Socotra, l’eden nascosto dell’Oceano Indiano tra natura incontaminata e culture millenarie

L'isola di Socotra

L'isola di Socotra | Shutterstock

Marco Viscomi

13 Febbraio 2026

Riaperta al turismo internazionale dopo anni di isolamento, l’isola yemenita offre biodiversità unica e cultura millenaria, ma resta difficile da raggiungere

 

Socotra, Yemen – 13 febbraio 2026 – Dopo un periodo di chiusura dovuto a difficoltà logistiche e politiche, l’isola di Socotra, nel cuore dell’Oceano Indiano, ha riaperto i propri cieli al turismo internazionale, seppur con voli accessibili esclusivamente tramite l’Arabia Saudita. Quest’isola, spesso definita la “Galapagos yemenita” per la sua straordinaria biodiversità, continua a rappresentare un patrimonio naturale unico e affascinante, tutelato dall’UNESCO dal 2008.

Socotra: un gioiello di biodiversità e isolamento

Situata a circa 300 chilometri dalla costa somala e 350 km a sud dello Yemen, l’arcipelago di Socotra è composto dall’isola principale e da tre isole minori: ʿAbd al-Kūrī, Darsa e Samha. Con una superficie di 3.579 km², l’isola principale si estende per circa 130 km da est a ovest e 30-35 km da nord a sud, con un altopiano carsico e i monti Haghier che raggiungono i 1.525 metri di altitudine. Il capoluogo è Hadibu, centro abitato di circa 8.500 residenti, mentre la popolazione totale sfiora oggi i 43.000 abitanti, in prevalenza di origine araba con minoranze africane e asiatiche.

Il clima tropicale desertico e steppico di Socotra è caratterizzato da piogge moderate in inverno e venti impetuosi durante i monsoni, che rendono l’isola quasi irraggiungibile per metà dell’anno. Questo isolamento ha favorito lo sviluppo di una fauna e flora eccezionalmente endemiche, con il 37% delle 825 specie vegetali presenti sull’isola che non si trovano da nessun’altra parte al mondo.

Tra le piante più iconiche spicca la dracena drago di Socotra (Dracaena cinnabari), la cui resina rossa, chiamata sangue di drago, è stata utilizzata fin dall’antichità come medicinale, incenso e colorante. Altre specie uniche comprendono l’aloe socotrina, il melograno di Socotra e la Boswellia socotrana, fonte di un incenso pregiato. L’avifauna conta 192 specie, di cui 44 endemiche, e oltre il 90% dei rettili è esclusivo dell’isola; il mare circostante ospita una ricca barriera corallina con 253 specie di coralli e oltre 700 specie di pesci.

Storia millenaria e cultura unica

Socotra è un luogo intriso di storia e leggenda. Il suo nome potrebbe derivare dal sanscrito “Dvipa Sukhadhara”, ovvero “Isola della felicità”. Già noto ai Greci e ai Romani, che la chiamarono Dioscoride in onore ai Dioscuri, l’arcipelago fu un avamposto strategico nel commercio marittimo dell’Oceano Indiano. Alessandro Magno, su consiglio di Aristotele, inviò coloni greci per presidiarne i traffici.

Secondo la tradizione cristiana, l’apostolo Tommaso avrebbe predicato sull’isola nel 52 d.C., fondando una comunità cristiana nestoriana che durò fino al XIII secolo. Nel XVI secolo, Socotra fu brevemente sotto il controllo portoghese, seguita dal dominio degli Imam di Mascate e dei sultani del Mahra. Nel 1834 l’isola passò sotto il protettorato britannico sino all’indipendenza dello Yemen del Sud nel 1967, per poi confluire nello Yemen unificato nel 1990. Oggi Socotra è amministrata dal governo yemenita, pur avendo vissuto una complessa situazione politica negli ultimi anni, con il controllo temporaneo da parte degli Emirati Arabi Uniti e successivamente del Southern Transitional Council (STC).

Turismo e accessibilità: una sfida tra opportunità e instabilità

Dopo oltre vent’anni di isolamento, Socotra ha riaperto al turismo internazionale, ma con modalità e restrizioni che riflettono la complessità politica della regione. A partire da febbraio 2026, gli unici voli regolari per l’isola sono operati dalla compagnia Yemenia, con collegamenti da Jeddah, in Arabia Saudita, e dal Cairo con scalo obbligato nello Yemen continentale. La cancellazione definitiva dei voli charter da Abu Dhabi, attivi fino al 2025, ha ridotto le opzioni di accesso.

Il volo Yemenia ha una frequenza settimanale: partenza da Jeddah il martedì e rientro da Socotra il lunedì, con tariffe intorno ai 900 dollari per andata e ritorno. Data la volatilità degli orari e la possibilità di cancellazioni, è consigliabile prevedere soggiorni lunghi, da sei a dodici notti. L’accesso via mare è praticamente inesistente per i turisti occidentali, con traghetti limitati e pericolosi, e nessun collegamento marittimo con paesi vicini come Somalia o Gibuti.

Per chi desidera visitare Socotra, affidarsi a un’agenzia di viaggio locale è fortemente consigliato, viste le difficoltà logistiche e la complessità normativa. Inoltre, la situazione di sicurezza nello Yemen continentale resta precaria e sconsiglia viaggi autonomi attraverso il territorio.

Un paradiso naturale da proteggere

Socotra non è solo un’isola remota, ma un vero e proprio museo vivente di biodiversità e cultura. Le specie endemiche, la lingua unica – il socotri, un idioma semitico parlato solo sull’isola – e le comunità locali conservano un patrimonio irripetibile. La sua importanza ecologica e culturale è riconosciuta a livello mondiale, ma al tempo stesso è minacciata dalla pressione di interessi economici e geopolitici.

Negli ultimi anni, guide locali come Eleonora, che da oltre due anni lavora sull’isola, hanno raccontato la complessità di Socotra, evidenziando come la sua sopravvivenza dipenda anche dal turismo responsabile e rispettoso. La protezione di questo straordinario ecosistema e della sua identità culturale richiede un equilibrio delicato tra sviluppo e conservazione.

Visitare Socotra significa immergersi in un ambiente di straordinaria bellezza, dove il tempo sembra essersi fermato, ma anche affrontare sfide logistiche e politiche significative. La riapertura dei collegamenti aerei tramite l’Arabia Saudita rappresenta una nuova opportunità per conoscere questo luogo unico, che continua a stupire e affascinare viaggiatori e studiosi da tutto il mondo.

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