Scoperta shock: il vero regno di Ulisse non è Itaca, ecco la vera patria dell’Odissea di Omero

Simona Carlini

6 Luglio 2026

Milano, 6 luglio 2026 – Una ricerca appena pubblicata sulla rivista Mediterranean Archaeology Review sta mettendo in dubbio un punto fermo: Itaca come patria di Ulisse. A guidare lo studio è l’archeologo inglese Thomas Caldwell, che sostiene come l’isola narrata nell’Odissea di Omero non sarebbe la Itaca di oggi, ma piuttosto una zona della Grecia occidentale, in particolare la penisola di Paliki, oggi collegata all’isola di Cefalonia.

Paliki al posto di Itaca: il cuore della scoperta

Caldwell e il suo team hanno lavorato sul campo dal 2022 al 2025 e dicono che molti dettagli dell’Odissea non tornano con la geografia dell’attuale Itaca. “Non è una provocazione, ma una rilettura attenta delle fonti”, ha detto il ricercatore durante una conferenza a Londra. Ulisse, secondo Omero, sarebbe nato su un’isola “bassa e ultima verso occidente”, con una pianura fertile circondata da montagne alte — esattamente com’era Paliki prima del terremoto del 373 a.C. Quell’evento avrebbe staccato la penisola dal resto di Cefalonia, trasformandola per un periodo in un’isola vera e propria.

Gli archeologi hanno scavato vicino a Lixouri: carotaggi del terreno, rilievi geologici e ritrovamenti di antiche case dell’età del Bronzo, una necropoli micenea e tracce di mura costiere. Tutto questo sembra combaciare con la descrizione dell’approdo dei Proci raccontata nell’epopea omerica.

La tradizione resiste: Itaca simbolo eterno

Il dibattito sulla vera patria di Ulisse non è nuovo. Fin dall’Ottocento, l’isola verdeggiante delle Ionie ha attratto turisti, studiosi e appassionati del mito. Ma come ricorda la storica italiana Elena Ruggieri, “nessun ritrovamento archeologico ha mai confermato senza ombra di dubbio che Itaca corrisponda al luogo descritto da Omero”. La nuova teoria riapre quindi un vecchio dibattito, ma sul posto le reazioni sono divise.

“Per noi questa è ancora la terra di Ulisse”, racconta Christos Papadopoulos, che gestisce la taverna “Penelope” a Vathi, il cuore dell’isola. Tra negozi pieni di souvenir a tema e gite ai luoghi omerici, qualcuno respinge con ironia lo studio (“la storia non si cambia con una trivella”), mentre altri più giovani guardano con interesse: “Se fosse vero, potremmo scoprire molto di più sulla nostra terra”, confida Maria Spathis, studentessa universitaria.

Archeologia e testi: cosa dice la ricerca

Il gruppo di Caldwell ha pubblicato una mappa che mette a confronto le coste odierne con quelle ricostruite digitalmente. Stando al dossier, Paliki fino al IV secolo a.C. era un’isola separata dotata di baie riparate, pianure coltivabili e fonti d’acqua dolce — tutte caratteristiche che l’Odissea cita.

Gli scavi hanno portato alla luce ceramiche micenee (XIII secolo a.C.), anelli in bronzo e una cisterna scavata nella roccia. Elementi che suggeriscono una presenza stabile in tempi compatibili con la saga omerica. “È un puzzle da ricostruire senza pregiudizi”, spiega Caldwell. Resta però il fatto che manca ancora una prova chiara: niente iscrizioni o simboli legati direttamente a Ulisse o alla sua famiglia.

Turisti e leggenda: l’identità resiste

La notizia ha già acceso discussioni tra chi lavora nel turismo locale. C’è chi teme ripercussioni per l’immagine dell’isola. “Le persone vengono qui per vivere il mito”, ammette Dimitra Loukas, guida turistica esperta. Nonostante le nuove scoperte spostino l’attenzione altrove, Itaca mantiene un’identità culturale forte. “In fondo il viaggio è anche nella fantasia”, sorride Loukas.

Secondo alcuni esperti greci sentiti dalla stampa nazionale, la questione rimarrà aperta ancora a lungo: senza prove certe non si chiuderà mai davvero il dibattito. Per ora il fascino di Itaca — reale o no — continua ad attirare chi vuole seguire le orme di Ulisse. E forse proprio come diceva Omero, conta meno la meta finale e più il viaggio che ci porta fin lì.

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