Stoccolma, 28 gennaio 2026 – Alle 18.12 un treno lascia la stazione centrale di Stoccolma, diretto a nord verso Abisko, un piccolo villaggio all’estremo confine della Svezia. Sul tabellone lampeggiano i nomi delle fermate: Uppsala, Sundsvall, Umeå, Kiruna. Sono oltre 1.300 chilometri che tagliano in due il Paese: una tratta scelta da molti per immergersi nella magia dei paesaggi artici e, quando il cielo lo permette, inseguire le luci dell’aurora boreale.
Viaggiare lento: un fascino che non passa mai
Il percorso Stoccolma-Abisko è servito dai treni notturni di SJ (Statens Järnvägar) e da quelli di Vy Nattåg. Ogni giorno lo scelgono turisti, fotografi, curiosi e viaggiatori solitari. C’è chi racconta di aver prenotato il posto mesi prima. Il viaggio dura circa 17 ore. «Un tempo che non si sente», dice con un sorriso Johan Lindström, macchinista con vent’anni alle spalle. Si attraversano foreste innevate, laghi ghiacciati, villaggi raccolti intorno a poche case rosse di legno. Fuori dal finestrino, i fiocchi di neve si posano come piccoli ricami.
Chi viaggia da solo si perde tra i romanzi lasciati dagli altri nelle cuccette; i gruppi invece preferiscono la carrozza ristorante, dove si parla piano – quasi sempre in inglese o svedese. La sera scende lentamente oltre il 65° parallelo e allora qualcuno tira fuori la macchina fotografica: fuori, la neve riflette l’ultima luce e tutto sembra fermarsi in un silenzio denso.
Paesaggi artici e villaggi fuori dal tempo
Il treno arriva a Kiruna verso le 10 del mattino. L’aria è limpida e spesso sotto zero. La città è famosa per avere la miniera di ferro più grande al mondo ma sembra sospesa tra passato industriale e un futuro incerto: parte del centro viene spostato più a nord, pezzo dopo pezzo, per evitare crolli dovuti al terreno instabile. Qui salgono famiglie con bambini diretti alle piste da sci o studenti che tornano all’università di Luleå.
Tra Gällivare e Abisko i finestrini si aprono su una tundra dove abeti carichi di ghiaccio si alternano a renne avvistate ai margini dei binari. «Le vediamo spesso all’alba», racconta una controllora. Il treno rallenta ai passaggi a livello: nessun clacson rompe il silenzio, solo il ritmo regolare delle ruote che sembra rallentare il tempo.
A caccia dell’aurora boreale
Ad Abisko scendono quasi tutti i viaggiatori. È un piccolo centro nel cuore del Parco Nazionale di Abisko, con poche centinaia di abitanti e una stazione ferroviaria in legno color senape. Da novembre a marzo qui la notte dura quasi venti ore al giorno e le condizioni sono tra le migliori al mondo per vedere l’aurora boreale. La stazione turistica noleggia sci e racchette da neve; alla sera gruppi guidati salgono fino all’Aurora Sky Station, una piattaforma panoramica sopra il villaggio.
Secondo l’istituto meteorologico svedese, gennaio e febbraio sono i mesi con più attività geomagnetica. I prezzi per una notte vanno dai 60 ai 180 euro: ostelli spartani o piccoli lodge in legno con vista sulle montagne. C’è chi sceglie questa esperienza solo per restare sveglio tutta la notte: «Aspettiamo ore con il naso all’insù», racconta Maria Rizzo, fotografa italiana arrivata da Milano. L’aurora non appare sempre – nuvole o tempeste magnetiche possono rovinare tutto – ma quando succede cala un silenzio irreale. Una luce verde, a volte viola o rosa, danza sopra la Lapponia tra le stelle.
Viaggiare sostenibile nel Nord svedese
Negli ultimi anni il treno da Stoccolma ad Abisko ha conquistato chi vuole esplorare il nord della Svezia in modo più sostenibile. Rispetto ai voli interni – frequenti ma poco “green” –, questo viaggio riduce le emissioni di CO2 e offre uno spettacolo naturale che altrimenti sfuggirebbe allo sguardo dei passeggeri in volo. Nel 2025, secondo dati di SJ, oltre 130mila persone hanno fatto questa tratta durante l’inverno.
Anche gli svedesi stanno riscoprendo questo percorso: «Viaggiare così ti riporta alle cose semplici», confida un pensionato di Malmö incontrato nella carrozza letti. E quando si arriva ad Abisko, con l’aria fredda che punge il viso, resta addosso una sensazione particolare: quella di aver attraversato non solo una parte della Svezia ma anche un pezzo importante della vita stessa.