Vacanze nei boschi del Casentino con gli asini di Marta: cammina lento, rispetta i tuoi tempi e la natura

Giulia Ruberti

31 Maggio 2026

Firenze, 31 maggio 2026 – Nel cuore delle colline toscane, a pochi passi dal centro di Firenze, Marta Bianchi ha scelto una strada tutta sua: salvare un gruppo di asini destinati al macello e costruire attorno a loro un’esperienza fatta di calma, natura e compagnia. Da qualche anno, vicino a Bagno a Ripoli, propone “passeggiate con gli asini”, incontri e brevi vacanze all’insegna della semplicità. Un invito rivolto a famiglie, bambini e viaggiatori in cerca di una pausa dal solito ritmo frenetico. “Ho capito che non avevano colpa, che meritavano una seconda chance”, racconta Marta, quasi sussurrando, mentre accarezza le orecchie morbide di Dino, uno dei suoi animali più fidati.

Passeggiare lentamente tra boschi e sentieri

L’offerta di Marta – camminare insieme agli asini lungo sentieri tra le colline e strade sterrate – non è del tutto nuova in Italia, ma il suo progetto ha preso una piega personale. Niente escursioni veloci o tappe da segnare obbligatoriamente: qui si cammina “al passo dell’asino”, come ripete spesso la padrona di casa. Il percorso più gettonato parte alle nove dal casale poco fuori Grassina, attraversa oliveti e ruscelli e si chiude intorno alle tredici con un picnic in mezzo ai campi. Chi partecipa alterna i momenti in cui conduce l’animale – niente cavalcate, solo cammino fianco a fianco – chiacchierando o ascoltando Marta raccontare storie: la fuga rocambolesca di Celeste dalla stalla abbandonata, la timidezza di Arturo nei primi giorni.

“La gente arriva stressata, spesso con tante aspettative,” spiega Marta. “Poi si lascia andare e si gode il tempo senza guardare l’orologio”. A differenza delle escursioni a cavallo più strutturate o competitive, qui non c’è fretta. I partecipanti abituali – come Stefania, insegnante in pensione di Fiesole – dicono che camminare con gli asini “costringe a vivere il momento”, perché gli animali “si fermano per mangiare un fiore o si voltano se sentono rumori”.

Gli asini: storie di salvataggio e riscatto

Sono otto gli asini che accompagnano Marta nelle sue passeggiate. Tutti con storie complicate alle spalle: alcuni arrivano da allevamenti chiusi nel grossetano, altri erano destinati al macello per motivi legati all’età. “Li ho salvati uno per uno,” dice la proprietaria indicando il recinto dove si riposano nelle ore più calde. Il primo ad arrivare è stato Nerone, vecchio ma ancora tenace; poi si sono aggiunti altri esemplari, tra cui una giovane femmina nata proprio durante il trasporto.

Il benessere degli animali è la priorità assoluta: le uscite vengono organizzate in base alle condizioni fisiche degli asini che non vengono mai forzati o sovraccaricati. Un veterinario locale controlla il gruppo ogni mese. La routine quotidiana – spazzolature lente, lunghe pause all’ombra e cibo fresco – è rispettata scrupolosamente. “Se piove forte o fa troppo caldo, la passeggiata si rimanda,” sottolinea Marta.

Turismo lento e comunità locale

Le passeggiate con gli asini attirano oggi non solo turisti italiani – soprattutto famiglie con bambini dai 5 ai 12 anni – ma anche stranieri curiosi. Molti arrivano da Firenze con autobus o treno spinti dalle recensioni lette sui social o nei forum online. La giornata tipo costa intorno ai 30 euro a persona, pranzo compreso. Chi vuole può fermarsi qualche notte nell’agriturismo collegato all’attività: cinque camere semplici con vista sulla valle dell’Arno.

Secondo i dati del comune di Bagno a Ripoli, le iniziative legate al turismo lento sono cresciute costantemente negli ultimi due anni: +18% di presenze nel 2025 rispetto all’anno precedente. L’amministrazione segue con interesse questi progetti: “Promuovere attività rispettose degli animali e dell’ambiente è uno dei nostri obiettivi principali,” ha spiegato Francesca Parisi, assessora al turismo.

La voce dei partecipanti e la prospettiva per il futuro

L’esperienza proposta da Marta piace soprattutto per il suo approccio umano. Tra i commenti raccolti dopo le passeggiate – spesso nelle sere d’estate intorno al tavolo sotto il pergolato – tornano parole come “rilassante”, “rigenerante” e “diverso”. Paolo, ingegnere romano in vacanza con la famiglia, confessa: “Non pensavo potesse piacere così tanto anche ai miei figli”.

In un settore turistico sempre più affollato e standardizzato, il successo delle “camminate lente” fa riflettere sulla voglia crescente di esperienze autentiche e sostenibili. Marta continua a investire tempo e risorse per migliorare l’offerta senza mai perdere ciò che conta davvero: il legame con i suoi asini e l’attenzione ai piccoli dettagli quotidiani che fanno la differenza. Qui chi arriva non trova attrazioni da catalogo ma il tempo sospeso della campagna toscana e la lentezza condivisa tra uomo e animale.

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