Le 10 città più ciclabili al mondo secondo chi le vive: la classifica di Time Out

Giulia Ruberti

16 Settembre 2026

Amsterdam, 16 settembre 2026 – Amsterdam, Utrecht e Copenaghen restano in cima alla nuova classifica di Time Out sulle città migliori al mondo per muoversi in bici. L’indagine, che ha raccolto le opinioni di residenti e turisti in decine di metropoli, conferma come queste città europee siano imbattibili: piste ciclabili ben tenute, infrastrutture all’avanguardia e un clima di rispetto tra chi usa le due ruote. Ma non è un fenomeno solo europeo. Dalla Danimarca alla Colombia, fino al Canada, la cultura della bici sta prendendo piede anche oltre i confini continentali.

Il podio è ancora tutto europeo

La ricerca di Time Out – uscita oggi sul sito del magazine – non sorprende quando parla delle prime tre posizioni. Amsterdam rimane la regina indiscussa: il 63% dei suoi abitanti la considera un vero e proprio “paradiso per le biciclette”. Sul canale Prinsengracht, alle 8.30 del mattino, i ciclisti sono più numerosi delle auto, raccontano i cittadini intervistati. Poco distante, Utrecht, a mezz’ora di treno dalla capitale olandese, si fa notare per avere il parcheggio bici più grande del mondo con oltre 12.500 posti. A chiudere il podio c’è Copenaghen, che vanta semafori intelligenti e una rete di ponti pensati solo per le bici, collegando ogni quartiere senza interruzioni.

“Siamo abituati a vederle ovunque. La bici fa parte della nostra vita”, spiega Marieke van Dijk, insegnante di Utrecht. La città investe circa 45 milioni di euro ogni anno per mantenere e ampliare le corsie ciclabili. A Copenaghen, dicono i dati ufficiali, il 62% degli spostamenti casa-lavoro avviene in sella a una bicicletta.

Fuori dall’Europa si pedala forte

Anche se il Nord Europa domina la classifica, ci sono sorprese da altre parti del mondo. In testa c’è Bogotá, la capitale colombiana che entra nella top ten grazie ai suoi 560 chilometri di “ciclorutas” – piste ciclabili protette che attraversano quartieri popolari e il centro città. Ogni domenica mattina, dalle 7 alle 14, alcune strade vengono chiuse al traffico per ospitare la “Ciclovía”, evento che coinvolge in media 1,5 milioni di persone ogni settimana.

Non da meno è Montréal, con i suoi 900 chilometri di piste e uno dei programmi di bike sharing più estesi d’America (BIXI). Qui andare in bici al lavoro è routine anche sotto zero gradi. “Andare in ufficio in bici a febbraio con dieci gradi sotto zero? Per noi è normale”, scherza Claude Dubois, ingegnere in pensione.

La spinta della pandemia: più investimenti e nuovi modi di muoversi

Gli esperti intervistati da Time Out sottolineano come la pandemia abbia dato una forte spinta alle città nel ripensare la mobilità su due ruote. Diverse amministrazioni – da Parigi a Berlino passando per Londra – hanno creato piste ciclabili temporanee poi rese permanenti, modificando strade e traffico per favorire i ciclisti. “Ci siamo resi conto che andare in bici era il modo migliore per rispettare il distanziamento”, racconta Sophie Morel, consulente urbanistica parigina. In Francia i fondi pubblici dedicati alla ciclabilità sono aumentati del 60% rispetto al 2019.

L’Italia cresce ma resta fuori dalla top ten

Nella classifica di Time Out non ci sono città italiane tra le prime dieci, ma alcune realtà stanno facendo passi avanti importanti. Milano punta a raggiungere i 300 chilometri di piste entro il 2028; Bologna prova sensori digitali per contare i ciclisti; Firenze investe su campagne per migliorare la sicurezza sulle strade. Secondo FIAB (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta), nel 2025 gli italiani che usano la bici in città sono aumentati del 23% rispetto ai tempi pre-pandemia.

Le dieci città più bike-friendly secondo Time Out

Oltre ad Amsterdam, Utrecht, Copenaghen, Bogotá e Montréal, completano la top ten: Parigi, Berlino, Tokyo, Melbourne e Portland. Gli esperti ricordano che non basta avere buone piste: conta anche l’educazione civica, il rispetto tra pedoni e ciclisti e l’appoggio dei servizi pubblici.

Chi sceglie la bici tutti i giorni racconta che è questione di libertà, tempi certi e salute. E questa passione sta cambiando davvero il volto delle nostre città, tra centri storici affollati e periferie sempre più vivibili.

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