Come scegliere la crociera perfetta: guida completa per un viaggio indimenticabile in Italia

Silvana Lopez

25 Luglio 2026

Città del Capo, 25 luglio 2026 – Le immersioni tra squali senza gabbia stanno prendendo sempre più piede lungo la costa sudafricana, a pochi chilometri da Simon’s Town. Un’attività che molti definirebbero azzardata, ma che attira appassionati da ogni angolo del mondo, tutti pronti a sfidare la paura verso questi predatori e vivere un incontro diretto senza protezioni. Ma cosa spinge così tanti a tuffarsi in mezzo agli squali?

La nuova frontiera del turismo subacqueo

Le associazioni locali raccontano che il “shark diving” senza gabbia non è più roba per pochi. Negli ultimi dodici mesi, l’Ente del Turismo Sudafricano registra un aumento del 18% nelle prenotazioni per queste immersioni, soprattutto tra i giovani tra i 25 e i 40 anni. Gli incontri avvengono in punti precisi dell’oceano Atlantico, vicino a Seal Island, dove i grandi squali bianchi (carcharodon carcharias) sono più attivi dalle 6 alle 10 del mattino.

Chi organizza le immersioni, come Cape Shark Adventures, prepara i gruppi fin dall’alba: briefing sulla sicurezza, mute spesse e una barca sempre pronta a intervenire. “La gente arriva con gli occhi pieni di paura, ma torna trasformata,” racconta Willem Smit, guida subacquea con più di dieci anni d’esperienza. “La paura si trasforma spesso in rispetto. Gli squali sono curiosi, non aggressivi come li mostrano certi film.”

La scienza sfata il mito dei mostri

Dietro questa attività ci sono anche studi scientifici pubblicati su Marine Biology Journal e rilanciati dall’Università di Città del Capo. Gli esperti dicono che gli attacchi agli umani sono rarissimi e spesso dovuti a errori di riconoscimento: “Lo squalo sente movimenti o rumori simili alle sue prede abituali – spiega la biologa marina Tess van der Merwe – ma appena capisce l’inganno si allontana.”

I dati della Shark Research Unit, raccolti tra il 2022 e il 2025 su quasi 9.000 immersioni senza gabbia lungo la costa monitorata, segnalano solo due incidenti minori senza conseguenze serie. Gli esperti però insistono: niente movimenti bruschi, niente oggetti luccicanti e sempre restare in gruppo.

Chi sono gli aspiranti “shark diver”

Chi si avventura in queste immersioni è un gruppo variegato: professionisti in cerca di adrenalina ma anche fotografi e documentaristi. A bordo delle barche – appuntamento alle 5:30 al porto di Miller’s Point – emergono sempre emozioni forti. “Avevo paura di morire,” confessa Elisa Ronconi, milanese di 32 anni alla sua prima esperienza. “Ma sotto l’acqua lo squalo nuotava accanto a me tranquillo, quasi indifferente. In quel momento mi sono sentita piccola… ma anche libera.”

Le agenzie offrono pacchetti con lezioni sulla fauna marina e sessioni di debriefing psicologico post-immersione, un supporto che molti considerano fondamentale per affrontare l’esperienza con consapevolezza. Il costo va dai 1300 ai 2000 rand sudafricani (circa 65-100 euro), a seconda della durata e del periodo.

Sicurezza e polemiche

Non mancano però le critiche. Alcuni ambientalisti mettono in guardia sul rischio di disturbare gli squali con troppe immersioni turistiche invasive. Michael Jacobs della Sea Life Protection Trust dice: “Seguiamo questi progetti da vicino perché la sicurezza umana non può compromettere l’ecosistema.”

Dall’altra parte, gli scienziati sottolineano che se fatte bene queste iniziative aiutano a far capire quanto sia importante proteggere gli squali. E possono cambiare quella percezione da “mostri” spiegando il loro ruolo fondamentale nell’equilibrio degli oceani.

Una sfida alla paura collettiva

Al ritorno dall’immersione – raccontano quasi tutti – resta un ricordo indelebile. “La paura c’è sempre,” sorride l’istruttrice subacquea Thandiwe Maseko, “ma affrontandola capisci chi hai davanti: uno degli animali più antichi e indispensabili dell’oceano.”

In fondo, dietro la voglia di immergersi senza gabbia con gli squali c’è spesso il desiderio di superare pregiudizi tramandati da generazioni o – come dice un giovane turista inglese appena riemerso – la semplice curiosità di scoprire quanto poco sappiamo davvero sul mare e sui suoi abitanti più famosi.

Change privacy settings
×