Milano, 17 settembre 2026 – Viaggiare in treno in Marocco oggi vuol dire fare una scelta netta: da un lato c’è l’alta velocità all’avanguardia, dall’altro i treni notturni che si muovono lentamente tra paesaggi aridi e città intrise di storia. Negli ultimi tempi, turisti e locali hanno riscoperto la rete ferroviaria marocchina, trovando un modo di spostarsi che è affidabile, comodo e – per molti stranieri – ancora tutto da scoprire.
Alta velocità e stazioni rinnovate
A Casablanca, sono le 8:10 quando il primo treno ad alta velocità parte dalla stazione di Casa Voyageurs, diretto a Tangeri. La linea ONCF, chiamata “Al Boraq” e attiva dal 2018, collega le due principali città coprendo 323 chilometri in appena due ore. “Non credevo andasse così veloce”, confida Hamid, impiegato nel turismo, mostrando il biglietto timbrato alle 7:55. Nei weekend non è raro vedere pendolari o famiglie dirette verso la costa. Sul binario 2 si aspetta poco: il personale in divisa blu controlla i documenti con discrezione. I posti sono assegnati e l’aria condizionata funziona costantemente.
Nelle stazioni principali – da Rabat Agdal a Kenitra – l’atmosfera è ordinata ma senza rigidità: caffè aperti fino a sera, cartelli bilingue e un flusso continuo di viaggiatori tra valigie e borse leggere. ONCF, gestore statale della rete, garantisce orari regolari e una puntualità che si mantiene quasi sempre; almeno secondo i dati del Ministero dei Trasporti. Nel primo semestre del 2026 oltre 10 milioni di passeggeri hanno scelto i treni ad alta velocità tra Casablanca e Tangeri.
Il fascino lento dei treni notturni
C’è chi invece preferisce il ritmo più lento dei treni notturni. Partono al calar del sole dalle stazioni centrali di Fès, Marrakech, Oujda e attraversano il paese facendo soste lunghe nelle città interne. I compartimenti sono semplici ma puliti; coperte e cuscini vengono distribuiti poco dopo la partenza. “Viaggiare di notte ti permette di svegliarti in un posto nuovo, senza stress”, racconta Isabelle, insegnante francese diretta a Meknès. Niente monitor digitali o annunci in inglese; l’unico riferimento è un vecchio orologio appeso al muro.
Le cuccette ospitano fino a quattro persone: due livelli sovrapposti con tendine spesse che assicurano un po’ di privacy. Gli addetti passano ogni ora per controllare i biglietti e spesso si fermano a scambiare due parole con chi resta sveglio. Nei lunghi tragitti verso Oujda o Beni Mellal fuori dal finestrino scorrono pianure sabbiose e villaggi illuminati da qualche lampione sparso. Il biglietto? Intorno ai 180 dirham (poco meno di 18 euro) per la tratta completa in cuccetta.
Treni locali e tratte regionali
Nonostante gli investimenti nell’alta velocità, la maggior parte dei marocchini usa ancora i treni regionali. Convogli più vecchi ma affidabili collegano città minori e villaggi lungo la costa atlantica o verso l’interno. A bordo si incontrano studenti universitari, donne tornate dai mercati e lavoratori pendolari. “È il modo più comodo per muoversi tra Kénitra e Rabat”, spiega Nabil, studente di economia.
Il prezzo dei biglietti resta basso: circa 25 dirham per tratte brevi (intorno ai 2,5 euro). A bordo si parla arabo e francese; le conversazioni spesso animano lo scompartimento con consigli sui prezzi nei suk o chiacchiere sul calcio. In alcune stazioni più piccole – come Tiflet o Sidi Slimane – i binari sono circondati da bancarelle improvvisate dove vendono pane piatto, tè alla menta e spiedini alla brace.
Esperienza per viaggiatori e residenti
La rete ferroviaria marocchina non è solo un mezzo per spostarsi: racconta anche uno stile di vita. Chi visita il Marocco per la prima volta rimane colpito dalla calma delle stazioni centrali; chi ci vive vede nella puntualità un punto fermo della giornata. Nel 2025 il traffico passeggeri è cresciuto del 9% rispetto all’anno prima.
Certo, non mancano problemi: ritardi occasionali sulle linee regionali più vecchie e alcune stazioni ancora senza servizi moderni. Lo ammettono anche i vertici ONCF: “Siamo consapevoli che alcune tratte secondarie hanno bisogno di aggiornamenti”, ha detto il direttore generale Mohamed Rabie Khlie durante un incontro con la stampa a Rabat ad aprile.
Per chi vuole un’esperienza fuori dai soliti itinerari turistici europei, il treno in Marocco – veloce o lento che sia – resta una scelta affidabile e sorprendentemente comoda. E soprattutto ancora tutta da scoprire per molti viaggiatori stranieri.