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Tuffo tra gli squali senza gabbia: l’esperienza estrema che sta conquistando l’Italia

Silvana Lopez by Silvana Lopez
29 Ottobre 2026
in Soggiorni e dintorni
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Soggiorni e dintorni

Milano, 29 ottobre 2026 – Immergersi tra gli squali senza alcuna protezione può sembrare una follia. Eppure, ogni anno sono tanti – anche dall’Italia – a scegliere questa esperienza, che si svolge in Sudafrica, alle Bahamas o lungo la costa australiana. Ma davvero quegli animali sono le minacce spaventose che immaginiamo? Le risposte, raccolte da guide e biologi marini, mettono in crisi chi si avvicina a questo mondo.

Shark diving senza gabbia: cosa c’è dietro la paura

L’idea di nuotare in mare aperto con uno degli animali più temuti dell’oceano fa subito pensare ai film di paura. Tuttavia, secondo i dati del Global Shark Attack File, gli attacchi all’uomo restano eventi rari: meno di cento all’anno nel mondo e quasi mai fatali. Gli addetti ai lavori sottolineano come la paura sia più un’idea costruita negli anni dal cinema e dai media sensazionalistici.

“Quando entri in acqua per la prima volta, certo che ti prende il panico”, racconta Marco Giuliani, romano di 39 anni appena tornato da una spedizione a Gansbaai, Sudafrica. “Ma dopo qualche minuto ti rendi conto che gli squali non ti considerano. Ti osservano con calma, si muovono piano, sembrano più curiosi che minacciosi”.

Sicurezza prima di tutto: regole chiare e professionisti al comando

Questa esperienza non è improvvisata né lasciata al caso. Le escursioni sono gestite da operatori certificati, con istruttori esperti e regole ben precise: ci si immerge solo se il mare è limpido e le condizioni ideali, dopo un briefing accurato. “Non si scende mai da soli”, spiega Alison De Witt, biologa marina del centro “White Shark Projects”. “Le squadre sono sempre almeno quattro persone, guidate da due professionisti. Si usano richiami alimentari per attirare gli squali ma senza mai influenzarne il comportamento”.

De Witt mette in guardia dal vero pericolo: “L’imprudenza è il rischio più grande. Se non conosci la specie o non segui le istruzioni possono succedere guai”. Gli incidenti avvengono quasi sempre per errori umani e non per aggressività degli squali.

Dove e quando? Le mete più ambite e i periodi giusti

Le mete preferite per il shark diving senza gabbia sono le Bahamas – dove nuotano squali tigre e limone – e il Sudafrica, terra del grande squalo bianco. Ogni posto ha le sue regole: a Tiger Beach (Grand Bahama), le immersioni sono quasi sempre possibili ma aprile e novembre restano i mesi top. I prezzi partono dai 200 euro fino a superare i 600 nei luoghi più esclusivi.

In Australia occidentale la stagione migliore va da dicembre a marzo: l’acqua è più calda e trasparente. Qui chiedono ai partecipanti almeno un brevetto Open Water internazionale e una visita medica recente.

Squali: molto meno mostri di quanto pensiamo

Lo stereotipo dello squalo come “mostro assetato di sangue” cade davanti ai numeri e alle esperienze dirette. “Molti arrivano pieni di timore – racconta Francesco Rossi, istruttore sub dal 2001 – ma poi scoprono un animale schivo che evita il contatto e attacca solo se provocato”.

La fauna marina è meno aggressiva di quanto si creda davvero. Solo così si capisce che il rischio d’attacco è minore rispetto a quello di farsi pungere da una medusa o cadere sugli scogli.

Immergersi tra gli squali? Ormai è boom tra i giovani

L’interesse per queste immersioni cresce soprattutto tra i giovani italiani e stranieri, spinto anche dai social network dove girano video e foto spettacolari. Gli operatori sfruttano queste esperienze per far conoscere gli squali e difenderli dall’estinzione: secondo il WWF ogni anno oltre cento milioni vengono uccisi da pesca illegale o incidentale.

“Chi prova questa esperienza torna cambiato”, conferma Giuliani. “Capisci che lo squalo va protetto, non cacciato via. L’incontro ravvicinato sfonda tanti stereotipi”.

Ecco perché sempre più tour includono momenti educativi – incontri con biologi, laboratori per ragazzi – per trasformare la paura in rispetto verso uno degli animali più antichi del pianeta. Così lo squalo si mostra lontano dai riflettori horror: un predatore indispensabile all’equilibrio degli oceani.

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