Montopoli di Sabina, 5 febbraio 2026 – La rete idrica sotterranea della storica Villa dei Casoni non è più soltanto una leggenda. Dopo mesi di scavi e controlli, finalmente gli archeologi confermano la sua esistenza. Nel piccolo centro della Sabina, in provincia di Rieti, sono riaffiorati i condotti descritti nei vecchi testi del Settecento, proprio a pochi passi dal cuore di Montopoli. Una scoperta che mette fine a vecchi dubbi e apre nuovi interrogativi sull’ingegneria dell’epoca.
La rete idrica nascosta torna alla luce
Gli esperti dell’Università di Roma Sapienza, insieme alla Soprintendenza, hanno annunciato lunedì di aver ritrovato la rete idrica sotterranea. Si tratta di una serie di cunicoli e canali in pietra che correvano sotto l’antico complesso dei Casoni, come raccontavano già i documenti del XVIII secolo. I lavori sono partiti lo scorso ottobre con i primi sondaggi ai margini della villa; solo a metà gennaio gli strumenti georadar hanno mostrato chiaramente i condotti principali.
Negli ultimi quindici giorni – spiega la dottoressa Lucia Ferrini, a capo degli scavi – sono emerse “almeno quattro diramazioni principali, tutte perfettamente conservate, collegate a una grande cisterna centrale.” L’acqua proveniva da una sorgente sulle pendici del Monte Pizzuto ed era convogliata verso le vasche della villa sfruttando la forza di gravità. “Un’opera davvero ingegnosa, senza eguali nella Sabina di allora,” ammette Ferrini.
I testi settecenteschi trovano conferma
I documenti storici conservati negli archivi diocesani di Rieti raccontavano già nel 1764 di una “rete di acque segrete sotto le case grandi di Montopoli”. Fino a poco tempo fa si pensava fosse solo frutto dell’immaginazione o esagerazioni; oggi però gli scavi parlano chiaro: reperti concreti e foto degli ambienti sotterranei non lasciano più spazio ai dubbi. Tra gli abitanti è nata curiosità e qualche anziano ricorda le vecchie leggende sulle “fontane invisibili” nascoste sotto la villa.
Lo storico Giorgio Campanini, che segue da vicino il progetto, commenta: “Questo ritrovamento colma un vuoto nella storia locale dell’ingegneria idraulica. Qui, nel tardo barocco, si arrivava molto oltre quanto immaginavamo: valvole per il controllo dell’acqua, pozzetti per l’ispezione e persino tubature in piombo.”
Tecnica e futuro percorso museale
Dai primi rilievi emerge che la rete idrica si sviluppa per oltre 250 metri sotto l’attuale parco della Villa dei Casoni. Alcune parti sono ad altezza d’uomo e visitabili; altre sono piene di terra o parzialmente crollate. Tra i ritrovamenti ci sono lastre incise con numeri che potrebbero indicare un antico metodo per misurare il flusso d’acqua. La Soprintendenza pensa già a un percorso aperto al pubblico, anche se serviranno interventi per mettere tutto in sicurezza.
Al momento l’area è off limits: “Bisogna evitare ingressi non autorizzati,” avverte l’architetto Michele Ranieri, responsabile tecnico dei lavori. “Alcune gallerie presentano acqua stagnante o segni evidenti di cedimenti.” I prossimi passi prevedono mappature dettagliate con laser scanner e la pulizia manuale dei pozzetti.
Un patrimonio storico per Montopoli
Questa scoperta ha un peso importante per la comunità locale. La sindaca Simona Valeri, presente sul posto lunedì pomeriggio, ha spiegato: “Questa scoperta restituisce centralità a Montopoli e mette in luce una tradizione di innovazione e cura del territorio. Potrebbe diventare un richiamo turistico ma anche un modo per riscoprire le nostre radici.”
Sulla recinzione degli scavi molti cittadini si sono fermati a osservare a lungo. Antonio Grilli, settantenne del posto, ha commentato: “Mio padre diceva sempre che qui sotto scorreva ‘un fiume nascosto’. Ora qualcuno l’ha visto davvero.” L’amministrazione comunale sta già organizzando incontri pubblici e visite guidate per scuole e residenti in vista della primavera.
La ricerca non si ferma
Le ricerche proseguiranno almeno fino all’estate. Gli archeologi vogliono capire se il sistema si estende anche verso altre proprietà storiche nei dintorni o se fosse un impianto isolato. Nei prossimi mesi sono previsti anche studi sull’acqua e analisi dei materiali usati nei condotti.
Montopoli di Sabina riscopre così un pezzo del suo passato rimasto nascosto per secoli. Mentre gli scavi continuano sotto lo sguardo attento della gente del posto, restano ancora da sciogliere alcuni misteri sulla vera estensione e funzione della rete idrica della Villa dei Casoni. Una storia antica che ora prende forma davanti ai nostri occhi.