Ras al Khaimah: Scopri il Cuore Culturale e le Tradizioni Nascoste degli Emirati Arabi Uniti

Silvana Lopez

4 Febbraio 2026

Ras al Khaimah, 4 febbraio 2026 – Ras al Khaimah, uno degli Emirati Arabi Uniti, si apre ai viaggiatori in cerca di tradizioni antiche e di una cultura che ha radici profonde. In questo scorcio di febbraio, con temperature che vanno dai 20 ai 25 gradi, il piccolo emirato all’estremo nord della penisola arabica mostra tutta la sua autenticità: un mix di paesaggi desertici, montagne rocciose e vedute sull’azzurro intenso del Golfo Persico. Sempre più italiani e stranieri, attratti dal crescente interesse turistico verso la regione, scelgono questo luogo come alternativa più discreta rispetto alle luci di Dubai e Abu Dhabi.

Storia che si respira tra le vie

A Ras al Khaimah, la storia degli Emirati Arabi Uniti si sente camminando per le strette vie di Al Jazirah Al Hamra, l’antico villaggio dei pescatori di perle. Oggi è in parte abbandonato, ma perfettamente conservato. Le case fatte di corallo e fango raccontano una vita passata, quando l’economia si basava sulle perle e sulla pesca. La luce del mattino entra tra muri scrostati e finestre vuote, creando un’atmosfera sospesa tra ieri e oggi. “Passeggiare qui ti fa capire quanto siano cambiate le nostre vite in pochi decenni,” dice Ahmed Al Shehhi, guida locale che accompagna i turisti soprattutto nei fine settimana.

Ras al Khaimah ha puntato molto negli ultimi anni sulla salvaguardia della sua memoria. Il Museo Nazionale, ospitato in un forte del XVIII secolo, conserva reperti che risalgono addirittura all’età del bronzo. Manufatti, armi antiche, gioielli: ogni pezzo racconta la lunga storia di questo territorio, crocevia nel tempo di mercanti persiani, indiani e arabi.

Mercati, tradizioni e sapori da scoprire

All’alba il profumo delle spezie invade il souk principale della città. Tra le bancarelle colorate si incontrano donne che comprano tessuti ricamati e uomini seduti a sorseggiare caffè arabo. “Per noi il mercato è ancora il cuore della vita sociale,” spiega Fatima Al Marzooqi, artigiana famosa per i suoi tappeti fatti a mano. Qui contrattare è più un rito che un semplice scambio economico; molti visitatori finiscono per lasciarsi coinvolgere in trattative chiuse sempre con un sorriso.

Sul fronte cibo, la cucina locale sorprende per la sua varietà. Nei ristorantini sul lungomare si gustano piatti come l’machbous, riso speziato con carne o pesce, o la harees, crema di grano con pollo cotta a fuoco lento per ore. Prezzi modici: un pasto completo raramente supera i 10 euro a persona. Molti apprezzano anche il pesce fresco dei chioschi sul porto al tramonto.

Nuove aperture e accoglienza genuina

Negli ultimi cinque anni, Ras al Khaimah ha ampliato l’offerta turistica con nuovi hotel internazionali ma anche piccole strutture a conduzione familiare. Secondo l’Ufficio del Turismo locale, nel 2025 gli arrivi hanno superato quota 1,2 milioni, con una crescita del 9% rispetto all’anno precedente. Numeri più bassi rispetto alle grandi città vicine ma in costante aumento. Le autorità puntano molto su rispetto dell’ambiente e valorizzazione delle tradizioni.

Tra le novità più interessanti ci sono i sentieri di trekking sul Jebel Jais, la vetta più alta degli Emirati (1.934 metri). Qui si tengono gare di trail running e tour guidati tra canyon e vallate rocciose. Le tappe includono piccoli villaggi dove si incontrano famiglie locali pronte a far assaggiare datteri o miele prodotto nella zona.

Un’emozione semplice nella vita quotidiana

La sera sulla corniche – il lungomare principale – regna una calma quasi sorprendente per chi arriva dalle grandi città della regione. Famiglie sedute sulle panchine, bambini che giocano sulla spiaggia fino a tardi, gruppi di amici che condividono un narghilè sotto le luci soffuse dei lampioni.

Insomma, Ras al Khaimah offre a chi arriva uno sguardo su una realtà meno nota degli Emirati Arabi Uniti: quella delle piccole comunità legate alle proprie radici ma aperte al mondo e al nuovo. “Il futuro ci interessa – ammette Ahmed – ma senza dimenticare da dove veniamo.” Forse è proprio questo equilibrio tra memoria e modernità il vero segreto del fascino discreto dell’emirato.

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