Livigno, 7 febbraio 2026 – Livigno sta cambiando pelle, giorno dopo giorno, e si prepara a diventare uno dei cuori pulsanti dei Giochi Olimpici Invernali 2026, che prenderanno il via tra meno di un mese sulle Alpi lombarde. Nel piccolo centro valtellinese, con i suoi 6.800 abitanti e a mille metri di altitudine, atleti e appassionati da ogni parte del mondo si incrociano già sulle strade, negli alberghi e soprattutto sulle piste da sci. L’aria in paese è diversa: tra striscioni, bandiere e vetrine addobbate, l’Olimpiade non è più solo un evento atteso ma una presenza viva che anima ogni angolo.
Preparativi serrati per le gare olimpiche
Da inizio gennaio il traffico ha preso una piega diversa. Nei pressi del Centro Fondo e dell’Aquagranda Olympic Center sono spuntati cantieri temporanei e pattuglie delle forze dell’ordine. Qui si svolgeranno le gare di freestyle, snowboard e fondo. Gli impianti vengono testati ogni giorno: tecnici al lavoro dalle prime luci dell’alba – ha raccontato senza mezzi termini l’assessore allo sport Simone Rini – mentre i volontari girano per distribuire informazioni e accrediti stampa.
Il calendario prevede le prime qualificazioni per il 7 febbraio; la cerimonia d’apertura è fissata a Milano il 9, ma già il giorno dopo Livigno inaugurerà ufficialmente le sue piste. «Siamo pronti, la neve c’è e l’atmosfera è già quella delle grandi occasioni», ha detto Giacomo Silvestri, presidente del Consorzio Turistico.
Tra lavori in corso e festa olimpica
Passeggiando per la via principale si incontrano scolaresche impegnate a mettere a punto coreografie per accogliere le delegazioni straniere. Nel frattempo ristoranti e hotel hanno preparato menù speciali – con polenta taragna e pizzoccheri in primo piano – per chi vuole gustare i sapori locali tra una gara e l’altra. Alcuni negozianti hanno notato un aumento degli arrivi fin dall’Epifania: «Non sono solo sportivi o addetti ai lavori, ma anche famiglie curiose di vedere i cantieri», racconta Laura Bertolini, titolare di un negozio di articoli sportivi a Trepalle.
Per le strade si vedono atleti stranieri intenti ad allenarsi: alcuni sfoggiano le tute delle loro nazionali, altri scelgono la discrezione di un completo nero. Le lingue si mescolano mentre le montagne fanno da cornice a una tensione crescente. Ma – come racconta un volontario fuori dall’impianto Mottolino – «non manca mai chi chiede una foto o un autografo».
Sicurezza al massimo livello e servizi potenziati
Con l’arrivo atteso di decine di migliaia di visitatori, le autorità hanno alzato il livello della sicurezza. Polizia locale e Carabinieri presidiano i punti chiave: controlli a campione ai varchi d’ingresso e pattugliamenti notturni vicino agli hotel delle squadre. Inoltre sono stati allestiti presidi sanitari temporanei vicino agli impianti; una navetta gratuita collega i principali punti della valle con corse ogni quindici minuti. Il sindaco Remo Galli ha sottolineato che «la priorità è accogliere tutti in sicurezza – senza però trasformare Livigno in una città blindata».
La logistica resta una delle sfide più grandi: durante la settimana delle finali si aspettano oltre 25mila persone al giorno, tra atleti, tecnici e pubblico. Gli organizzatori invitano i visitatori a usare i mezzi pubblici; diversi parcheggi sono stati chiusi per fare spazio alle aree accrediti e ai mezzi delle squadre.
Un impatto profondo sulla comunità
Per molti residenti questa è la prima volta che vivono da vicino l’Olimpiade. Qualcuno ricorda settimane movimentate durante il Giro d’Italia o la Sgambeda, ma questa volta è tutta un’altra cosa. «Il lavoro è tanto – ammette Carla Confortola, albergatrice in centro – ma ci sentiamo parte di qualcosa che supera i confini del nostro paese». Anche gli studenti coinvolti come “giovani ciceroni” vivono tutto come un’esperienza nuova.
La neve caduta abbondante tra gennaio e febbraio garantisce piste in ottime condizioni: cannoni accesi solo per ritocchi notturni e gatti delle nevi in azione fin dalle quattro del mattino.
Oltre l’Olimpiade: cosa resterà?
Tra tutto questo entusiasmo resta aperto il tema di cosa resterà dopo la fine dei Giochi. Per Elio Moretti, presidente della Provincia di Sondrio, «gli investimenti fatti su strutture e servizi avranno effetti duraturi». Molte opere saranno riutilizzate per eventi futuri o rimarranno a disposizione dello sport e del turismo.
Ma oggi a Livigno conta una sola cosa: essere pronti quando il mondo accenderà i riflettori sulle sue montagne. E vivere ogni giorno quell’attesa speciale – dentro e fuori dalle piste, tra neve fresca e incontri improvvisi lungo la strada.