Parabita, 3 novembre 2026 – Nel cuore del centro storico di Parabita, tra vicoli lastricati e balconi carichi di fiori, una mostra all’aperto ha trasformato la cittadina salentina in una vera galleria sotto il cielo, attirando visitatori da ogni angolo della regione. L’inaugurazione di sabato sera ha messo in mostra le opere di Michelangelo Pistoletto, Mimmo Paladino e una selezione di artisti contemporanei, italiani e non solo, sparsi tra piazza Umberto I e via Vittorio Emanuele II. L’evento, organizzato dalla Fondazione Locus con il supporto del Comune, punta a far conoscere il patrimonio artistico locale e, al tempo stesso, a dare nuova vita al commercio e all’enogastronomia del paese.
Passeggiata tra arte e memoria
La presenza delle installazioni firmate da Pistoletto e Paladino, due colonne dell’arte contemporanea italiana, ha suscitato grande interesse sia tra i residenti sia tra i turisti. In particolare, “Terzo Paradiso” di Pistoletto, posizionata all’ingresso dell’ex palazzo comunale, è stata meta di sguardi curiosi e numerosi scatti fotografici. “Non capita spesso di vedere artisti così qui in Salento”, racconta con entusiasmo Simone D’Amico, pensionato e appassionato d’arte, mentre osserva una scultura dalle forme semplici ma potenti. Il percorso espositivo – sempre aperto e senza biglietto – invita chi passa a perdersi tra le vie storiche del borgo: chiese barocche, cortili nascosti e vetrine di botteghe e ristoranti fanno da cornice alle opere.
Arte da gustare: l’offerta enogastronomica
La mostra non è solo un’occasione per ammirare l’arte: è anche un invito a scoprire i sapori del Salento. Numerosi locali del centro hanno aderito con menù dedicati che vanno dalla classica puccia ai vini Negroamaro prodotti nelle cantine vicine. Sotto i portici di via Immacolata si sente il profumo invitante della focaccia appena sfornata; all’Osteria San Giorgio si crea già la fila per un tavolo a ora di pranzo. “Abbiamo scelto piatti tradizionali per accompagnare questo viaggio culturale”, spiega Rosa De Santis, titolare della trattoria ‘A Caseddhra’. Per ogni opera è stato pensato un abbinamento: davanti alla tela “Soglia” dell’artista francese Émilie Bertrand, ad esempio, si possono assaggiare formaggi locali serviti su piatti di ceramica artigianale.
Turismo tutto l’anno: una strategia vincente
Per chi ha promosso l’iniziativa questa mostra è molto più di un evento artistico: rappresenta una strategia per prolungare la stagione turistica in un territorio che vive soprattutto d’estate. L’obiettivo è mettere Parabita al centro dell’attenzione anche in autunno, sfruttando l’attrazione dell’arte contemporanea per stimolare il turismo culturale. “Non vogliamo che chi viene qui faccia solo una visita veloce”, ha detto il sindaco Alfredo Cacciatore durante il taglio del nastro. Sabato pomeriggio non è passato inosservato neanche il critico d’arte Stefano Castelli, che si è aggirato curioso tra le sculture contribuendo al dialogo tra pubblico e artisti.
La comunità si fa sentire
Il coinvolgimento della comunità locale sembra solido. Molti negozi hanno decorato le vetrine ispirandosi alle opere esposte; gruppi di studenti delle scuole medie hanno partecipato alle visite guidate organizzate dall’associazione ‘Parabita in Arte’. “Fa piacere vedere il paese così vivo anche a novembre”, osserva soddisfatto Giuseppe Saracino, pensionato, mentre assiste a una performance musicale improvvisata in piazza. Qualche problema legato al traffico deviato per montare le installazioni è stato segnalato da alcuni residenti, ma nulla di particolarmente grave.
Verso la chiusura: cosa aspettarsi
La mostra resterà aperta fino al 10 dicembre. Nel prossimo weekend sono previsti laboratori per bambini e incontri con gli artisti coinvolti. Intanto Parabita continua ad accogliere i visitatori mescolando arte contemporanea e tradizione culinaria: un mix pensato per lasciare il segno anche dopo che le opere saranno state smontate. “Speriamo diventi un appuntamento fisso”, confida la curatrice Laura Rizzo. Nel Salento d’autunno – tra colori caldi e nuovi sapori – l’arte prova a cambiare davvero volto ai piccoli borghi.