Miami e Florida Keys in 4 giorni: itinerario completo tra South Beach, Everglades e US1 verso Key West

Silvana Lopez

18 Febbraio 2026

Miami, 18 febbraio 2026 – In appena quattro giorni chi arriva a Miami si trova a fare un vero e proprio viaggio in miniatura attraverso paesaggi e atmosfere diversissime. Dal passo lento e quasi sonnolento delle paludi delle Everglades agli esplosivi colori di South Beach, fino alla suggestione della US1, quella lunga strada d’asfalto che sembra sospesa tra cielo e Oceano Atlantico, che conduce fino a Key West. Un itinerario breve, certo, ma capace di offrire un assaggio autentico della Florida vera, quella che spesso non compare sulle cartoline.

Dall’Art Déco di Miami Beach alle atmosfere cubane di Little Havana

L’impatto con South Beach è immediato: il quartiere è famoso per la fila fitta di hotel in stile Art Déco tra la 5th e la 23rd Street, che continua a incantare chiunque passi di lì. Al tramonto il lungomare si anima: pattinatori, turisti e gente del posto si mescolano. Si sente parlare spagnolo, portoghese e inglese, spesso tutti insieme nella stessa conversazione. I dettagli catturano l’occhio ovunque: una Buick d’epoca che sfreccia lungo Ocean Drive nel tardo pomeriggio, tavoli colmi di ceviche e mojito, una coppia intenta a fotografare il profilo inconfondibile del Colony Hotel – scene di vita quotidiana che raccontano molto.

Pochi isolati più a ovest cambia tutto. Nel cuore di Little Havana, intorno a Calle Ocho, si respira un’altra aria. È un vero mosaico fatto di murales colorati e bandiere cubane che sventolano al vento. Al Maximo Gomez Park – il Domino Park – i pensionati locali giocano a domino con grande concentrazione. “Qui Miami va con un ritmo diverso”, dice Julio, che vive in zona da oltre trent’anni. Le vetrine vendono sigari fatti a mano, l’aroma del cafecito si diffonde fin dal mattino presto. E basta poco per scoprire altre sorprese: un altare dedicato a Celia Cruz o i mercatini con frutta esotica fresca.

Everglades: natura selvaggia a due passi dalla città

A sud-ovest della città si apre l’immensa distesa delle Everglades. “Non è solo un parco: è un pezzo d’America fuori dal tempo”, spiega una guida al Visitor Center di Shark Valley poco dopo le 10 del mattino. Qui ci si muove su airboat tra canali stretti e mangrovie; gli alligatori sbucano dall’acqua fangosa mentre stormi di aironi bianchi si sollevano appena ci si avvicina.

Il giro classico dura circa due ore, ma il bello sta nelle pause improvvise. C’è chi si ferma a scrutare le acque torbide cercando tartarughe o lamantini; altri – pochi coraggiosi – percorrono in bici la pista asfaltata nel cuore del parco. Il consiglio è uno solo: acqua e repellente sono indispensabili soprattutto nelle ore più calde della giornata. La temperatura va dai 24 ai 28 gradi anche in inverno; non mancano poi i temporali improvvisi.

La US1 verso Key West: guidare sul mare

Solo percorrendo la Overseas Highway, la US1, si capisce davvero il suo fascino: 180 chilometri di strada che collegano Miami a Key West attraversando isole coralline e ponti lunghissimi. “Guidare qui è come andare nel blu infinito”, racconta John, tassista con vent’anni di esperienza nel portare turisti fino all’estremità sud degli Stati Uniti continentali. Meglio partire all’alba: la luce bassa illumina le acque della baia e accompagna verso Key Largo, Marathon e il celebre Seven Mile Bridge.

Le soste sono quasi d’obbligo lungo il percorso. A Islamorada c’è chi fa pausa per un sandwich di mahi-mahi; altrove per noleggiare un kayak o incontrare i pescatori al molo. I prezzi cambiano spesso: fuori stagione una stanza costa intorno ai 120 dollari, ma nel weekend può superare i 200. Key West accoglie già dal pomeriggio con il suo caos gentile: galli liberi tra Duval Street e Mallory Square; locali dove musica dal vivo e chiacchiere senza fretta creano l’atmosfera giusta.

Miami torna protagonista: culture e sapori da vivere

Ritornare a Miami vuol dire immergersi ancora nella miscela unica di culture che anima la città. Da Bayside Market fino ai murales dei Wynwood Walls – che cambiano ogni stagione – ogni angolo racconta una storia diversa. Quattro giorni non bastano per approfondire tutto; ma regalano un mosaico vivido fatto di dettagli reali: l’odore della salsedine al mattino, le voci nella hall del Loews Hotel alla sera, la musica latina che filtra dai taxi sulla Collins Avenue.

In fondo è questa la vera forza della Florida del sud: sorprende nei piccoli gesti quotidiani, negli incroci imprevisti tra natura selvaggia e modernità sfacciata. E lascia una voglia sola: tornare ancora, magari per fermarsi qualche giorno in più.

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