Milano, 8 febbraio 2026 – A Milano il Carnevale non si chiude con il Mercoledì delle Ceneri, come succede nel resto d’Italia. Qui, per una tradizione che affonda le radici nella storia della diocesi, la festa si allunga fino al Sabato Grasso, che quest’anno cade il 21 febbraio. È un tratto distintivo che fa di Milano una città un po’ a sé, sospesa tra due calendari: quello romano, seguito dalla maggior parte delle diocesi, e quello ambrosiano, proprio della metropoli lombarda. Da giorni ormai e ancora per più di una settimana, tra il Duomo, le vie del centro e i quartieri popolari si moltiplicano sfilate, costumi, spettacoli e iniziative soprattutto dedicate alle famiglie e ai bambini.
Tradizione ambrosiana: un Carnevale fuori dal tempo
Le origini del Carnevale Ambrosiano sono antiche e avvolte nel mistero. La leggenda racconta che fu Sant’Ambrogio in persona – patrono di Milano e vescovo tra il 374 e il 397 d.C. – a spostare in avanti l’inizio della Quaresima: «Aspettate il mio ritorno per cominciare il digiuno», avrebbe detto ai fedeli. Da allora la liturgia milanese segue un calendario tutto suo e permette ai cittadini – anche nel 2026 – di godersi qualche giorno in più di festa. Non tutti se ne ricordano, ma questa differenza crea ogni anno una curiosa situazione: mentre in gran parte d’Italia si pensa già alla penitenza, a Milano si continua a vedere maschere e coriandoli.
Sfilate e appuntamenti: il cuore in piazza
Il Carnevale qui non è solo una storia da raccontare. In queste settimane, da Corso Venezia a Piazza San Babila, passando per i Navigli e l’Arco della Pace, i carri allegorici hanno già iniziato a muoversi. Il momento clou sarà sabato 21 febbraio con la tradizionale parata che parte dal centro storico nel primo pomeriggio – quest’anno l’appuntamento è alle 15 in Piazza Duomo. La folla si raduna lungo tutto il percorso fin dalla mattina: genitori e bambini vestono costumi di ogni tipo. C’è chi sceglie Zorro o un supereroe, chi preferisce personaggi tipici milanesi come Meneghino e Cecca.
Intanto i teatri della città offrono spettacoli dedicati. Al Teatro Carcano debutta un nuovo allestimento della commedia dell’arte, mentre il Piccolo Teatro organizza laboratori gratuiti per i più piccoli: maschere di cartapesta, giochi e burattini in primo piano. «Un Carnevale che resta fedele alle sue radici popolari», lo definisce Elena Viganò, responsabile degli eventi culturali del Comune. «Vogliamo una festa aperta a tutti, capace di mettere insieme quartieri diversi».
Eventi per famiglie: laboratori e magia diffusa
Non si tratta solo di grandi sfilate: molti quartieri propongono iniziative diffuse pensate per coinvolgere le famiglie. Nei giardini di Porta Venezia è nato un vero villaggio a tema con postazioni per imparare a fare stelle filanti riciclando carta e plastica. Nel pomeriggio ci sono giochi organizzati dalla Fondazione Milano Cultura – caccia al tesoro, quiz sulla storia cittadina, piccoli spettacoli di magia. L’ingresso è libero o a offerta libera: l’idea è che nessuno resti escluso.
Nel quartiere Isola spicca invece un laboratorio “fai da te” per creare costumi economici. L’iniziativa arriva dall’associazione Quartiere Isola Solidale: «Non tutti possono permettersi travestimenti complicati», ricorda Marco Gatti, volontario storico del gruppo. Così nascono abiti originali fatti con materiali di recupero – stoffe usate o cartoni dipinti a mano.
Un Carnevale sostenibile e inclusivo
Una novità importante riguarda la sostenibilità: il Comune invita a lasciare da parte coriandoli in plastica e preferire materiali biodegradabili. Anche i carri allegorici seguono questa linea: molti sono decorati con carta riciclata o legno. Il messaggio è chiaro – spiegano da Palazzo Marino – «La festa può essere colorata senza danneggiare l’ambiente». C’è poi una forte attenzione all’inclusione. Diverse realtà organizzano eventi accessibili anche ai bambini con disabilità motorie o sensoriali. «Vogliamo una festa davvero aperta alla città», sottolineano dal Municipio 1.
Milano conferma così la sua capacità di far convivere tradizione e novità: il Carnevale non è solo sfilate o maschere ma un momento per ritrovarsi in piazza (con la sciarpa ben stretta al collo; febbraio è sempre freddo). Un calendario lungo fatto di tante voci diverse. E mentre altrove la festa è già finita – qui, tra coriandoli biodegradabili e stelle filanti – c’è ancora Carnevale da vivere.