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Primavera in Islanda: Scopri il Golden Circle e la Magia della Costa Sud

Silvana Lopez by Silvana Lopez
9 Ottobre 2026
in Soggiorni e dintorni
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Soggiorni e dintorni

Reykjavík, 9 ottobre 2026 – Chi vuole capire cosa vuol dire davvero “Islanda” spesso trova la risposta lungo il percorso del Golden Circle e la strada che si inoltra verso la costa sud, dove la natura si mostra senza fronzoli. Nei giorni d’autunno, quando la luce cala già nel primo pomeriggio, questa parte dell’isola mette a nudo le sue sfumature più autentiche: geyser che sbuffano tra le praterie, cascate che rimbombano nel silenzio, scogliere dove l’Atlantico prende tutto lo spazio che vuole. Un itinerario – suggerito da chi vive qui e conosce i tempi stretti – capace di racchiudere in un paio di giorni quello che in Islanda conta sul serio.

Golden Circle: geyser, storia e nuvole basse

Il punto di partenza è quasi sempre Reykjavík, la capitale. Da lì, in circa un’ora di macchina (partendo intorno alle 8, con poca gente sulla statale 36), si arriva al Parco Nazionale di Þingvellir: qui si mescolano storia e geologia. In questa distesa spoglia, segnata da profonde crepe nella terra, un tempo si riuniva l’Althing, uno dei primi parlamenti al mondo. Oggi chi arriva cammina su rocce laviche spesso sferzate dal vento. “Qui tutto è vero”, dice Ari Jónsson, guida locale che aspetta i gruppi al parcheggio nord. “La gente viene per vedere dove si dividono le placche tettoniche, ma trova anche il senso di una storia antica”. Alle 10 di mattina la temperatura è intorno ai 4 gradi; qualche nuvola bassa e il rumore dell’acqua chiudono il quadro.

Proseguendo verso est, dopo mezz’ora si raggiungono i famosi geyser di Haukadalur. Il più noto è Strokkur, che ogni otto-dieci minuti spara un getto d’acqua bollente alto fino a 30 metri. Nell’area ristoro ci sono caffè e negozi di maglioni di lana. “È tutta energia geotermica”, scherza Guðrún Sigurðardóttir, barista al caffè Geysir. Intorno a lei piccoli gruppi – coppie tedesche, famiglie francesi – si affrettano a catturare il momento dell’esplosione.

Poco più avanti c’è Gullfoss, la celebre “cascata d’oro”. Due salti d’acqua generano una nebbia sottile visibile già dal parcheggio. Un sentiero in legno scende fino a una piattaforma panoramica da cui si percepisce tutta la forza del fiume Hvítá. Anche nelle giornate miti serve una giacca robusta: gli spruzzi arrivano dappertutto.

La costa sud: cascate, sabbia nera e villaggi

Lasciato il Golden Circle nel pomeriggio, molti continuano verso sud lungo la statale 1 in direzione Vík í Mýrdal. Il paesaggio cambia subito; si attraversano distese di muschio, cavalli islandesi nei recinti vicino a Skálholt e case isolate dipinte di rosso. La prima sosta sulla costa è Seljalandsfoss, una cascata sottile dietro cui si può passare a piedi – ma occhio ai gradini scivolosi soprattutto dopo le 16 quando l’ombra si allunga.

A pochi minuti c’è poi la più imponente Skógafoss, con i suoi oltre 60 metri di salto: qui l’umidità crea arcobaleni deboli nelle giornate limpide e la schiuma bagna le scarpe degli escursionisti. “Ho visto centinaia di cascate”, racconta Mads Nielsen, danese incontrato sul sentiero, “ma qui sembra tutto più immediato”. Nei mesi turistici il parcheggio resta pieno fino alle 18; poi cala il silenzio tra poche auto e camper.

L’ultima tappa porta a Vík, piccolo centro avvolto da colonne basaltiche e spiagge nere come carbone. Nei negozi del paese (aperti fino alle 20) si trovano maglioni fatti a mano e salmone affumicato. Sullo sfondo l’oceano frange le onde sulla sabbia scura della spiaggia di Reynisfjara. I cartelli avvertono: attenzione alle onde imprevedibili.

Consigli pratici per chi parte

Chi vuole seguire questo itinerario deve tenere presente alcune cose: il tempo cambia in fretta – a ottobre piogge improvvise e vento forte sopra i 50 km/h non sono rari – e molti servizi lungo il percorso non funzionano fuori stagione. Da Reykjavík a Vík sono circa 190 chilometri; con soste brevi a Þingvellir, Geysir e Gullfoss ci vuole tutta una giornata.

Quanto costa? Un caffè nei bar turistici va sulle 600 corone islandesi (circa 4 euro), mentre un piatto caldo arriva anche a 3.000 corone (20 euro). Dormire in zona significa spendere almeno 120 euro a notte per guesthouse essenziali. Gli operatori locali offrono pacchetti da 250 a 350 euro al giorno per persona.

L’essenza dell’Islanda: natura semplice ed emozioni sincere

Molti visitatori restano colpiti dalla concretezza di questi luoghi. Le storie dei residenti non cercano effetti speciali: “Qui è tutto trasparente – dice Ari Jónsson –, non serve aggiungere altro”. Forse proprio questa semplicità cattura meglio l’anima dell’Islanda: pochi nomi famosi – Golden Circle, cascata Skógafoss, spiaggia Reynisfjara – ma la certezza che dietro ogni angolo c’è sempre qualcosa di autentico da scoprire.

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