Milano, 17 febbraio 2026 – Sempre più hotel nel mondo stanno puntando su pacchetti personalizzati, spinti da una domanda in costante crescita che nel 2024 ha toccato i 72,6 miliardi di dollari. Le previsioni del settore parlano chiaro: nei prossimi tre anni si supereranno i 100 miliardi. A confermarlo sono i dati dell’osservatorio Statista, supportati dalle testimonianze di alcune tra le maggiori catene alberghiere italiane e internazionali. In città come Milano e Roma, già dal primo trimestre si notano offerte sempre più mirate: dai soggiorni dedicati al benessere a pacchetti pensati per famiglie o lavoratori in smart working.
Hotel e nuovi pacchetti: numeri che non lasciano dubbi
I numeri sono evidenti. Nel solo 2024, il settore degli hotel con pacchetti su misura ha mosso quasi 73 miliardi di dollari nel mondo. Una crescita importante se si pensa che nel 2019 si era poco sopra i 50 miliardi. “L’offerta personalizzata è ormai parte fondamentale della nostra strategia commerciale”, dice Maurizio De Luca, responsabile marketing di una nota catena attiva tra Firenze e Venezia. “Oggi i clienti vogliono molto più di un semplice posto letto”.
L’associazione europea degli albergatori conferma la tendenza. Nel rapporto annuale si legge: “I soggiorni con esperienze incluse – dalle degustazioni in cantina alle escursioni – vengono prenotati il doppio rispetto ai semplici pernottamenti”. Ma non tutti riescono a tenere il passo. Costi organizzativi e la necessità di collaborazioni locali sono spesso un freno.
Pacchetti più richiesti: benessere, cibo e famiglia
Guardando all’offerta attuale, il benessere resta al primo posto, con SPA e trattamenti inclusi. Seguono i pacchetti “food & wine”, spesso legati ai prodotti del territorio, e quelli per famiglie. “Da noi la richiesta di weekend relax è salita del 35% rispetto all’anno scorso”, racconta Caterina Rossi, direttrice di un boutique hotel vicino a Verona. “Gli ospiti sono cambiati: cercano esperienze più autentiche e legate al luogo”.
Ed è proprio la componente locale a fare la differenza negli hotel italiani: visite alle aziende agricole, corsi di cucina tradizionale e tour guidati. Non mancano proposte innovative per chi lavora da remoto e vuole alternare riunioni online a momenti di pausa rigenerante.
Digitale e piattaforme: motori del cambiamento
A dare spinta al mercato ci hanno pensato anche le piattaforme digitali, che già in fase di prenotazione suggeriscono pacchetti personalizzati. Siti come Booking.com o Expedia mostrano come offrire servizi extra sia ormai essenziale per mantenere il cliente fedele. “Chi prenota via app sceglie sempre più spesso un’esperienza completa”, conferma un portavoce di Booking Italia.
Anche i social hanno un ruolo chiave: molte strutture usano video e storie su Instagram per raccontare i loro pacchetti. Il risultato? Un passaparola veloce e una clientela più giovane che si avvicina all’hotellerie tradizionale con occhi nuovi.
Gli ostacoli restano: costi, organizzazione e formazione
Nonostante l’interesse crescente, permangono difficoltà. I piccoli hotel soprattutto nelle zone rurali o meno battute faticano a reggere sui prezzi e ad organizzare servizi complessi. “Serve formazione e una rete tra imprenditori”, ammette Luca Ferraris, titolare di una struttura nell’entroterra marchigiano. “Abbiamo le idee ma mancano le risorse per metterle in pratica”.
Problemi logistici e carenza di personale qualificato frenano lo sviluppo soprattutto nel Sud Italia, dove l’offerta c’è ma è ancora disomogenea. Alcuni consorzi locali provano a fare squadra con progetti condivisi e corsi dedicati.
Il futuro è nella crescita e nella varietà delle offerte
Gli analisti sono ottimisti: il mercato mondiale degli hotel con pacchetti personalizzati dovrebbe superare i 100 miliardi entro il 2029. L’Italia resta competitiva ma deve fare i conti con l’andamento della domanda internazionale. Secondo Enit, l’aumento dei turisti extraeuropei può spingere la crescita anche nelle località minori, a patto che l’offerta rimanga originale e ancorata al territorio.
In breve, la strada della personalizzazione nei soggiorni sembra segnata per crescere ancora nei prossimi anni. Ma solo chi saprà mixare qualità del servizio e innovazione avrà davvero successo in un mercato sempre più affollato. Come sottolinea De Luca: “Non basta aggiungere una cena o una SPA. Bisogna capire davvero cosa vogliono oggi chi viaggia”.