Almería, 4 giugno 2026 – Chi arriva oggi ad Almería si trova davanti a una città andalusa fatta di vicoli imbiancati, luci calde e scorci quasi lunari, che offre molto più delle sue famose spiagge. Dove andare, cosa vedere, quando conviene muoversi e perché questa meta è speciale: non basta parlare di clima secco o della sua posizione tra deserto e mare. È il modo in cui Almería si è saputa trasformare negli ultimi anni a fare la differenza.
Passeggiare nella Alcazaba, tra storia araba e panorama
Secondo le guide del posto, come Antonio Jiménez che da vent’anni porta visitatori nei dintorni, il primo passo è sempre la Alcazaba di Almería. Questa fortezza moresca dell’XI secolo è la seconda più grande in Andalusia dopo quella di Granada. Camminando sui bastioni, la città sembra “un mosaico che cambia colore durante il giorno”, racconta Jiménez, mentre il sole filtra tra i palmizi e le torri. Le visite guidate partono ogni ora dalla porta principale vicino a Plaza Vieja. Da lì si gode una vista che spazia sul porto e sul quartiere della Chanca, noto per le sue case scavate nella roccia.
Il lungomare: tra sabbia dorata e chiringuitos
Scendendo verso il mare, Playa del Zapillo è il punto di ritrovo per famiglie e giovani fino a sera tardi. Qui il ritmo si abbassa: tra le 11 e le 18 il sole picchia forte, così molti preferiscono uscire dopo il tramonto. Lunghe passeggiate sul paseo marítimo, pause nei chiringuitos dove servono tapas con gamberi freschi e insalata russa. “A luglio e agosto le spiagge sono piene, ma basta spostarsi un po’ per trovare angoli più tranquilli”, spiega Javier López, bagnino del posto. Il noleggio di lettini costa 5 euro al giorno; l’acqua rimane limpida fino a settembre.
Set cinematografici e paesaggi del deserto
Pochi sanno che intorno ad Almería si trovano i celebri paesaggi desertici di Tabernas. Qui sono stati girati centinaia di western italiani e americani dagli anni Sessanta in poi – “Il buono, il brutto e il cattivo” compreso. Oggi parte dei set originali si può visitare: a Oasys MiniHollywood, una replica di un villaggio western raggiungibile in mezz’ora d’auto dal centro città. I turisti assistono a spettacoli di duelli, girano tra saloon ricostruiti e possono incontrare attori in costume. In estate l’ingresso costa 24 euro per gli adulti.
Arte, tapas e mercati coperti: il cuore della città
Nel centro storico batte la vita quotidiana: al Mercado Central (aperto dalle 9 alle 14) si assaggiano olive verdi locali e jamón iberico tagliato sul momento. La gente si ferma spesso nei bar sotto i portici per un caffè nero bollente anche a giugno. Sulla strada principale spicca la Catedral de la Encarnación, con la sua struttura fortificata: costruita dopo un terremoto nel XVI secolo, i suoi muri spessi servivano anche come rifugio contro i pirati.
Escursioni fuori porta: Cabo de Gata e paesini bianchi
Chi vuole allontanarsi sceglie quasi sempre il Parco Naturale di Cabo de Gata-Níjar, riserva vulcanica dove la sabbia diventa nera e spiagge come Monsul e Genoveses si raggiungono solo a piedi o con bus navetta (attivo da giugno a settembre). “La gente viene qui per stare in silenzio davanti al mare aperto”, racconta Dolores Fernández, guida ambientale di San José. Nei dintorni i borghi come Níjar offrono artigianato tessile a buon prezzo: coperte colorate anche sotto i 20 euro.
Quando andare e perché restare oltre un weekend
Tra aprile e giugno Almería regala temperature miti (tra 22 e 28 gradi), poca gente e tramonti nitidi sul porto. Dopo la pandemia il turismo è cambiato: sono arrivati più italiani e francesi. Restare tre o quattro giorni significa scoprire festival musicali all’aperto o piccole gallerie d’arte nascoste tra le vie laterali. “Ci sono molte cose da vedere che non trovi sulle guide”, conferma Pablo Ruiz, libraio nel quartiere Centro.
Così, fra storia araba e vita quotidiana andalusa, Almería invita chi arriva a rallentare, perché solo così si capisce davvero cosa significa vivere in questa città sospesa fra due mondi.