Punta Arenas (Cile), 13 aprile 2026 – Un team di ricercatori internazionali ha scoperto una nuova isola nell’estremo nord-ovest dell’Antartide, finora nascosta sotto i ghiacci e assente dalle mappe ufficiali. Il gruppo, formato da esperti dell’Istituto Cileno Antartico (INACH) e dell’Università di Cambridge, ha individuato questa porzione di terra il 7 aprile durante una spedizione a bordo della nave oceanografica “Almirante Viel”, mentre navigava nel canale che separa l’isola di James Ross dalla Penisola Antartica.
Una scoperta quasi casuale
“Non c’era traccia da nessuna parte, né sulle carte nautiche né su quelle digitali più aggiornate”, ha raccontato la geologa Paola Hernández, presente sul posto. L’isola, lunga circa 1,5 chilometri, è coperta da uno strato sottile di ghiaia e rocce, con qualche macchia di muschio verde. È saltata agli occhi solo dopo che un iceberg si è spostato, rivelando un profilo diverso dalla solita distesa ghiacciata che i satelliti avevano sempre registrato.
Il comandante della spedizione, Jorge Lira, ha spiegato: “I radar avevano rilevato una massa anomala vicino alla costa. Solo avvicinandoci abbiamo capito che non si trattava di ghiaccio galleggiante, ma terraferma.” Le coordinate precise della nuova isola, battezzata provvisoriamente “Isla Resurgida”, sono già state inviate al Comitato Internazionale per i Nomi Geografici Antartici.
Perché è rimasta nascosta fino ad ora
Le prime analisi indicano che questa isola era celata da enormi blocchi di ghiaccio che negli ultimi decenni si sono lentamente sciolti. Il climatologo britannico Matthew Evans ha sottolineato come “questa scoperta è un esempio concreto dei cambiamenti climatici in atto: terre un tempo sommerse dai ghiacci ora cominciano a emergere.”
Le immagini satellitari tra il 2021 e il 2025 mostravano solo piccoli cambiamenti. Ma negli ultimi mesi alcuni sensori hanno segnalato anomalie topografiche. “Pensavamo fosse un semplice blocco di ghiaccio in movimento,” ha detto Hernández. Invece gli strumenti sul posto hanno confermato la presenza di strati sedimentari e rocce granitiche ben fisse al suolo, senza alcun movimento anche durante le maree.
La reazione della comunità scientifica
La notizia è stata subito condivisa con l’Organizzazione Mondiale Meteorologica e l’International Hydrographic Organization, che confermano che finora nessuno aveva mai segnalato qualcosa del genere in quella zona. Il biologo marino cileno Felipe Torres osserva: “Potrebbe essere un banco affiorante da molto tempo, coperto stabilmente dal ghiaccio fino a oggi.” Solo con il progressivo ritiro degli iceberg la zona è diventata accessibile.
Gli esperti chiedono ora rilievi più approfonditi per prelevare campioni dal terreno e cercare fossili o tracce di antiche forme di vita microscopica. L’obiettivo è ricostruire la storia geologica della zona e capire quanto sia recente questo nuovo affioramento rispetto ai dati climatici degli ultimi millenni.
Le conseguenze sulle mappe e la ricerca
Oltre alla sorpresa scientifica, questa nuova isola spinge a rivedere con attenzione le mappe nautiche e geografiche antartiche. Fonti dell’Istituto Idrografico Cileno annunciano operazioni di mappatura dettagliata nelle prossime settimane, usando droni e sonar.
Il geografo britannico Neil Brown commenta: “Fenomeni simili non sono del tutto nuovi nell’Antartide orientale; isole sono già emerse con il ritiro dei ghiacci.” Tuttavia la velocità con cui “Isla Resurgida” si è manifestata resta sorprendente e sarà oggetto di studi approfonditi. Una questione da tenere d’occhio sia per i cambiamenti ambientali in corso sia per le ripercussioni sulla navigazione nelle acque australi.
Le autorità cilene – secondo una nota diffusa la sera del 12 aprile – hanno invitato la comunità scientifica internazionale a collaborare nel monitoraggio della zona. Nei prossimi mesi si capirà meglio se altre terre potrebbero emergere dal silenzio bianco del continente più isolato del mondo.