Air France chiude Orly: Charles de Gaulle diventa unico hub parigino, rotte interne affidate a Transavia

Silvana Lopez

29 Marzo 2026

Parigi, 29 marzo 2026 – È decollato oggi dal terminal sud dell’Aeroporto di Orly l’ultimo volo da Nizza, segnando così la fine di una lunga storia per la compagnia di bandiera francese che operava su questa tratta dal 1946. Il passaggio, già annunciato l’anno scorso, è ormai realtà, lasciando dietro di sé un mix di ricordi e qualche inevitabile rammarico.

Ottant’anni di storia tra Orly e la compagnia nazionale

Dal secondo dopoguerra, il collegamento Parigi-Nizza è stato un filo diretto fondamentale tra la capitale francese e la Costa Azzurra. Ogni giorno, decine di voli Air France hanno unito queste due destinazioni, portando con sé non solo turisti e professionisti, ma anche valigie, documenti e – qualche volta – emozioni difficili da spiegare. “Volare su questa rotta era come sedersi sul ponte tra Nord e Sud del paese”, ha raccontato stamattina Gérard Lefèvre, ex comandante che per vent’anni ha solcato quei cieli.

Perché il trasferimento: strategie e conti da far quadrare

La decisione era già chiara nel 2023, quando Air France ha annunciato l’abbandono del terminal sud. “Serveva un ridisegno della rete, soprattutto per motivi economici e logistici”, ha spiegato Anne Rigail, amministratrice delegata della compagnia. Non è stata una sorpresa quindi. L’aumento dei costi a Orly sud e la volontà di concentrare i voli in terminal più moderni hanno pesato molto. Il personale, circa 200 addetti secondo fonti sindacali, sarà ricollocato gradualmente.

Le reazioni tra passeggeri e lavoratori

Questa mattina nel terminal sud si respirava un’atmosfera malinconica. La fila al gate 32 era insolita per il silenzio: c’erano persone che scattavano foto con il cellulare, altre – come Margot, pensionata parigina – si soffermavano a guardare le vecchie insegne. “Non pensavo che mi sarebbe dispiaciuto così tanto”, ha ammesso mentre sistemava la sciarpa nella borsa. Alcuni operatori aeroportuali si sono detti “dispiaciuti ma non sorpresi”. Anche i tassisti della zona parlano di una “piccola perdita” per le corse verso Orly sud.

Cosa cambia ora: rotte nuove e collegamenti più efficienti

Da domani i voli per Nizza partiranno solo dal terminal Ovest, una struttura più recente che promette tempi d’attesa più brevi e una logistica migliore. La compagnia assicura che le frequenze non cambieranno: otto voli al giorno nei giorni feriali, sei nel weekend. “Abbiamo investito molto per migliorare i servizi”, fa sapere un portavoce di Air France. Per i viaggiatori poco cambierà: la tratta resta tra le più richieste in Europa con oltre 3 milioni di passeggeri all’anno, secondo Aeroports de Paris.

Un segnale chiaro per il settore: centralizzazione e sostenibilità

Il trasferimento rientra in una strategia più ampia. Negli ultimi anni Air France – insieme ad altri vettori europei – punta alla centralizzazione delle operazioni per abbattere costi e emissioni. “Non è solo questione di soldi”, precisa Pierre Cardin, responsabile politiche ambientali della compagnia, “meno spostamenti tra terminal significa meno carburante consumato e meno traffico”. Un documento interno visto da alanews.it parla di un possibile taglio delle emissioni pari a circa 1.500 tonnellate di CO2 all’anno.

L’addio silenzioso che pesa

Dietro i numeri resta però il valore simbolico del cambiamento. In settant’anni sono cambiati aerei, abitudini e soprattutto passeggeri. Quel breve tragitto tra le vetrate del terminal sud e il bus navetta sembra ora più lungo del solito. Lo ha detto quasi sottovoce una giovane hostess in pausa: “Non cambia solo un aeroporto, è come se si chiudesse un capitolo”. Nessuna cerimonia ufficiale o taglio del nastro – solo l’ultimo annuncio alla radio interna e la consueta corsa verso l’imbarco. Ma chi era al gate 32 alle 9:25 questa mattina probabilmente non lo dimenticherà facilmente.

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