Roma, 26 settembre 2026 – Negli ultimi mesi, stando ai dati dell’Osservatorio Nazionale del Turismo, gli italiani stanno cambiando modo di viaggiare. Sempre più persone scelgono esperienze all’aria aperta, puntano su mete meno affollate e allungano il periodo delle partenze, spesso preferendo la bassa stagione. Dietro a questo cambio di rotta c’è anche la voglia di vacanze più sostenibili. I numeri sono chiari: nell’estate appena passata, oltre 9 milioni di connazionali hanno scelto agriturismi, borghi dell’entroterra o percorsi nella natura.
Le nuove tendenze: fuori dalle rotte consuete
Da Liguria ad Abruzzo, passando per le Dolomiti e i laghi lombardi, il turismo “lento” fa sempre più presa. Chi parte cerca di staccare davvero e ritrovare un rapporto più diretto con la natura. «Abbiamo visto un +30% nelle richieste per soggiorni in montagna rispetto all’anno scorso», spiega Simona Vanni, portavoce degli Albergatori Verdi d’Italia. Il motivo? Meno caos, più tranquillità. Secondo un’indagine di Enit, il 41% degli intervistati ha dichiarato di cercare “luoghi nascosti”, lontani dalle grandi rotte turistiche.
Le regioni che stanno facendo la parte del leone sono quelle meno battute durante l’estate: Umbria, Molise, alcune zone della Basilicata. Nelle valli dell’Appennino esplode il fenomeno dei cammini – dalla Via degli Dei alla Francigena – con numeri impensabili fino a qualche stagione fa. “Stiamo vedendo nuovi tipi di viaggiatori”, racconta Alessandro Rosati, guida escursionistica al Gran Sasso: “ci sono famiglie con bambini piccoli e tanti smart worker”.
Viaggi in bassa stagione e vacanze “responsabili”
Un altro dato interessante riguarda il calendario delle partenze. Secondo i report di Federalberghi e Confcommercio, le prenotazioni fuori dai mesi clou di luglio e agosto sono salite del 18%. Sempre più italiani scelgono giugno o settembre: prezzi più bassi e meno confusione. “Si lavora meglio, i clienti sono più attenti all’ambiente e vogliono scoprire le tradizioni locali”, osserva Francesca Castelli, che gestisce una piccola struttura nelle Marche.
Il termine “sostenibilità” torna spesso nei racconti di chi torna da queste vacanze. Si chiede di più per alloggi eco-compatibili, cibo a km zero e itinerari a basso impatto ambientale. Un segnale arriva dalla piattaforma online EcoBooking, che tra maggio e agosto ha registrato oltre 120mila ricerche per destinazioni con certificazione verde. “Le persone vogliono sapere come funziona la raccolta differenziata e come si riduce l’uso della plastica”, spiega il responsabile comunicazione del sito.
Le mete che attirano: piccoli centri e natura
Il boom riguarda soprattutto i piccoli centri: uno studio della Banca d’Italia segnala che gli arrivi nei borghi sotto i 5mila abitanti sono aumentati del 23% rispetto al 2025. Lontano dalle grandi città come Roma o Venezia, le scelte cadono su itinerari come la Val d’Orcia, il Cilento, i laghi minori piemontesi. Molte località si raggiungono anche in treno o con auto elettriche, un dettaglio non da poco per chi vuole viaggi più sostenibili.
Il turismo balneare resiste ma cambia pelle: le spiagge in Sardegna o Puglia registrano una presenza meno concentrata ad agosto, ma più diluita nei mesi intorno all’alta stagione. Crescono anche i viaggi in bicicletta, specie tra i 30 e i 50 anni, segnalano le associazioni di cicloturismo.
Motivazioni e prospettive: la ricerca di equilibrio
La spinta principale resta il bisogno di staccare dal ritmo cittadino. Ma sta emergendo anche un desiderio nuovo: lasciare meno tracce sull’ambiente visitato. Secondo una ricerca Ipsos, il 64% degli italiani under 40 sarebbe disposto a rinunciare a una meta famosa per scegliere una località meno nota ma più “verde”.
Gli operatori turistici cercano di seguire questa onda: servizi digitali per organizzare cammini, visite da produttori locali, escursioni guidate nei parchi regionali. “Siamo solo all’inizio – dice Chiara Manfredi dell’Osservatorio Turismo Responsabile – ma la direzione è netta: viaggiatori più consapevoli e esperienze genuine”.
Insomma, l’Italia conferma la sua voglia di viaggiare, ma lo fa scegliendo strade diverse: meno folla, attenzione all’ambiente e tempi dilatati. Una tendenza destinata a crescere ancora nei prossimi mesi.