Viaggi sostenibili in Italia: consigli e storie da Lonely Planet per esplorazioni indimenticabili

Luca Mangano

7 Settembre 2026

Milano, 7 settembre 2026 – Partire con un’idea chiara e tornare con un racconto da raccontare: è questa la filosofia che da più di cinquant’anni guida Lonely Planet e i viaggiatori che scelgono le sue pagine per orientarsi nel mondo. Il marchio australiano, nato nel 1973 grazie a Tony e Maureen Wheeler, continua a influenzare milioni di persone offrendo consigli famosi, suggerimenti originali e esperienze scelte con cura dai suoi autori sparsi in ogni angolo del pianeta.

Esperienze scelte sul campo, raccomandazioni autentiche

Chi parte oggi con una guida Lonely Planet, sia in versione cartacea che digitale, sa di poter contare su una selezione di consigli genuini, verificati direttamente. “Non indichiamo mai solo i posti più battuti”, racconta Chiara Berti, contributor per l’Italia dal 2019, “cerchiamo quei dettagli che sfuggono ai radar più prevedibili”. Dalla piccola bottega di via San Marco a Milano al chiosco nascosto sulle rive della Liffey a Dublino, ogni segnalazione nasce da una visita sul posto, da un assaggio o da una chiacchierata.

Nel 2026 la mappa dei consigli si fa ancora più varia. Crescono i suggerimenti legati alle esperienze locali, agli eventi temporanei e alle micro-storie di quartiere. “Spesso sono proprio queste tappe – ammette la redazione internazionale – a fare la differenza tra un viaggio qualunque e un racconto che resta”. Lo conferma anche Andrea Rizzi, viaggiatore ‘seriale’ e collaboratore del sito: “I ricordi più intensi? Sempre legati a incontri inattesi o luoghi fuori programma”.

Contenuti curati da chi conosce davvero il territorio

Il vero punto di forza sta nel metodo con cui vengono raccolti i contenuti. Ogni itinerario, esperienza o consiglio è frutto del lavoro di contributor che conoscono il territorio come le proprie tasche. “Chiediamo ai nostri autori di viverci davvero”, spiegano dall’ufficio milanese del gruppo. Niente liste fredde: le recensioni nascono quasi sempre da sensazioni vissute in prima persona, magari annotate su un taccuino sotto il sole di Lisabona o nella nebbia di Edimburgo.

Negli ultimi anni la community globale di Lonely Planet si è allargata, accogliendo voci nuove: guide locali, chef emergenti, artigiani o chi racconta la città dalla prospettiva di una sedia a rotelle. “La forza sta proprio qui”, sottolinea Sofia Giordano, responsabile delle partnership italiane, “nella capacità di includere esperienze e punti di vista spesso esclusi dai percorsi tradizionali”.

Dalla guida cartacea all’app che aggiorna in tempo reale

Il passaggio dal libro al digitale ha cambiato il modo in cui si usa Lonely Planet, ma non lo spirito del progetto. Oggi si può consultare la guida via app mobile o scaricare capitoli singoli per organizzare all’ultimo minuto una tappa. “Riceviamo molte richieste per avere informazioni aggiornate su aperture e prezzi”, raccontano dal customer care. Qui si vede quanto è mutato il rapporto con il viaggiatore: non più solo consigli fissi ma indicazioni sempre aggiornate.

Eppure le edizioni cartacee non sono affatto sparite. “Molti preferiscono ancora segnarsi a mano i loro posti preferiti”, spiega Elena Falchi, libraia storica nella zona dei Navigli. Un dettaglio curioso: spesso chi acquista la guida torna in libreria per raccontare com’è andata. “A volte portano anche qualche foto”, sorride Falchi.

Viaggiare oggi significa cercare verità e micro-avventure

Nel 2026 chi viaggia ha esigenze diverse rispetto al passato. C’è più attenzione ai mezzi sostenibili, alle realtà indipendenti e alle destinazioni meno affollate: sono queste le richieste più frequenti secondo le ultime rilevazioni del gruppo editoriale. “La gente vuole esperienze che vadano oltre il turismo veloce”, osserva Federico Massari, analista nel settore turistico. Si cerca l’incontro con storie vere, gestori appassionati e quei dettagli sfuggiti ai grandi circuiti.

Non mancano però domande pratiche: come spostarsi con i mezzi pubblici locali, quali norme sanitarie seguire nei diversi Paesi o dove trovare pasti accessibili. Informazioni che rimangono tra i punti forti della piattaforma secondo le recensioni online.

Dal viaggio al racconto personale: tornare con qualcosa da condividere

“Go with a plan. Come back with a story”: lo slogan resta lo stesso da sempre ma si arricchisce ogni volta con consigli concreti e suggerimenti personalizzati. Viaggiare oggi vuol dire spesso lasciar spazio all’imprevisto, annotando tappe e incontri destinati a trasformarsi in un racconto unico al ritorno. Il vero obiettivo? Tornare con qualcosa da condividere. Una storia vissuta in prima persona, magari immortalata con una foto scattata lungo un vicolo poco noto o dal sapore ritrovato in una trattoria segnalata tra le righe della guida.

Lonely Planet continua così a indicare non solo mete ma prospettive nuove sul mondo: esperienze fuori dalle rotte abituali pronte a diventare storie da portare con sé al ritorno.

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