Assisi, 2 agosto 2026 – Nel quarto di millennio dalla morte di San Francesco, è stato finalmente lanciato ad Assisi, nel cuore dell’Umbria, il nuovo sistema unico degli itinerari francescani. Un progetto che nasce dalla collaborazione tra regioni, enti ecclesiastici e associazioni locali, con l’obiettivo di mettere insieme – in modo organico – i principali cammini dedicati al poverello d’Assisi tra Abruzzo, Emilia Romagna, Lazio, Marche, Toscana e Umbria. La presentazione è avvenuta questa mattina nella Sala della Conciliazione del Comune, davanti a una platea di autorità civili e religiose.
Un solo percorso tra spiritualità e paesaggio
L’iniziativa, come hanno sottolineato la presidente della Regione Umbria Donatella Tesei e il ministro del Turismo, punta a offrire a pellegrini e turisti un unico sistema per scoprire il messaggio e i luoghi di San Francesco. “Volevamo che questo anniversario non restasse solo una celebrazione – ha detto Tesei – ma diventasse un punto di partenza per valorizzare tutto il territorio”. Da oggi è online il nuovo portale digitale che permette di pianificare il proprio viaggio scegliendo tra le tappe storiche: dalla Porziuncola a Santa Maria degli Angeli ai santuari delle Marche, dai borghi dell’Appennino tosco-romagnolo fino a Greccio.
Secondo chi ha ideato il progetto, si tratta della prima volta che i cammini più importanti – dalla Via di Francesco alla Via Francigena – vengono uniti in un unico sistema con oltre 600 chilometri tracciati e più di 200 luoghi d’interesse storico, religioso e naturalistico. “È un percorso vivo – ha spiegato fra Gianni Lanzi della Custodia generale del Sacro Convento – che crescerà nel tempo con nuove tappe e servizi condivisi”.
Turismo lento e comunità protagoniste
Il modello scelto guarda al futuro del turismo lento. L’impatto economico atteso è rilevante: secondo la Fondazione Cammini Italiani, nel solo 2025 questi percorsi hanno portato circa 500mila presenze, tra pellegrini italiani e stranieri. Marco Benedetti, presidente della Fondazione, ha spiegato che “il sistema unico permette finalmente una promozione coordinata e un’accoglienza più semplice”, sottolineando come ogni tappa valorizzi anche i prodotti tipici locali – olio, vino, artigianato –, grazie al lavoro fatto con Confesercenti e Coldiretti.
Un aspetto importante riguarda il ruolo delle comunità. Molti piccoli comuni finora tagliati fuori dal grande turismo adesso tornano protagonisti: da Nocera Umbra a Gualdo Tadino, passando per borghi meno conosciuti tra Lazio e Abruzzo. “Ci sentiamo parte di una storia condivisa”, racconta il sindaco di Gualdo, Massimo Presciutti. È proprio qui che si coglie il cuore vero del progetto: mettere insieme devozione popolare e sviluppo sostenibile.
I dettagli tecnici: portale web e segnaletica uniforme
Il portale (www.camminidifrancesco.it), attivo da questa settimana, raccoglie mappe aggiornate, descrizioni dettagliate delle tappe e informazioni utili su alloggi e trasporti. C’è anche un’app disponibile per iOS e Android che guida gli utenti con GPS in tempo reale. “Abbiamo lavorato per rendere tutto semplice anche per chi non è esperto” spiega Lucia Mariani, responsabile comunicazione del progetto.
Sul territorio si sta installando una segnaletica nuova e uniforme: riconoscibile dal simbolo della tau francescana su fondo blu. Nei prossimi mesi saranno completati 800 nuovi indicatori lungo sentieri montani e passaggi urbani. Alcuni tratti sono già stati adeguati per chi ha difficoltà motorie; gli organizzatori promettono che l’offerta inclusiva crescerà ancora.
Un ritorno nazionale nel segno di Francesco
Se dietro l’operazione c’è ovviamente una forte dimensione religiosa – “Francesco parla ancora a tutti”, ricorda fra Marco Moroni, custode del Sacro Convento –, non manca quella culturale ed economica. La collaborazione tra enti pubblici e privati apre la strada a nuove forme di turismo esperienziale: laboratori artigianali, concerti all’aperto, visite guidate con volontari locali. Ma per chi promuove l’iniziativa il vero successo sarà nella capacità di creare legami tra pellegrini e comunità ospitanti.
Il prossimo appuntamento è già segnato sul calendario: la marcia francescana del 4 ottobre. Sarà allora che arriveranno i primi dati ufficiali sull’impatto del sistema degli itinerari francescani. Fino ad allora, nel silenzio caldo dell’estate umbra, Assisi guarda avanti seguendo il suo santo più famoso.