Il capoluogo abruzzese celebra il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2026 con un ricco programma di eventi tra arte, musica e valorizzazione del patrimonio storico
L’Aquila, 28 gennaio 2026 – Con l’inizio del nuovo anno culturale europeo, si accendono i riflettori su una città simbolo di rinascita e resilienza: L’Aquila è ufficialmente la Capitale Italiana della Cultura 2026, un riconoscimento che valorizza la sua storia, il patrimonio artistico e il ruolo centrale che la cultura ha nel processo di ricostruzione sociale e identitaria del territorio abruzzese. Contestualmente, la finlandese Oulu e la slovacca Trenčín si fregiano del titolo di Capitali Europee della Cultura 2026, con programmi che riflettono le peculiarità e le sfide delle rispettive aree.
L’Aquila Capitale della Cultura: tra patrimonio, resilienza e innovazione
Fondata nel 1254 da una federazione di 99 castelli, L’Aquila si estende nel cuore della conca aquilana, tra le pendici del Gran Sasso e il fiume Aterno. Con circa 70.700 abitanti, è il capoluogo dell’Abruzzo e uno dei centri più alti d’Italia, situato a 721 metri sul livello del mare. La città ha attraversato numerosi terremoti, tra cui quello devastante del 2009, che ha segnato profondamente il suo tessuto urbano e sociale. Tuttavia, il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2026 arriva proprio come simbolo di un percorso di rinascita che punta su cultura, ricerca scientifica e innovazione tecnologica.
Il programma della città, intitolato “Un territorio, mille capitali”, presenta oltre 300 eventi distribuiti sull’intera provincia, coinvolgendo non solo il centro storico ma anche i borghi circostanti, le aree rurali e montane, spesso marginali ma fondamentali per l’identità locale. Il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha sottolineato come questo riconoscimento sia il frutto di una scelta consapevole e strategica di investire sulla cultura come motore dello sviluppo e della coesione sociale.
Tra le iniziative più attese spicca il ciclo “Dimore culturali: Palazzi aperti”, che ogni mese permette l’accesso gratuito a palazzi nobiliari e edifici storici solitamente chiusi al pubblico, come Palazzo Carli-Benedetti e Palazzo Dragonetti. Questi luoghi diventano così tappe di un percorso urbano che unisce architettura, storia e vita quotidiana, restituendo alla comunità un patrimonio spesso poco conosciuto.
L’arte contemporanea sarà protagonista attraverso mostre di rilievo, tra cui la retrospettiva dedicata a Fabio Mauri nel centenario della nascita, ospitata al MAXXI L’Aquila e curata da Maurizio Cattelan e Marta Papini. Il progetto “Oltre il visibile” dell’artista cinese Liu Bolin, con la sua fusione di fotografia e performance, trasformerà in opere viventi monumenti come la Basilica di Collemaggio e Rocca Calascio, creando un dialogo tra corpo, paesaggio e architettura.
La musica, altro pilastro della programmazione, vedrà la creazione di un’opera originale del compositore premio Oscar Nicola Piovani e un progetto dedicato a San Francesco d’Assisi, nel 2026 anno dell’ottavo centenario della sua morte, curato dall’Istituzione Sinfonica Abruzzese.
Due eventi segnano simbolicamente il cammino di rilancio: la riapertura del Museo Nazionale d’Abruzzo nella storica sede del Forte Spagnolo e il completamento del restauro del Teatro Comunale, che sanciscono la ripresa non solo materiale ma anche culturale e sociale della città.
Trenčín e Oulu: le Capitali Europee della Cultura 2026
Parallelamente al riconoscimento italiano, la slovacca Trenčín e la finlandese Oulu sono le protagoniste della scena culturale europea nel 2026.
Trenčín, con i suoi circa 55.000 abitanti, è un centro storico che si sviluppa lungo il fiume Váh, dominato dall’imponente Castello medievale, uno dei più grandi della Slovacchia. La città conserva un ricco patrimonio che risale fino all’epoca romana, testimoniato dall’iscrizione dell’imperatore Marco Aurelio incisa nella roccia del castello. Nel corso dei secoli, Trenčín ha vissuto periodi di grande importanza strategica e culturale, fino a diventare oggi un punto di riferimento per la regione omonima.
Nel 2026, la città propone un programma ampio e variegato di eventi culturali, con spettacoli dal vivo, festival, mostre e progetti artistici diffusi. Il suo obiettivo è quello di risvegliare l’interesse europeo verso una realtà ancora poco conosciuta, offrendo un’esperienza unica che unisce storia, natura e tradizioni gastronomiche tipiche slovacche. La posizione strategica di Trenčín, a circa 120 km da Bratislava e ben collegata con la rete ferroviaria, facilita l’accesso a chi desidera scoprire la Slovacchia più autentica.
Oulu, in Finlandia, si distingue per un programma culturale fortemente improntato alla sostenibilità sociale ed economica, con un’attenzione particolare al rapporto con la natura e al clima nordico. Temi come “Cool Contrasts” e “Wild City” valorizzano l’arte digitale, la cultura Sámi e il paesaggio artico. Il calendario di eventi è già partito a gennaio con un festival invernale e iniziative simboliche come il “Frozen People”.
Queste tre città – L’Aquila, Trenčín e Oulu – rappresentano così un mosaico europeo che, attraverso la cultura, racconta storie di identità, innovazione e rigenerazione, in contesti geografici e storici molto diversi ma accomunati dal desiderio di costruire un futuro condiviso, guardando al passato con rispetto e orgoglio.