Nasce la Carta Nazionale per la Sostenibilità dei Siti UNESCO in Italia: Turismo, Tutela e Comunità al Centro

Simona Carlini

24 Maggio 2026

Roma, 24 maggio 2026 – Nel cuore di Roma è stata presentata oggi la Carta Nazionale per la Sostenibilità dei Siti UNESCO, un documento pensato per trovare un punto d’incontro tra turismo, tutela del patrimonio e il benessere delle comunità locali. La firma è arrivata alle 11 nella sala conferenze del Ministero della Cultura, davanti a rappresentanti istituzionali, sindaci di città come Matera, Firenze, Alberobello e diversi esponenti delle associazioni di categoria. L’obiettivo è chiaro: dare risposte concrete alle sfide che emergono nella gestione dei siti di rilevanza mondiale, troppo spesso messi sotto pressione dal turismo di massa e dalle esigenze di chi ci abita.

Linee guida della Carta: più voce ai residenti e regole precise per il turismo

Al centro della Carta Nazionale, nata da mesi di confronto tra esperti e amministratori locali, ci sono principi semplici ma fondamentali: sostenibilità ambientale e sociale, coinvolgimento attivo dei residenti, valorizzazione delle economie locali. “Non possiamo più permettere che i nostri siti UNESCO diventino parchi a tema per turisti”, ha detto il ministro della Cultura, Gennaro Russo, riassumendo il senso del documento. La Carta introduce piani per tenere sotto controllo l’overtourism, regole precise per le attività commerciali nei centri storici e percorsi formativi per chi lavora nel settore dell’accoglienza. Insomma, una vera road map per evitare che i borghi si trasformino in musei senza vita e per ridare vigore alle piazze anche fuori stagione.

I Comuni al centro: tutelare senza soffocare lo sviluppo

I Comuni giocano un ruolo fondamentale. Entro sei mesi dalla firma dovranno mettere a punto un piano d’azione locale che tenga conto delle caratteristiche del territorio. “Firenze non è Matera, così come le Dolomiti non sono Alberobello”, ha detto il sindaco di Firenze, Matteo Bini, sottolineando come la Carta lasci spazio all’autonomia degli enti locali. Solo così si potranno adottare misure mirate – dal contingentamento degli ingressi nelle giornate più affollate a incentivi per negozi e ristoranti che puntano su residenti – evitando imposizioni dall’alto.

Turisti sotto controllo: contenere i flussi e ripensare l’accoglienza

Uno dei nodi più spinosi emersi negli ultimi anni riguarda proprio la pressione del turismo di massa. Nel 2025, ha ricordato questa mattina l’ISTAT in conferenza stampa, i siti UNESCO italiani hanno superato i 65 milioni di presenze. “Non possiamo andare avanti così”, ha ammesso Giuseppe Prati, presidente dell’Associazione Siti Italiani Patrimonio Mondiale. “Se non coordiniamo gli sforzi rischiamo di perdere l’identità stessa dei luoghi.” Si ragiona quindi su ingressi con ticket variabili a seconda del periodo (un tema caldo a Venezia e Cinque Terre), campagne per promuovere il turismo lento e incentivi per chi visita in bassa stagione. Idee che presto diventeranno parte integrante dei piani comunali previsti dalla Carta.

Salvare la vita vera: artigianato, scuola e residenzialità

La Carta punta anche a proteggere la vita quotidiana nei centri UNESCO. Fra le misure concrete ci sono incentivi all’artigianato locale, collaborazioni con le scuole per far conoscere ai giovani la storia del territorio e interventi per mantenere attivi servizi essenziali come farmacie, trasporti pubblici e biblioteche. “Dobbiamo fermare lo spopolamento”, ha detto Maria Teresa Lolli, assessora alla cultura di Matera. “Se no fra dieci anni resteranno solo case vacanze.” Per questo si spingono piani casa dedicati ai residenti e alle giovani coppie insieme alla promozione dei mercati contadini nei centri storici.

Un osservatorio permanente con verifiche annuali

Un punto cruciale del protocollo firmato oggi è l’istituzione di un Osservatorio nazionale sulla sostenibilità dei siti UNESCO. Questo organismo raccoglierà dati sui flussi turistici, sulla qualità dell’aria e sull’impatto economico delle attività legate al patrimonio mondiale. Ogni anno i risultati saranno resi pubblici – prima in una relazione alle Camere poi attraverso incontri nei territori interessati. “La trasparenza è il miglior antidoto alle polemiche”, ha concluso il direttore generale del Ministero della Cultura.

L’Italia resta il Paese con più siti UNESCO al mondo (59). Ora, con questa Carta, prova a tracciare una strada nuova che potrebbe fare scuola altrove. E come hanno ricordato oggi amministratori e tecnici presenti a Roma, la sfida della sostenibilità passa anche dai dettagli: orari degli autobus nelle periferie storiche, botteghe aperte tutto l’anno e spazi veri per chi vive ogni giorno in questi luoghi.

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