che incuriosiscono di più i visitatori stranieri c’è proprio la colazione “benedetta”, descritta nella serie come uno dei piccoli riti che scandiscono la vita nei conventi. Ogni mattina alle 7.30, nella sala refettorio di molti istituti si sente il tintinnio delle stoviglie e l’odore del caffè filtrato. Uova sode, pane fresco e marmellate fatte in casa vengono serviti con un sorriso (e qualche parola di benedizione). “C’è chi scatta foto a tutto, chi chiede la ricetta”, racconta suor Antonietta della Casa Per Ferie Mater Ecclesiae. Molti ospiti – soprattutto americani e inglesi – restano sorpresi dalla semplicità del pasto. “Poi ci dicono che non hanno mai dormito così bene”, aggiunge la religiosa con un sorriso divertito.

Prenotazioni in crescita, ma non senza limiti

L’interesse è stato tale che alcuni siti come Monasterystays.com hanno registrato un vero boom nelle prenotazioni verso le città d’arte italiane: non solo Roma, ma anche Firenze e Assisi. Un responsabile del portale racconta: “Nelle ultime quattro settimane abbiamo avuto oltre mille richieste in più rispetto allo stesso periodo del 2024”. Resta però il problema della capienza: molte strutture possono ospitare al massimo tra le 15 e le 40 persone. E non tutte sono attrezzate per lunghi soggiorni o gruppi numerosi.

Un’esperienza “autentica”, anche sui social

Oltre ai numeri, questo fenomeno ha colpito soprattutto sul piano culturale. Molti turisti hanno condiviso sui social foto di chiostri illuminati dal tramonto o selfie con le suore sorridenti raccontando la loro esperienza nelle Case per Ferie. Qualcuno ha scritto: “È la Roma che cercavo, silenziosa e vera”. Una turista francese ha confidato: “Più che una vacanza, è stato come fermarsi in un altro tempo”.

Il futuro tra domanda e tradizione

Per ora le comunità religiose accolgono questo interesse senza grandi cambiamenti. “Vogliamo restare fedeli alla nostra missione di ospitalità semplice”, dice suor Maria Laura. Ma nel frattempo telefoni ed email squillano ogni giorno a ritmo continuo. Un’onda silenziosa partita da una scena televisiva – forse casuale – che sta ridisegnando almeno per ora la mappa degli alloggi turistici nel centro d’Italia, tra uova benedette e antichi portoni aperti all’alba.

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