Conegliano, 16 settembre 2026 – Nel cuore delle colline di Conegliano Valdobbiadene parte oggi una vendemmia che si preannuncia vivace e ricca di eventi. Per settimane, un calendario fitto di degustazioni, arte, sport e passeggiate tra storia e natura accompagnerà locali e visitatori, regalando uno sguardo autentico sulla cultura del vino della zona. La cantina, con le sue sei tenute tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, apre le sue porte non solo agli appassionati, ma a chiunque voglia immergersi in un racconto fatto di musica, architettura e paesaggi.
Tra vigne e note: picnic al tramonto con Morricone e palestra all’aperto
Tra le proposte più attese ci sono i picnic al tramonto, già apprezzati l’anno scorso ma ora arricchiti da un omaggio al maestro Ennio Morricone. Le sue musiche – brani celebri come “C’era una volta il West” e “Nuovo Cinema Paradiso” – risuoneranno dal vivo tra i filari grazie a musicisti locali. “Vogliamo far dialogare il territorio con la cultura: la musica diventa un ponte che emoziona e racconta il paesaggio”, spiega Francesca Dal Bianco, responsabile eventi della cantina.
Per chi invece cerca qualcosa di più energico, ogni sabato mattina dalle 8.30 si svolge una palestra all’aperto tra i vigneti, con istruttori qualificati a guidare sessioni per muoversi in mezzo alla natura, seguendo anche da vicino la raccolta dell’uva. “L’idea è nata ascoltando le richieste dei nostri ospiti: vivere la vigna non è solo bere un bicchiere, ma anche muoversi dentro quel mondo”, racconta Dal Bianco.
Viaggio nel tempo: visite all’edificio palladiano e percorsi sensoriali
A pochi passi dal centro storico di Conegliano, la cantina si trova in un edificio del ‘500 ispirato al Palladio. Nel weekend si tengono visite guidate per gruppi fino a venti persone (prenotazione obbligatoria), che attraversano saloni affrescati e le sale dove si affinano gli spumanti metodo classico. Il tour si chiude con la degustazione dei vini delle sei tenute: Conegliano, Valdobbiadene, Collio Goriziano, Friuli Grave, Colli Orientali e Prosecco DOC Treviso.
Per chi vuole un’esperienza più coinvolgente ci sono percorsi pratici: dal riconoscimento degli aromi in barricaia a mini-lezioni su abbinamenti cibo-vino, fino a laboratori manuali come la creazione della tradizionale “capine” in vimini usate per la raccolta. “Apriamo le porte a chi desidera imparare sul serio. La vendemmia è condivisione ma anche trasmissione di antichi saperi”, spiega uno degli enologi storici.
Turismo slow: tra borghi, biciclette e sapori genuini
Il programma punta su un modello di turismo lento: piccoli gruppi che si spostano a piedi o in bici da una tenuta all’altra, facendo tappa nei borghi patrimonio Unesco sparsi tra le colline. Il pranzo nei filari (prenotabile nel weekend dalle 12.30) propone prodotti locali – salumi di Susegana, formaggi del Cansiglio, pane fatto in casa – accompagnati dai vini della cantina. Il costo varia dai 30 ai 60 euro a seconda dell’esperienza scelta.
Secondo l’Osservatorio nazionale del turismo del vino, nel 2025 gli arrivi nell’area Conegliano Valdobbiadene sono cresciuti del 7% rispetto all’anno prima. Numeri che mostrano come cresca l’interesse per esperienze autentiche legate alla vendemmia da parte sia di italiani che stranieri.
Vendemmia: un rito collettivo tra tradizione e nuove generazioni
La vendemmia sulle colline tra Veneto e Friuli Venezia Giulia resta prima di tutto un rito collettivo che coinvolge residenti, studenti stagionali universitari e turisti curiosi. L’arrivo dei primi grappoli nei tini segna l’inizio di una fase intensa condivisa da tanti. “La cosa bella è vedere persone diverse unirsi per portare avanti una tradizione,” confida Marco Lazzarini, volontario ventiquattrenne alla sua terza vendemmia.
Solo così – tra frescura mattutina o sotto il sole che cala dietro le colline – la vendemmia svela davvero il suo senso: fatica condivisa, storie intrecciate tra i filari, sapori antichi che ogni settembre riscrivono la memoria di questo territorio.