Milano, 21 marzo 2026 – Da qualche settimana a questa parte, sui social come TikTok e X (ex Twitter), decine di donne italiane stanno raccontando un’esperienza che lascia sbalorditi: essere state lasciate da sole durante un’escursione in montagna dai propri compagni. Non è più un episodio isolato, ma un fenomeno che sta facendo discutere parecchio. Ma cosa succede davvero? E cosa ci dicono queste storie che stanno diventando virali?
Boom di racconti: sui social esplodono le testimonianze
Negli ultimi dieci giorni, la parola “abbandono” spunta sempre più spesso tra i trend di TikTok e X. Sotto l’hashtag #mountaindump, decine di ragazze hanno pubblicato video – spesso girati con il cellulare ancora in mano poco dopo l’accaduto – dove raccontano di essere state lasciate a piedi da partner nel mezzo di un sentiero o persino su una cima. C’è chi mostra le scarpe da trekking piene di polvere, chi la strada vuota alle sue spalle, chi ancora i messaggi dell’ultima chat con l’ultima frase ricevuta: “Sei troppo lenta, torno giù da solo”.
“Non pensavo potesse capitare proprio a me”, ha detto Anna, 27 anni, in un video postato il 19 marzo che ha superato gli 800mila spettatori. Racconta di essere rimasta isolata su un percorso nelle Dolomiti verso l’una del pomeriggio, senza più vedere il compagno per oltre un’ora: “Nessuna lite, nessun segnale. Si è semplicemente girato e se n’è andato”.
Dinamiche di coppia e sfida al “macho”: il dibattito si accende
Dietro questa improvvisa ondata di testimonianze c’è, secondo molti esperti, una questione legata alle differenze di genere e ai comportamenti maschili in contesti competitivi come la montagna. “Esiste una cultura – spesso nemmeno consapevole – dove l’uomo deve sempre primeggiare”, spiega la psicologa sociale Lucia Rinaldi. Il fenomeno è cresciuto grazie ai social, dove questi racconti trovano ascolto e si moltiplicano. In alcuni video si vedono i momenti subito dopo l’abbandono: espressioni smarrite, rabbia repressa, incredulità.
Non manca chi punta il dito sulla sicurezza: “Lasciare qualcuno solo in montagna può essere davvero pericoloso”, avverte un volontario del CAI (Club Alpino Italiano) di Lecco. Dall’altra parte ci sono uomini che difendono la scelta con toni duri (“Non ci si può fermare ogni cinque minuti!”), mentre molte donne rispondono con ironia o sarcasmo: “La vetta non scappa”, si legge sotto un video girato a Campo Imperatore.
La viralità del fenomeno e la reazione delle community
Non è solo uno sfogo personale. La marea di storie ha spinto alcune community online a organizzare chat di supporto e gruppi per escursioni esclusivamente femminili. Secondo dati raccolti da SocialDataLab, i video con l’hashtag #abbandonomontagna hanno superato quota 5 milioni di visualizzazioni nell’ultima settimana. Questa viralità però apre anche nuovi dubbi sulla reale portata del fenomeno: “Non esistono dati ufficiali sul numero effettivo dei casi”, chiarisce la sociologa Marta Terenzi, “ma questo racconto collettivo serve a riflettere sulle relazioni di coppia e sul rispetto reciproco”.
In certi casi dirette Instagram o thread su X si sono trasformati quasi in processi pubblici contro i partner che hanno abbandonato le donne in montagna. Altri utenti invece invitano alla calma: “Generalizzare non aiuta nessuno”, scrive Giorgio, 34 anni, in uno dei commenti più apprezzati.
Dal web alle agenzie: il tema della sicurezza in escursione
Di fronte al moltiplicarsi delle testimonianze alcune agenzie di trekking hanno deciso di muoversi. Tra queste c’è Trek4You – con sede a Trento – che ha iniziato a proporre brevi corsi sulla gestione del gruppo in montagna e sul rispetto dei ritmi altrui. “Dopo aver visto alcuni episodi raccontati su TikTok abbiamo deciso di aggiornare le nostre regole interne”, spiega Marco Salvetti, responsabile operativo. L’obiettivo è evitare disguidi e creare un clima più sereno durante escursioni in coppia o con gruppi.
Anche il CAI ha diffuso ieri una nota ufficiale: “La montagna richiede collaborazione e ascolto reciproco. Nessuno deve rimanere solo”, si legge nel comunicato rilasciato alle 17.
Fra ironia e denuncia: la discussione rimane aperta
Mentre nuovi racconti continuano ad arrivare ogni giorno – molti dalle regioni Lombardia, Abruzzo e Trentino – resta sempre viva la domanda iniziale: perché succede tutto questo? Per chi parla online è il risultato sia di distrazioni banali sia di modelli culturali vecchi e radicati difficili da superare. Ma non manca chi invita a prenderla con leggerezza: “In fondo la montagna è fatta per stare insieme”, recita una delle frasi più condivise negli ultimi giorni sui social italiani.
Tra meme e riflessioni serie, allora, il tema della sicurezza e della relazione tra uomini e donne durante le escursioni sembra destinato a rimanere al centro del dibattito pubblico — forse non solo sul web ma anche sulle prossime cime da scalare.