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Scoperta straordinaria sotto Istanbul: ritrovati 190 mq di mosaici antichi e sarcofagi storici

Simona Carlini by Simona Carlini
13 Febbraio 2026
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Esperienze

Istanbul, 13 febbraio 2026 – Sotto il frenetico via vai di Istanbul è affiorato un vero tesoro: 190 metri quadrati di mosaici tardo antichi, una scoperta che arricchisce ancora una volta la storia complessa di questa metropoli. Il ritrovamento è avvenuto durante lavori di sistemazione nel quartiere di Fatih, cuore storico della città proprio dietro la moschea omonima. I lavori risalgono a qualche settimana fa, ma solo ora gli archeologi del Museo Archeologico di Istanbul hanno fornito i primi dettagli.

Scoperta inaspettata nel cuore antico

Secondo la stampa locale, gli operai erano appena partiti con lo scavo per posare nuove tubature quando, a circa due metri sotto il livello della strada, sono spuntate le prime tessere colorate. “Abbiamo fermato subito tutto e chiamato gli esperti“, racconta Yusuf Demir, capo del cantiere. La Soprintendenza ha subito messo sotto controllo l’area e ha avviato scavi più approfonditi.

Il pavimento musivo si è rivelato sorprendentemente intatto, decorato con motivi geometrici e floreali. Non lontano, sono emersi anche un sarcofago in pietra, probabilmente databile tra il IV e il VI secolo d.C., insieme a vari reperti ceramici e pezzi di oggetti in bronzo.

Fatih: dove antico e moderno si intrecciano

Oggi Fatih è uno dei quartieri più popolosi e multietnici della città, ma poggia sulle rovine dell’antica Costantinopoli. Gli esperti pensano che quel mosaico – grande quasi 200 metri quadrati – fosse parte di una sala importante, forse in una villa nobile o in un edificio pubblico. “La ricchezza dei disegni e la qualità dei materiali lasciano intendere che fosse commissionato da qualcuno di alto rango“, spiega alla stampa Mehmet Çelik, direttore del museo.

Il ritrovamento del sarcofago apre nuovi misteri: “Non sappiamo ancora chi vi fosse sepolto. Stiamo studiando le iscrizioni parzialmente leggibili sul coperchio“, aggiunge Çelik. Tra i reperti ci sono anche alcune monete d’oro dell’imperatore Teodosio II, segno che il sito fu usato almeno fino alla metà del V secolo.

Istanbul: una città che parla dal sottosuolo

Non è la prima volta che questa città restituisce sorprese dal passato sotto le strade moderne. Solo l’anno scorso, durante i lavori della linea Marmaray, sono stati scoperti resti di navi bizantine nel sottosuolo di Yenikapi. “Viviamo sopra la nostra storia ogni giorno“, ha detto il sindaco Ekrem Imamoglu stamattina davanti all’area ormai recintata e presidiata 24 ore su 24.

Il Comune ha già annunciato che il sito verrà coperto temporaneamente con strutture leggere per proteggerlo dalle intemperie mentre proseguono i rilievi. Si sta valutando anche l’idea di costruire una passerella sopraelevata per far vedere i mosaici a cittadini e turisti senza danneggiarli.

Un valore prezioso per la città e la ricerca

“Stiamo lavorando con università locali ed esperti italiani per documentare tutto nei minimi dettagli”, ha dichiarato oggi pomeriggio l’archeologa capo progetto, Gulsen Özkan. L’obiettivo è capire non solo come fossero fatti quei mosaici, ma anche qual era lo scopo preciso dell’edificio a cui appartenevano. In città si parla già della possibile apertura al pubblico del sito entro il prossimo anno, anche se per ora resta un’ipotesi da confermare.

La scoperta ha acceso la curiosità degli abitanti del quartiere, molti dei quali si sono fermati tra le 7 e le 10 del mattino a osservare al freddo le operazioni degli archeologi. “Ci sentiamo parte di qualcosa di grande“, confida Firat Kaya, panettiere sulla vicina Vatan Caddesi. E c’è chi spera che questi reperti possano portare più visitatori o rilanciare il dibattito su come conciliare sviluppo urbano e rispetto delle radici storiche.

Tra il rumore dei martelli pneumatici e i bisbigli dietro le transenne, Istanbul continua a restituire pezzi dimenticati della sua identità. E ricorda — a chi sa guardare sotto il cemento — quanto il presente sia ancora intriso dalla polvere dei secoli passati.

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