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Estate 2026: come Giappone, Firenze e le mete top combattono l’overtourism con nuove regole

Giulia Ruberti by Giulia Ruberti
9 Agosto 2026
in Destinazioni
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Destinazioni

Tokyo, 9 agosto 2026 – L’over-tourism torna a far parlare di sé quest’estate, spingendo il Giappone e alcune delle mete più gettonate in Europa e nel mondo a mettere un freno ai flussi turistici. Le autorità locali non hanno avuto scelta: per proteggere il patrimonio culturale e mantenere la vita quotidiana nei centri storici e nelle aree naturali, sono arrivate nuove regole — spesso più rigide — che stanno cambiando il modo di viaggiare soprattutto nei mesi caldi.

Giappone sotto pressione

Il fenomeno si è fatto sentire già a maggio, come racconta la Japan National Tourism Organization: da aprile a luglio sono passati oltre 13 milioni di turisti stranieri, un record. A soffrire di più sono stati i luoghi simbolo come Kyoto e Nara, dove residenti e istituzioni hanno manifestato fastidio per l’assalto continuo davanti ai templi e tra le stradine storiche di Gion. Proprio all’inizio di giugno, Kyoto ha vietato l’ingresso nelle vie laterali più famose del quartiere delle geishe nelle ore di punta, dalle 10 alle 17. “Non vogliamo che la città diventi un parco divertimenti”, ha detto il sindaco Daisaku Kadokawa ai giornalisti. E non basta: in alcune zone sono comparsi cartelli — anche in italiano — che proibiscono di fotografare le geishe.

A Tokyo la tensione è minore, ma ad Asakusa sono stati introdotti limiti per i pullman turistici e aumentati i controlli vicino al tempio Senso-ji. Un funzionario del municipio ammette: “Nei fine settimana, la folla è davvero difficile da gestire”.

Europa in allarme: da Barcellona a Venezia

Anche in Europa, dove il turismo d’estate sembra non fermarsi mai, molte città hanno deciso di correre ai ripari con limiti e ticket d’ingresso. Venezia, che già nel 2024 aveva fatto da apripista con queste politiche, ha stretto ulteriormente le maglie: chi vuole entrare nel centro storico nei fine settimana di luglio e agosto deve prenotare un pass digitale da 7 euro con largo anticipo. Chi viene beccato senza rischia multe fino a 300 euro. Il controllo avviene tramite varchi elettronici piazzati alle porte della città. “Abbiamo dovuto scegliere tra salvare Venezia o lasciarla travolta dal turismo mordi e fuggi”, ha spiegato il sindaco Luigi Brugnaro.

A Barcellona invece c’è il divieto di mangiare vicino alla Sagrada Familia e sulla Rambla durante le ore centrali del giorno. La polizia locale ha intensificato i controlli contro abusivismo e affitti brevi senza licenza, ormai visti come una delle cause dell’aumento dei prezzi degli affitti per i residenti. Solo nella prima metà del 2026 sono state fatte più di 2.000 multe per violazioni delle nuove regole.

Isole greche, Croazia e oltre: capienza ridotta

Tra le novità dell’estate 2026 ci sono anche le restrizioni nelle isole greche più amate — soprattutto Santorini e Mykonos. Il Ministero del Turismo greco ha limitato gli sbarchi giornalieri delle navi da crociera a soli 8.000 passeggeri su Santorini, rispetto ai circa 13.000 del passato. Gli operatori navali sono stati avvisati dalla primavera; chi supera i limiti rischia multe salate e stop ai permessi.

In Croazia, Dubrovnik continua a regolare gli ingressi alle mura antiche mentre a Parigi — dove si sono appena chiusi i Giochi Olimpici con numeri da record — alcune attrazioni come la Torre Eiffel adottano code virtuali con app dedicate: prenotare diventa quasi d’obbligo nei giorni più affollati.

Anche fuori Europa si corre ai ripari: alle Hawaii l’accesso ai parchi nazionali più famosi come il Volcanoes National Park si regola tramite una lotteria online che distribuisce pochi permessi al giorno. Il governatore Josh Green lo dice chiaro: “Non possiamo permettere che la natura vada persa per un selfie in più”.

Reazioni tra delusione e speranza

Le nuove misure dividono l’opinione pubblica. Alcuni turisti si dicono “delusi”, soprattutto quando trovano ingressi chiusi o devono pagare costi extra inattesi. Altri invece apprezzano: “C’è più tranquillità nei vicoli”, racconta una viaggiatrice italiana incontrata a Gion, “l’atmosfera è cambiata rispetto agli anni scorsi”. Chi lavora sul posto resta cauto: molti temono che le restrizioni possano colpire bar, negozi e guide abituati a grandi flussi.

Intanto gli esperti vedono l’over-tourism come un problema destinato a restare almeno nel medio periodo, spinto dalla ripresa dei viaggi dall’Asia e dal Nord America dopo la pandemia. “La vera sfida sarà bilanciare economia turistica e qualità della vita per chi vive questi posti”, spiega il ricercatore francese Jean Dupont (Sorbonne). Per questa estate almeno, però, bisogna mettere in conto limitazioni vere quando si parte — passaporto alla mano o smartphone pronto per prenotare online.

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