Gorillaz, il nuovo album “The Mountain”: il viaggio in India di Damon Albarn tra equilibrio e magia musicale

Silvana Lopez

7 Marzo 2026

Milano, 7 marzo 2026 – La band ha lanciato oggi il nuovo album, “The mountain”, un ritorno molto atteso nella scena musicale italiana. Il disco, con dieci tracce tutte inedite, esce per l’etichetta indipendente Lupo Records e, come si legge nel comunicato diffuso ieri sera, vuole raccontare il percorso di crescita e le difficoltà che ognuno affronta nella vita. Già al primo ascolto si nota un cambio netto rispetto ai lavori precedenti.

Un sound più maturo tra rock e tocchi elettronici

“The mountain” parte con “Summit”, un brano di quasi cinque minuti che mescola chitarre elettriche potenti e una sezione ritmica decisa. La voce del frontman – Marco Rivolta, nato a Verona nel 1988 – entra dopo una breve intro strumentale. Il testo parla di quelle “piccole conquiste quotidiane”, come ha spiegato la band durante la presentazione di ieri a Milano. Nel pezzo che segue, “Correnti”, si sente invece una maggiore presenza di elettronica: sintetizzatori, campionamenti di suoni naturali e una melodia più cupa segnano una svolta rispetto ai dischi passati.

Qualche richiamo al passato non manca, soprattutto in “Tregua”, che riporta alle prime ballad acustiche del gruppo. Edoardo Manfredi, il bassista, ha raccontato in un’intervista a Radio Popolare che “l’album è nato in uno dei momenti più strani della nostra vita”. Si riferisce al biennio 2024-2025, segnato da una lunga pausa dai concerti e da diversi cambi in formazione. Quel clima sospeso si sente nella scrittura: “Abbiamo scritto in montagna, spesso chiusi in una baita tra le Dolomiti”, ha ammesso Manfredi.

Testi intimi e riflessioni sulla solitudine

Le dieci tracce di “The mountain” girano tutte attorno a un’idea sola: la salita faticosa verso qualcosa di personale, non sempre concreto. In “Sospesi”, uno dei pezzi centrali, il testo si perde tra immagini di passi sulla neve e ricordi d’infanzia. La produzione – firmata da Federico Sassi, già collaboratore dei Baustelle – punta su arrangiamenti essenziali e una voce quasi sussurrata.

Colpisce la scelta di lasciare molto spazio agli strumenti: solo nella penultima traccia, “Bivacco”, la band rompe questo silenzio con una sezione ritmica più presente e un ritornello che resta in testa facilmente. “Volevamo raccontare le fragilità senza filtri”, ha detto Rivolta durante l’incontro con la stampa. I testi sono stati riscritti tante volte, spesso di notte in una casa ai piedi del Lagorai.

La critica sembra apprezzare questa nuova direzione: Silvia Gatti de Il Mucchio Selvaggio dice che “l’album racconta la fatica senza mai pesare all’ascolto”. Alcuni fan invece hanno lamentato sui social l’assenza delle vecchie sonorità punk-rock: “Mi mancano i riff più grezzi”, ha scritto ieri su X l’utente @margheritavolta, ottenendo oltre 150 like in poche ore.

Dischi fisici e prime date live

Il disco è disponibile in digitale (Spotify, Apple Music e Bandcamp) ma anche in CD e vinile – quest’ultimo stampato in edizione limitata con 500 copie numerate. In alcuni negozi di Milano e Bologna i primi vinili sono spariti già nel pomeriggio. Secondo l’etichetta, la tiratura speciale con copertina serigrafata resterà disponibile fino alla fine del mese.

Il tour comincerà il 24 marzo dal Circolo Magnolia di Milano, poi toccherà Padova (Teatro Geox, 28 marzo), Firenze (Viper Theatre, 2 aprile) e Torino (Hiroshima Mon Amour, 7 aprile). I biglietti sono già in vendita sul sito ufficiale; per le prime due date restano pochi posti.

Un bilancio: crescita personale e nuove sfide

“The mountain” si presenta come un lavoro ambizioso, meno immediato ma forse più sincero rispetto ai dischi precedenti della band. Chi lo ha ascoltato nelle scorse settimane parla di un album “più adulto”, a tratti introspettivo, dove la salita – fisica o dentro sé stessi – torna quasi ovunque.

Tra addetti ai lavori e semplici ascoltatori incontrati oggi davanti alla Feltrinelli di Piazza Piemonte si percepisce che la band ha scelto davvero di mettersi in gioco. Più che inseguire mode o classifiche qui emerge la voglia di raccontarsi senza maschere. E il pubblico? Ha iniziato a rispondere. Ora resta da vedere se questa strada nuova riuscirà a conquistare anche chi cercava altro.

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