Roma, 30 settembre 2026 – La quindicesima edizione delle Giornate FAI d’Autunno sta per animare l’Italia con un fine settimana tutto dedicato alla scoperta di tesori nascosti. Sabato 10 e domenica 11 ottobre saranno aperti 700 luoghi sparsi in oltre 350 città. Quest’anno il tema centrale è l’artigianato, con più di 75 aperture che porteranno a conoscere botteghe antiche, laboratori e piccole manifatture spesso lontane dai riflettori.
Le città e le aperture: il cuore pulsante del patrimonio
Organizzato dal Fondo per l’Ambiente Italiano, l’evento punta come sempre a valorizzare angoli spesso chiusi o dimenticati. Da Milano a Palermo, passando per borghi e quartieri meno noti, si potranno visitare palazzi storici, cortili nascosti, chiese poco conosciute e siti industriali riconvertiti. In totale, sono circa 700 i luoghi aperti per accogliere chi vuole scoprire qualcosa di nuovo.
A Roma, ad esempio, si potrà entrare in alcuni laboratori di mosaico lungo via degli Artisti: una strada che molti abitanti della capitale attraversano senza accorgersi delle insegne sbiadite o dell’odore di colla e polveri colorate. A Napoli, invece, tornerà visitabile la manifattura delle carte pregiate in via San Biagio dei Librai, chiusa dal 2020. “Ogni anno cerchiamo di proporre un viaggio diverso tra i mestieri che rischiano di sparire”, ha raccontato Marco Magnifico, presidente del FAI, durante la conferenza stampa all’Auditorium Parco della Musica.
L’artigianato al centro dell’attenzione
Il focus sull’artigianato non è casuale. Nel 2026, secondo i dati Unioncamere diffusi a settembre, in Italia ci sono oltre 450 mila imprese artigiane attive: un mondo ancora vivo ma fragile. Per questo il FAI ha scelto di puntare sui laboratori storici, quei piccoli spazi dove tra odore di legno e martellate si tramandano saperi antichi.
Molte visite saranno guidate direttamente dagli artigiani: dalla bottega del restauratore fiorentino di cornici dorate Stefano Lazzari al laboratorio di ceramiche dei fratelli Contini a Caltagirone. “Sono luoghi che raccontano la memoria viva del territorio”, ha spiegato Francesca Della Valle, storica dell’arte coinvolta nell’organizzazione. Spesso si tratta di spazi raccolti, dove gli strumenti del mestiere stanno sparsi sul banco o appesi alle pareti come fossero quadri.
Volontari e studenti in prima linea per far vivere i luoghi
Saranno oltre 10 mila i volontari FAI impegnati a gestire gli ingressi – spesso contingentati – e a raccontare i siti ai visitatori. Una parte delle visite sarà affidata agli Apprendisti Ciceroni, studenti delle scuole superiori che ogni anno preparano brevi introduzioni storiche o curiosità legate ai luoghi aperti. La vera sfida resta però la partecipazione: nel 2025 le Giornate hanno attirato quasi 300 mila persone e quest’anno si punta a confermare quei numeri pre-pandemia.
“Abbiamo visto un ritorno d’interesse verso i piccoli centri”, ha ammesso Luisa Marchesi, coordinatrice dei gruppi locali FAI. Nonostante tutto, prenotarsi online resta fondamentale: molti siti possono ospitare solo poche decine di visitatori all’ora, soprattutto i laboratori più piccoli.
Come partecipare: prenotazioni e donazioni
Per partecipare quasi sempre serve prenotare sul sito ufficiale del FAI. L’ingresso è gratuito ma si suggerisce una donazione minima di 5 euro. I fondi raccolti andranno tutti ai progetti di restauro e tutela del patrimonio culturale italiano.
Il programma completo sarà disponibile online dal 2 ottobre, con aggiornamenti in tempo reale su aperture straordinarie o cambiamenti causati dal meteo. Gli organizzatori consigliano scarpe comode: alcuni percorsi – come quello verso la vecchia cartiera di Fabriano o i terrazzamenti dell’Ossola – richiedono qualche camminata tra vicoli stretti o scale.
Un’occasione per scoprire (e proteggere) l’Italia meno nota
Le Giornate FAI d’Autunno 2026 sono un invito a rallentare e guardare l’Italia da angolazioni diverse. Tra chi partecipa ci sono anche appassionati che collezionano aperture segnando sulla mappa personale i luoghi visitati negli anni. “Sono piccoli viaggi a chilometro zero”, raccontava un visitatore abituale durante le passate edizioni milanesi.
Manca ormai poco al via ufficiale: il consiglio è scegliere con calma il percorso e prenotare in anticipo. L’artigianato – sia un banco da falegname o un telaio fatto a mano – torna protagonista indiscusso. Camminando in questi spazi pieni di storia e odori antichi si ha quasi la sensazione di entrare in una dimensione sospesa nel tempo.