Roma, 22 ottobre 2026 – Ieri sera, a Palazzo Merulana, sono stati consegnati cinque premi a destinazioni, festival e realtà gastronomiche che negli ultimi mesi si sono fatti notare, sia in Italia che all’estero, per il loro impegno nel promuovere la cultura, la biodiversità e il turismo. L’evento, organizzato dall’associazione “Viaggi d’Italia” insieme al Ministero della Cultura, ha visto una platea variegata: operatori turistici, amministratori locali, chef e rappresentanti delle istituzioni pubbliche.
Cinque premi per raccontare l’Italia che innova
Da Amalfi a Matera, passando per Piemonte e Sardegna, le destinazioni premiate hanno dimostrato – come spiegano gli organizzatori – che turismo può andare a braccetto con tutela ambientale, riscoperta delle tradizioni e innovazione culturale. A dare il via alla serata poco dopo le 19.30 è stato Luca Fiore, presidente di Viaggi d’Italia: “Abbiamo voluto mettere in luce la forza dei territori nel crescere insieme, creando collaborazioni virtuose tra pubblico e privato”, ha detto dal palco.
Tra i vincitori c’è il festival “Saperi d’Acqua” di Oristano, apprezzato per l’attenzione alle culture marinare e ai saperi legati alle lagune. Il premio per la migliore destinazione sostenibile è invece andato alle Langhe piemontesi, grazie a un lavoro serio di valorizzazione dei vitigni autoctoni e all’uso di pratiche agricole rispettose dell’ambiente. “Abbiamo puntato sulle filiere corte e sulla formazione,” ha raccontato Francesca Ghione, sindaco di Barolo presente alla cerimonia.
Gastronomia, biodiversità e territori in dialogo
Durante la serata è stato dato spazio anche alle eccellenze gastronomiche italiane capaci di preservare la biodiversità locale, trasformandola in un volano per economia e turismo. Il premio “Gusto e Territorio” è andato alla cooperativa agrituristica “Le Radici” di Matera, impegnata nella salvaguardia dei grani antichi e nella produzione di pani tipici lucani. “Siamo partiti da piccole coltivazioni; oggi ci vengono a trovare turisti da tutta Europa,” ha raccontato Teresa Loperfido, presidente della cooperativa.
Sul fronte internazionale è stata segnalata l’esperienza del Festival delle Colline di Budapest, progetto di scambio attivo da tre anni tra aziende vitivinicole italiane e ungheresi. L’obiettivo è valorizzare i paesaggi rurali europei e promuovere il turismo lento. Presenti anche delegati dell’ambasciata ungherese. L’ultimo riconoscimento è andato alla rete “Sentieri d’Appennino”, che valorizza itinerari naturalistici tra Lazio e Abruzzo: secondo gli organizzatori il progetto ha saputo dare nuova vita ai piccoli borghi puntando sul patrimonio naturale e sull’accoglienza diffusa.
Parola agli esperti: serve una nuova alleanza fra pubblico e privato
Dopo la premiazione si è svolto un dibattito moderato dalla giornalista Simona Caprara in cui diversi ospiti hanno ribadito l’urgenza di “una nuova alleanza tra pubblico e privato” per mettere in piedi strategie turistiche efficaci. Il sottosegretario al Turismo Silvia Grimaldi è intervenuta intorno alle 20.15: “L’Italia deve continuare a investire su innovazione digitale e formazione degli operatori. Solo così possiamo restare competitivi.”
Erano presenti anche rappresentanti del Fai (Fondo Ambiente Italiano), che hanno chiesto più attenzione ai piccoli comuni e alle aree interne. I dati presentati parlano chiaro: secondo un report di Federalberghi nel 2026 gli arrivi turistici nelle regioni premiate sono cresciuti tra il 4% e l’8% rispetto all’anno scorso.
Il futuro del turismo: inclusione sociale e sostenibilità
A chiudere la serata è stato sottolineato come le realtà premiate siano riuscite a mettere insieme attrattività turistica e sostenibilità reale. “Non basta promuovere posti belli,” ha detto Fabio Neri, docente di economia del turismo all’Università di Bologna, “serve costruire progetti che portino vantaggi concreti alle comunità.” In sala si respirava un cauto ottimismo ma con richieste precise su temi come inclusione sociale, impatti della crisi climatica e nuovi bisogni dei viaggiatori.
Il bilancio finale lascia vedere una strada chiara: sempre più festival, aziende agricole e amministrazioni locali stanno ripensando il turismo in Italia guardando alla sostenibilità e al futuro delle comunità. Però le sfide restano sul tavolo: digitalizzazione, infrastrutture e formazione saranno i nodi cruciali da affrontare nei prossimi anni.