Toronto, 27 gennaio 2026 – Partito dal Canada nel gennaio 2025, il fotografo Nathan Cyprys ha passato due settimane a esplorare l’isola di Hawai’i, catturando con la sua macchina fotografica un viaggio che, come lui stesso racconta, lo ha segnato nel profondo. Era la sua prima volta in quell’arcipelago e quell’esperienza, nata quasi per caso, si è trasformata giorno dopo giorno in un vero e proprio diario visivo fatto di paesaggi, incontri e piccoli dettagli quotidiani.
Un viaggio tra natura e persone
Arrivato a Kona in una mattina limpida, Cyprys si è trovato subito immerso in un mondo diverso. “Non avevo mai visto una vegetazione così fitta e varia”, ha raccontato a un amico in una delle prime cartoline spedite da Hilo. Le sue giornate iniziavano presto: sveglia alle sei, macchina fotografica pronta all’uso. A piedi o con una piccola berlina noleggiata vicino all’aeroporto, il fotografo ha attraversato villaggi rurali, spiagge dalla sabbia nera come Punalu’u e caffè minuscoli affacciati sull’oceano.
Luci e colori hanno colpito al primo impatto, ma Cyprys non si è fermato alle immagini più spettacolari. Non si limita a immortalare i vulcani Mauna Kea e Mauna Loa: preferisce soffermarsi su dettagli più discreti. Uno sguardo fugace di un pescatore all’alba, la tavola graffiata di una ragazza del posto, la pioggia che batte su una capanna vicino a Waipi’o Valley. “Ho scelto di stare lontano dai resort – spiega – per cercare la vera vita dell’isola”.
Incontri autentici con la gente locale
Durante il viaggio, Cyprys ha conosciuto diversi abitanti dell’isola – molti legati alle tradizioni hawaiane. Tra questi c’è Kawika, falegname dalle origini miste che gli ha mostrato come si costruiscono le canoe seguendo metodi tramandati da generazioni. E poi c’è la famiglia di Malia, che gestisce un piccolo forno a legna a Honoka’a: “Nathan veniva ogni mattina per fotografare il pane caldo e i gesti lenti di mio padre”, racconta lei.
Le foto scattate in quelle due settimane non sono solo paesaggi mozzafiato. In molti scatti – condivisi poi sul profilo Instagram dell’autore e raccolti in una mostra digitale aperta lo scorso ottobre – spiccano ritratti rubati, feste al tramonto e scene di vita quotidiana: bambini che giocano nel fango sotto un temporale improvviso. “Quella era la realtà più vera che potessi sperare di vedere”, ha ammesso Cyprys rispondendo a un follower.
Tra imprevisti e sorprese
Il tempo sull’isola è stato spesso incerto: piogge improvvise e venti forti nella zona di Hilo lo hanno costretto a cambiare i suoi piani più volte. Un giorno, bloccato da una frana sulla strada per Pāhoa, si è trovato a chiedere un passaggio a un camionista locale. “Mi ha portato fino alla città – racconta – raccontandomi storie e consigli su dove mangiare e come muovermi lontano dai soliti giri turistici”.
Solo così Cyprys ha capito quanto sia importante saper accettare l’imprevisto quando si viaggia. E paradossalmente proprio le difficoltà hanno reso il suo viaggio speciale: “Non è stato tutto come nelle guide – mi sono dovuto fidare delle persone e dei loro suggerimenti”.
Un racconto visivo condiviso
Le immagini raccolte sono state pubblicate in parte su Instagram (@nathancyprys) e poi raccolte in una serie sul sito personale del fotografo. Alcune foto sono state riprese anche da riviste specializzate nordamericane; altre sono arrivate nella selezione finale del concorso “Travel Photographer of the Year 2025”. I follower hanno reagito subito: “Racconti luoghi che non vediamo mai nelle brochure”, ha scritto uno studente italiano sotto uno dei post.
Secondo le ultime cifre fornite dall’ente del turismo hawaiano, nel 2025 più di 100mila visitatori hanno scelto Hawai’i Island nei primi tre mesi dell’anno. Un dato che conferma il crescente interesse internazionale, ma che nel caso di Cyprys si traduce in uno sguardo personale e lontano dai soliti cliché sulla vita locale.
Una testimonianza che resta nel tempo
Oggi, riguardando le foto scattate un anno fa, il fotografo ammette che le immagini più preziose non sono quelle più famose: “Le foto migliori sono quelle che non pensavo avessero senso: un cane sotto la pioggia, una strada vuota al tramonto, una risata tra amici”. Piccoli momenti di vita vera che raccontano un’isola senza filtri. E forse anche il viaggio di chi l’ha scoperta per la prima volta.