Cometa C/2025 R3 PanSTARRS: guida completa per ammirarla nei cieli di aprile prima dell’alba

Simona Carlini

11 Aprile 2026

Roma, 11 aprile 2026 – La cometa C/2025 R3 PanSTARRS è di nuovo visibile nei cieli italiani in queste prime settimane di aprile. Un appuntamento discreto, ma prezioso, per chi si è alzato all’alba con la voglia di alzare gli occhi al cielo. Tra il 10 e il 20 aprile, soprattutto poco prima che spunti il sole, la cometa si può vedere a occhio nudo nelle zone più buie del Paese: dalle campagne del Lazio ai piccoli centri sulle Alpi lombarde. Gli esperti suggeriscono di armarsi di pazienza e magari di un binocolo per non farsi sfuggire questa occasione.

Cometa PanSTARRS, dove e come osservarla

Gli astronomi dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) segnalano che la C/2025 R3 PanSTARRS sta attraversando il suo momento di massima luminosità, con una magnitudine che si attesta intorno a 5.8 tra il 13 e il 17 aprile. Questo significa che – in teoria – è visibile anche senza strumenti, ma solo se ci si trova lontano dalle luci artificiali. “Chi si trova in campagna o in montagna, tra le 4:30 e le 5:30 del mattino, ha qualche possibilità – spiega Marco Cresci dell’Osservatorio di Arcetri – però la luce dell’alba non aiuta i ritardatari”. Insomma, a Roma o Milano sarà più difficile riuscire a scorgerla a causa dell’inquinamento luminoso.

La cometa si muove tra le costellazioni del Capricorno e dell’Aquario, mantenendosi bassa sull’orizzonte sud-est. Solo nelle notti più limpide è possibile vedere una debole scia verde-azzurra: “Non è paragonabile alle grandi comete del passato”, precisa Cresci, “ma resta comunque un evento raro da non perdere”.

Quando puntare gli occhi al cielo: orari e dritte

Il momento migliore è nelle ore subito prima dell’alba. Gli appassionati suggeriscono di svegliarsi intorno alle 4:15, trovare un punto sopraelevato fuori città – come una collina – e guardare verso sud-est. Una felpa calda e un thermos con del caffè sono d’obbligo visto che l’aria fresca d’aprile non perdona. “Sono già arrivate diverse segnalazioni dagli astrofili – racconta Luca Zappalà del Gruppo Astrofili Romani – molti si sono organizzati con telescopi portatili nella zona di Fregene o nella Val d’Orcia”. Come sempre accade in queste occasioni, i social sono invasi da foto scattate con smartphone o reflex.

Anche se la cometa non brilla molto intensamente, la presenza di una piccola coda – che si vede bene con un binocolo – rende l’osservazione meno frustrante rispetto ad altri passaggi più deboli. I consigli per gli strumenti migliori? Un binocolo da 10×50 oppure un piccolo telescopio da campo.

Perché PanSTARRS è unica: dietro il nome e la storia

Scoperta nel settembre 2025 dal sistema astronomico Pan-STARRS (Panoramic Survey Telescope and Rapid Response System) alle Hawaii, la C/2025 R3 PanSTARRS segue un’orbita molto ampia e tornerà vicino alla Terra solo fra centinaia di anni. La lettera “C” indica che è una cometa non periodica; “probabilmente i nostri nipoti non la rivedranno”, scherza Zappalà. Al suo passaggio ravvicinato alla Terra – calcolato intorno ai 155 milioni di chilometri il 15 aprile – viene “riscaldata” dal Sole e libera polveri e gas che formano quella chioma brillante tipica delle comete.

Gli studiosi stimano che abbia un diametro intorno ai 2 chilometri, mentre la sua coda si estende per migliaia di chilometri nello spazio. “Stiamo raccogliendo dati spettroscopici per capire meglio cosa contiene”, aggiunge Cresci, “è come avere davanti agli occhi un piccolo frammento delle origini del Sistema Solare”.

Un fenomeno per pochi ma ricco di significato

Nonostante le difficoltà legate all’orario e alla necessità di cieli scuri, la comparsa della cometa PanSTARRS offre una vera occasione per riscoprire il cielo notturno e prendersi una pausa dal ritmo frenetico della vita quotidiana. Gruppi di astrofili organizzano eventi sparsi per l’Italia: a Matera l’appuntamento è all’alba sui Sassi il 16 aprile; in Veneto ci saranno serate dedicate vicino al Monte Grappa. I più temerari potranno appuntare su carta o digitale questo incontro raro con uno degli oggetti più antichi del cosmo.

Le condizioni meteo non sempre aiutano: “Le nuvole hanno rovinato le ultime due mattine”, confida Antonella F., fotografa amatoriale di Caserta. Eppure chi riesce a vederla racconta una sensazione speciale, quasi magica: “Come se il tempo si fermasse per un attimo”. Ed è lì che ci si accorge che certe albe hanno ancora molto da raccontare.

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