Parabita, 3 ottobre 2026 – Le strade di Parabita si sono svegliate stamattina trasformate in una vera e propria galleria a cielo aperto. Una mostra en plein air porta nelle vie del cuore del Salento le opere di Michelangelo Pistoletto, Mimmo Paladino e altri artisti italiani di spicco. L’inaugurazione, alle 10:30 tra piazza Regina del Cielo e la chiesa Matrice, è stata l’occasione per spingere visitatori e cittadini a riscoprire il centro storico, con le sue botteghe artigiane, i laboratori creativi e un’offerta enogastronomica che si intreccia con il percorso espositivo.
Opere contemporanee tra corti e vicoli
Girando tra cortili nascosti e piccoli slarghi si incontrano circa venti lavori tra sculture, installazioni e fotografie. Tra i protagonisti c’è Pistoletto con uno specchio “trasportabile”, poggiato su un basamento in pietra leccese; a pochi passi dal portale della chiesa di San Giovanni, la maschera in ferro ossidato di Paladino attira gli sguardi. Nel corridoio di Palazzo Ferrari si trovano invece i quadri geometrici di Grazia Varisco, mentre le fotografie di Letizia Battaglia sono appese come panni stesi fra due case. “Abbiamo scelto artisti capaci di parlare con l’anima antica del paese,” spiega il curatore Riccardo Pellegrini. E proprio questo contrasto — arte contemporanea che dialoga con architettura barocca, silenzi antichi incrociati da stimoli visivi moderni — è ciò che colpisce passeggiando tra piazzette profumate dalle pasticciotte appena sfornate e dal chiacchiericcio delle donne all’uncinetto.
Il centro storico come museo diffuso
L’esposizione non si impone: niente transenne o cartelli invadenti. Solo mappe consegnate ai visitatori dalla Pro Loco e QR code discreti vicino alle opere. Chi arriva dalla stazione ferroviaria si imbatte subito nella tela geometrica di Varisco; lungo via Ferrari si incontrano laboratori artigianali, come quello di ceramica di Anna De Luca, nota per le sue maioliche ocra. Il sindaco Alessandro Cuna racconta che l’obiettivo è “restaurare nei cittadini la consapevolezza del proprio patrimonio”, ma anche “offrire ai turisti un modo diverso per scoprire il paese, lontano dai soliti itinerari balneari”.
Vini autoctoni e cucina locale: l’altra faccia della mostra
Tra un’installazione e l’altra non manca il richiamo del gusto: il profumo della focaccia calda guida fino alla storica panetteria Romano, aperta dal 1931. Molti locali hanno aderito all’iniziativa, con osterie che propongono menu a chilometro zero, dai formaggi caprini alle conserve di pomodori secchi. Nei cortili più nascosti aziende agricole come la cooperativa La Vigna Vecchia offrono degustazioni gratuite dei vini locali — negroamaro, malvasia nera, primitivo. “La gente viene per l’arte ma poi resta per i sapori,” confida sorridendo Francesca Bianchi, titolare di una piccola enoteca sulla salita Castello.
Reazioni della comunità e affluenza
Alle 13 la Pro Loco segnala già oltre 900 visitatori: turisti arrivati da Lecce ma anche famiglie del posto che raramente frequentano il centro storico. Ragazzi si fermano davanti al “terzo paradiso” di Pistoletto per fare foto; qualcuno chiede info sui laboratori artistici del pomeriggio. “Non ci aspettavamo così tanta gente fin dal primo giorno,” ammette Giuseppe Romano tra gli organizzatori. Il tempo mite — 22 gradi alle 14 — e la curiosità per nomi come Paladino spingono a pensare che questa mostra possa davvero dare nuova vita alle vie meno frequentate per tutta la settimana.
Un esperimento che guarda al futuro
La mostra resterà aperta fino a domenica 11 ottobre; ogni giorno dalle 10 alle 20 sono in programma incontri con gli artisti e visite guidate dedicate alle scuole. Il Comune annuncia che questa esperienza potrebbe diventare un appuntamento fisso: “Vogliamo fare di Parabita un punto di riferimento per l’arte contemporanea in Puglia, non solo d’estate,” dice il sindaco Cuna durante il taglio del nastro. Intanto restano gli sguardi curiosi sotto il portico del vecchio municipio e le risate dei bambini che corrono fra una scultura e un banco di friselle.
Chi vuole farsi sorprendere — tra arte nuova, storia antica e sapori locali — ha ancora tempo: qui a Parabita, sotto le lunghe ombre del pomeriggio salentino.