Milano, 28 febbraio 2026 – Massimiliano Finazzer Flory, regista e attore milanese, riporta in Italia il suo progetto teatrale dedicato a Leonardo da Vinci dopo una tournée internazionale che ha fatto tappa a Madrid. Il nuovo appuntamento, intitolato “Leonardo in Castello”, si svolgerà nei prossimi giorni nella suggestiva cornice del Castello Sforzesco di Milano. Un ritorno molto atteso, dicono gli organizzatori, per uno spettacolo che da mesi suscita interesse e apprezzamenti in tutta Europa, offrendo una lettura fresca e teatrale della figura dell’artista e scienziato.
Lo spettacolo di Leonardo conquista l’Europa
Dopo il debutto milanese del 2024, la pièce di Finazzer Flory ha girato alcune tra le principali città europee. L’ultima tappa, il 23 febbraio, è stata al Círculo de Bellas Artes di Madrid. In sala si è radunato un pubblico vario: studenti d’arte, storici e curiosi locali. In terza fila alcuni rappresentanti dell’Istituto Italiano di Cultura hanno seguito con attenzione la performance. “Abbiamo scelto Leonardo per parlare con le nuove generazioni della sua visione ancora attuale”, ha detto l’autore dietro le quinte, pochi minuti dopo la fine dello spettacolo.
Gli organizzatori spagnoli raccontano di un vivace dibattito nato intorno ai temi di scienza e arte. Alcuni spettatori hanno aspettato l’attore all’uscita per confrontarsi sulle fonti originali usate nel testo, tratte soprattutto dai manoscritti leonardeschi conservati a Milano, Londra e Parigi. “Non volevamo fare una lezione”, ha confidato Finazzer Flory agli studenti madrileni. “Il mio Leonardo guarda al futuro con tutte le sue contraddizioni”.
Milano riabbraccia Leonardo nel cuore della città
L’appuntamento al Castello Sforzesco è fissato per il 2 marzo alle 21. L’ingresso sarà libero fino a esaurimento posti. La scelta del luogo non è casuale: fra quelle antiche mura — uno dei luoghi più legati alla storia di Leonardo — lo spettacolo torna dove tutto è iniziato. Negli anni Novanta, proprio nel Cortile della Rocchetta, Finazzer Flory aveva mosso i primi passi da attore. “Riportare Leonardo qui – ha detto ieri in conferenza stampa – è come chiudere un cerchio”.
Il testo si sviluppa tra monologhi e dialoghi immaginari con Ludovico il Moro, Beatrice d’Este e altri personaggi della corte milanese. Sul palco pochi oggetti essenziali: un leggìo in legno scuro, una copia del Codice Atlantico e una piccola lampada a olio. “Niente effetti speciali – spiega Finazzer Flory – qui servono solo voce e gesti”. Al centro ci sono temi come il rapporto tra invenzione e destino, la solitudine del genio, la fragilità della memoria.
Tra arte e pubblico: il successo dello spettacolo
Lo spettacolo ha convinto non solo gli addetti ai lavori ma anche un pubblico molto vario. Nelle ultime settimane sono stati più di 2.000 i presenti nelle tappe di Lione, Ginevra e Bruxelles, fanno sapere dalla produzione. Tante le reazioni arrivate sui social: c’è chi racconta di aver ripreso in mano i vecchi libri di storia dell’arte dopo aver visto lo spettacolo; altri apprezzano l’uso diretto delle citazioni dai codici originali.
“Finazzer Flory fa parlare Leonardo senza filtri”, ha scritto su Facebook la storica dell’arte Marta Sangiovanni, presente allo spettacolo a Madrid. “A volte sembra quasi un diario personale”. Parole che risuonano anche tra gli studenti universitari di Brera: alcuni hanno chiesto se ci saranno repliche nei licei lombardi. “Ci stiamo pensando”, ha risposto l’attore durante un incontro informale nel chiostro della Pinacoteca.
Prossime tappe italiane e nuovi progetti
Dopo la data al Castello Sforzesco, lo spettacolo dovrebbe fare tappa in altre città italiane: Roma, Firenze e Venezia sono in trattativa per ospitare “Leonardo in Castello” entro l’estate 2026. Nel frattempo il team sta lavorando anche a una versione multimediale pensata per le scuole secondarie. “L’interesse per Leonardo non si ferma”, ha sottolineato l’autore davanti ai giornalisti.
Il ritorno milanese dello spettacolo non è solo un omaggio a uno dei più grandi protagonisti della cultura italiana ma anche un momento per ripensare il rapporto tra palcoscenico, memoria storica e nuove generazioni. E se anche stavolta il pubblico riconoscerà il valore del progetto — come dimostrano i numeri delle ultime repliche — il viaggio europeo di Leonardo sembra destinato a continuare ancora a lungo.