Palma di Maiorca, 12 marzo 2026 – Tra le isole spagnole, dove i tramonti si riflettono su calette nascoste e le colline sono punteggiate da pini marittimi, stanno emergendo nuovi resort pensati per chi vuole una vacanza fuori dagli schemi. A farne richiesta è un pubblico variegato: dalle famiglie con bambini alle coppie in cerca di relax, fino ai giovani lavoratori digitali attratti dall’idea di una scrivania vista mare. Da Maiorca a Tenerife, il settore dell’ospitalità sembra aver trovato nuove strade, rispondendo ai cambiamenti emersi dopo la pandemia.
Resort nelle isole spagnole, tra nuove esigenze e sostenibilità
Negli ultimi dodici mesi, i dati di Exceltur, il consorzio delle imprese turistiche spagnole, mostrano una crescita del 15% nella domanda per località come Ibiza, Lanzarote e Gran Canaria. A spiegarlo è Manuel Vives, manager di una catena presente a Fuerteventura: “Oggi le famiglie vogliono servizi semplici, ristorazione flessibile e spazi sicuri per i più piccoli. Chi lavora da remoto cerca connessioni veloci, zone tranquille per le videochiamate e magari uno scooter elettrico da noleggiare”. Le camere sono state ripensate proprio per chi alterna una call su Teams a un tuffo in piscina. Non è raro che la colazione si prolunghi fino a tardi e che bar, terrazze e piccole biblioteche si riempiano di laptop e cuffiette.
Le tariffe medie cambiano molto: in bassa stagione, una notte per due persone in un resort a Playa Blanca, nel sud di Lanzarote, costa intorno ai 120 euro. D’estate si può arrivare anche a 240 euro per chi sceglie una stanza con vista sulle scogliere di Los Gigantes. Gli operatori locali parlano di una clientela mista: italiani, francesi, inglesi ma anche tanti nordici che scelgono le Canarie per scappare all’inverno.
Famiglie, smart worker e amanti della natura: servizi su misura
Se prima il villaggio vacanze era soprattutto animazione per bambini e buffet internazionali, oggi l’offerta è molto più ampia. “Sempre più ospiti vogliono vivere esperienze a contatto con la natura”, racconta Ana Morales, responsabile del front office in un resort di Cala d’Or. Tra le attività più gettonate ci sono escursioni guidate nel Parco Naturale di Mondragó a Maiorca, sessioni di yoga all’alba e laboratori di cucina locale. Nei resort più grandi ci sono piscine con aree baby e giochi d’acqua interattivi; negli angoli più tranquilli si trovano piccoli spazi coworking con Wi-Fi potenziato.
Il fenomeno del “workation”, cioè lavorare mentre si è in vacanza, ha spinto molte strutture ad attrezzarsi con stampanti condivise, sale riunioni su prenotazione e menu studiati apposta per chi passa la giornata davanti allo schermo. “Sempre più spesso ci chiedono se c’è il babysitting durante le call”, sorride Maria José Cordero, animatrice che ha visto cambiare profondamente il suo lavoro negli ultimi due anni.
Sostenibilità ambientale e realtà locali
L’attenzione all’impatto ambientale non manca. Molti nuovi resort nelle isole spagnole puntano sull’energia solare e sulla raccolta differenziata. A Tenerife cresce l’uso di prodotti locali a chilometro zero – dal formaggio Majorero alla frutta tropicale coltivata sull’isola. Anche nei programmi dedicati ai bambini si vede questa cura per il territorio: visite alle fattorie didattiche o laboratori di ceramica spesso organizzati insieme ad artigiani locali.
Secondo la Confederación Española de Hoteles, il 70% dei turisti alle Canarie tra gennaio e novembre 2025 ha scelto la struttura anche perché attenta alla sostenibilità. “Non basta avere la piscina – spiega un portavoce – oggi chi viaggia vuole sapere come vengono gestiti i rifiuti o trattate le acque”.
Prezzi, prenotazioni e stagionalità
Il vero nodo resta quello delle prenotazioni: d’inverno gli arrivi superano quelli pre-pandemia grazie ai voli low cost da Milano Malpensa, Roma Fiumicino e altre città europee. A dicembre 2025 Skyscanner ha registrato collegamenti giornalieri verso Palma e Gran Canaria oltre i livelli del 2019.
Molti resort hanno introdotto politiche di cancellazione flessibili: la pandemia ha insegnato che l’imprevisto è dietro l’angolo. “Riceviamo prenotazioni anche con pochi giorni d’anticipo”, racconta Antonio Salinas, direttore commerciale di una struttura a Corralejo.
Le recensioni raccolte su piattaforme come Booking.com confermano una clientela che premia chi sa reinventarsi: servizi rapidi ed efficaci, attenzione all’ambiente e piccoli piaceri quotidiani come colazioni prolungate o cene sotto le stelle. Sulle isole spagnole, tra panorami familiari ma sempre nuovi, il turismo sembra aver trovato un nuovo equilibrio.