Brent de l’Art in Valbelluna: il canyon nascosto del Veneto per sfuggire al caldo estate

Giulia Ruberti

14 Settembre 2026

Belluno, 14 settembre 2026 – Nel cuore della Valbelluna, tra rocce plasmate dal tempo e un’acqua che non si ferma mai, il Brent de l’Art si conferma una meta ideale per chi vuole staccare davvero la spina e immergersi in un paesaggio autentico. A pochi chilometri da Feltre, ogni settimana – soprattutto da maggio a ottobre – arrivano turisti italiani e stranieri attratti da canyon nascosti, ponticelli sospesi e sentieri immersi nel verde.

Brent de l’Art: il canyon segreto tra le Dolomiti bellunesi

Il Brent de l’Art è un piccolo canyon scavato nel corso dei millenni dal torrente Art, incastonato tra i paesi di Sant’Antonio Tortal e Trichiana, poco distante dalla SP635. Qui ci si arriva spesso grazie al passaparola o perché un amico appassionato di escursioni ne ha parlato. Le rocce stratificate, note come “strie”, raccontano le vicende di epoche lontane: ogni linea è una testimonianza lasciata dall’acqua e dal ghiaccio.

Le pareti si ergono fino a venti metri d’altezza e in certi punti il passaggio è così stretto da non superare i due metri. Il rumore costante del torrente accompagna chi percorre il sentiero principale, senza mai diventare troppo invadente. Il tratto più affascinante si raggiunge con una camminata breve – una ventina di minuti dal parcheggio – dove si apre uno spettacolo di colori: il verde intenso dell’acqua, il rosso delle rocce e le strisce bianche del calcare creano un contrasto sorprendente per chi mette piede qui la prima volta.

Sentieri, ponticelli e acqua cristallina: cosa vedere nel weekend

Non è solo una passeggiata qualsiasi. Da metà primavera a inizio autunno, soprattutto nel weekend, sono tante le famiglie che si danno appuntamento qui con scarpe da trekking ai piedi e zaini pieni di panini. Il percorso principale è breve ma può diventare scivoloso, specie dopo la pioggia: meglio andarci con calma. Alcune parti sono protette da ponticelli in legno, montati dagli abitanti con l’aiuto delle Pro Loco; altre invece restano più selvagge.

Chi decide di passare il weekend in zona spesso ne approfitta per visitare anche i borghi vicini. C’è chi fa tappa al chiosco vicino al parcheggio per qualche info o per comprare miele prodotto qui vicino. Altri si spingono verso il sentiero del Troi dei Casèi o cercano la sorgente del torrente Art, più in alto nella valle.

Come arrivare e dove fermarsi: consigli utili

Arrivare al Brent de l’Art è semplice: da Belluno si seguono le indicazioni per Feltre, poi si devia verso Trichiana. I parcheggi all’inizio del sentiero sono gratuiti, ma nei mesi più caldi (giugno-agosto) spesso sono pieni già a metà mattina. Perciò molti escursionisti preferiscono partire presto per trovare posto e godersi la tranquillità.

In paese ci sono poche strutture ma ben tenute: bed & breakfast a conduzione familiare (una camera matrimoniale parte da circa 60 euro), agriturismi con cucina tipica locale e piccoli hotel ricavati da vecchie case in pietra. Chi cerca contatto diretto con la natura può scegliere uno dei posti tenda o camper nelle aree attrezzate poco fuori Sant’Antonio Tortal.

Cosa mettere nello zaino e come godersi il percorso in sicurezza

Serve poco ma buono per affrontare il Brent de l’Art: scarpe da trekking perché il fondo è spesso bagnato e la roccia scivolosa, uno zaino leggero con acqua e qualche snack, oltre a macchina fotografica o smartphone per catturare i giochi di luce tra le rocce. Qualcuno azzarda anche un tuffo nell’acqua gelida nei mesi caldi, ma attenzione: il letto del torrente è scivoloso e la corrente non va sottovalutata.

Il Soccorso Alpino di Feltre segnala che negli ultimi anni non ci sono stati incidenti gravi, ma raccomanda comunque prudenza soprattutto se si cammina con bambini o persone anziane. “L’acqua sembra tranquilla ma non bisogna mai abbassare la guardia”, ha detto un volontario durante un controllo a giugno.

Weekend tra natura e cultura nella Valbelluna

Chi passa due giorni in zona spesso abbina l’escursione al Brent de l’Art con visite ai musei di Feltre (il Museo Civico Carlo Rizzarda o il Parco Archeologico) oppure con una passeggiata tra le case affrescate del centro storico. In estate non mancano sagre e feste locali: “Quest’anno abbiamo organizzato anche visite guidate con geologi,” racconta Stefania della Pro Loco di Trichiana.

Il fascino del Brent de l’Art sta forse proprio nell’equilibrio tra natura selvaggia e ospitalità discreta. Qui tutto sembra andare a ritmo più lento; tra una pausa al bar e uno scatto sulle passerelle sopra l’acqua limpida si respira un’atmosfera unica. “Non pensavo esistesse un posto così vicino a casa mia,” confida Chiara, turista di Treviso incontrata sabato scorso sul sentiero.

Chi torna lo fa spesso per ritrovare quel silenzio raro che solo certi angoli delle Dolomiti bellunesi sanno offrire – lontano dal caos delle località più turistiche e dai grandi flussi di visitatori.

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