Milano, 22 ottobre 2026 – Quando si parla di viaggi, la scelta della destinazione può cambiare tutto: da una semplice vacanza a un ricordo indelebile. Eppure, ogni anno milioni di turisti si riversano sulle stesse mete: Parigi, New York, Roma, lasciando in secondo piano angoli meno noti ma altrettanto affascinanti. È proprio su questo spunto che si sono concentrati gli esperti di Lonely Planet, che nelle ultime settimane hanno pubblicato una lista di mete “alternative” selezionate dal loro staff, invitando i viaggiatori a spingersi oltre i percorsi più battuti.
Destinazioni meno note secondo Lonely Planet
Le scelte della redazione di Lonely Planet non arrivano per caso. «Abbiamo capito che molti lettori cercano posti autentici, dove si percepisca ancora il vero ritmo della vita locale», racconta Lucy Richards, editor del noto marchio turistico. L’intento? Offrire alternative concrete ai soliti itinerari. Non un attacco ai grandi nomi del turismo mondiale, ma piuttosto un invito a guardare oltre il solito.
Per esempio, invece della folla che si accalca a Barcellona, la guida suggerisce Valencia: città spagnola con clima mite quasi tutto l’anno, una scena artistica vivace e spiagge urbane come la Malvarrosa decisamente meno affollate. Un cambio simile in Francia: sebbene il richiamo di Parigi resti forte, il testimone passa a Lione – capitale gastronomica con i suoi caratteristici traboules e un’atmosfera più rilassata rispetto alla frenesia parigina.
Esperienze e vantaggi lontani dalle rotte tradizionali
Spostandosi più a est, tra i suggerimenti c’è quello di scegliere Tbilisi in Georgia invece della più frequentata Istanbul. La motivazione è chiara nel report di Lonely Planet: «Il centro storico di Tbilisi è un mosaico di stili architettonici – ortodossi, sovietici, persino persiani – e l’accoglienza locale è ancora genuina». Stessa cosa vale per la Slovenia: chi fatica a trovare posto nei laghi d’Austria può scoprire Bled e Lubiana. Meno costose, più raccolte.
E in Italia? Gli esperti citano chi normalmente sceglie Venezia: una città come Trieste, con affaccio sull’Adriatico ma molto meno caotica e con prezzi più contenuti nei ristoranti tipici (una cena a base di pesce difficilmente supera i 35 euro secondo alcune guide locali), offre scorci dal sapore asburgico e il celebre caffè letterario San Marco.
Sostenibilità e viaggi responsabili
Uno dei motivi principali dietro questi consigli riguarda la sostenibilità. «Il sovraffollamento turistico rischia di snaturare l’identità delle città», ha spiegato il direttore marketing di Lonely Planet Europa, Javier Alvarez, durante la presentazione. Basta pensare ai dati pre-pandemia: nel 2019 Venezia superava i 25 milioni di presenze annuali. Spostare i flussi verso altre località – si legge nel rapporto – aiuta a distribuire meglio le risorse e protegge il patrimonio locale.
Un esempio concreto è la città portoghese di Porto, suggerita al posto della sempre presa d’assalto Lisbona. Nel 2025 Porto ha registrato un +18% di presenze straniere rispetto all’anno prima (secondo l’Ufficio nazionale del turismo), ma resta distante dai numeri vertiginosi della capitale portoghese. Questo si traduce in un impatto ambientale più contenuto e in un’esperienza visitatore più piacevole.
Consigli pratici per chi sceglie mete alternative
Per chi decide di seguire questi consigli, la parola d’ordine è informarsi bene. Alcune destinazioni meno note possono richiedere qualche attenzione in più sul fronte logistico – voli meno frequenti, alloggi limitati durante l’alta stagione o spostamenti interni da organizzare con cura. Inoltre, le esperienze autentiche come piatti tipici o feste locali sono spesso il vero valore aggiunto.
Lucy Richards sottolinea che «viaggiare con curiosità e rispetto fa tutta la differenza». Le reazioni sui social non hanno tardato ad arrivare: tanti ringraziano per aver “scoperto” luoghi ancora autentici e fuori dalle rotte affollate. Un invito chiaro a rallentare un attimo, guardarsi intorno e scegliere strade meno battute almeno ogni tanto.
Le cosiddette destinazioni “underrated”, come le chiamano gli stessi autori della guida, offrono così esperienze più vere – senza code infinite o selfie stick ovunque. A patto però di saperle vivere con occhi nuovi e rispetto per chi quei posti li chiama casa.