Addio a Sante Cervellati, fondatore della Comet: da piccola bottega a colosso con 130 negozi e 2500 dipendenti

Silvana Lopez

13 Febbraio 2026

Milano, 13 febbraio 2026 – Si è spento ieri sera nella sua casa di Monza, circondato dalla famiglia, Silvio Pirola, storico presidente di Elettronica Pirola. Aveva 89 anni. Con lui se ne va un pezzo importante della storia imprenditoriale lombarda: Pirola aveva guidato l’azienda fin dai suoi primi passi, nel lontano 1967, quando tutto iniziò in una piccola bottega di via Borgazzi.

Da una bottega a un colosso nazionale

Nessuno avrebbe immaginato, in quel piccolo angolo di Monza dove Pirola aggiustava a mano radio e piccoli elettrodomestici, che quella realtà sarebbe cresciuta fino a contare 130 negozi e oltre 2500 dipendenti. «Ricordo ancora l’odore delle schede bruciate e i clienti che venivano anche solo per un consiglio», ha raccontato ieri mattina il figlio maggiore, Franco Pirola, amministratore delegato oggi, raggiunto al telefono mentre tornava frettolosamente da Roma.

Oggi Elettronica Pirola è una delle catene più importanti d’Italia nel settore, con punti vendita da Torino a Palermo, passando per Firenze, Padova, Pescara e Napoli. La vera svolta arrivò nel 1974 con l’apertura del primo grande negozio in via Milano. Silvio Pirola puntò sulla televisione a colori e sull’elettronica di consumo quando ancora pochi ci credevano davvero. Decise di investire nei commessi, nelle garanzie post-vendita e in quella consulenza che – sottolineava spesso – «non deve mai lasciare il cliente da solo».

Il ricordo di chi lo ha conosciuto

Quella cura per le persone è rimasta la cifra distintiva dell’azienda. Ieri Maria Bianchi, storica responsabile delle risorse umane, ha faticato a trattenere le lacrime: «Silvio sapeva ascoltare tutti, dal magazziniere al dirigente – mi fermava nei corridoi per chiedere come stessero i ragazzi della logistica». Un atteggiamento che spiega la fedeltà di tanti dipendenti: qualcuno vanta trent’anni in azienda e conserva ancora il telegramma di assunzione.

Pirola non amava le luci della ribalta né le cerimonie pubbliche. Quando nel 2019 ricevette la medaglia d’oro della Camera di commercio di Monza e Brianza per i meriti imprenditoriali, si limitò a dire: «Il nostro lavoro vero si vede nei giorni in cui si abbassano le saracinesche e si pulisce il pavimento».

L’elettronica cambia pelle e arriva il digitale

Negli anni Ottanta il settore dell’elettronica cambiò volto: la concorrenza straniera aumentò, arrivarono le grandi catene internazionali. Ma Pirola non cedette alla fretta di crescere a tutti i costi. Scelse invece di rafforzare la presenza al Nord prima di espandersi davvero. La vera crescita su scala nazionale avvenne solo tra il 2002 e il 2012, con l’apertura anche in province più piccole.

L’arrivo dell’e-commerce fu probabilmente la sfida più difficile. «All’inizio eravamo spaesati – confessò lo stesso Pirola nel 2015 durante una riunione – ma abbiamo saputo rimetterci in gioco». Da lì nacquero i primi progetti che univano negozio fisico e online: sportelli per ritiri veloci e promozioni mirate sul web.

Un’eredità solida tra famiglia e lavoro

Ora tocca alla seconda generazione guidare l’azienda: Franco, già operativo da anni al fianco del padre, ha confermato la volontà di andare avanti seguendo la strada tracciata. «Nostro padre ci ha insegnato disciplina e attenzione ai dettagli», ha detto ieri sera davanti ai colleghi nella sede centrale di viale Lombardia.

I funerali si terranno domani alle ore 11, nella parrocchia di San Giuseppe a Monza. Sono attese delegazioni di imprenditori, fornitori storici e dipendenti da tutta Italia. Non ci saranno discorsi ufficiali: era questa la volontà di Silvio Pirola, uomo che amava restare dietro le quinte. A chi lo fermava per strada – cosa frequente anche negli ultimi anni – rispondeva con una battuta secca: «Ho solo aggiustato qualche radio in più degli altri».

Ma nelle stanze silenziose dell’azienda quella dedizione resta la sua vera eredità. Un patrimonio prezioso per il territorio e per una generazione di lavoratori lombardi cresciuti con lui.

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