Alla scoperta di Puerto Rico: il paradiso caraibico che ha ispirato Bad Bunny tra spiagge e foreste tropicali

Giulia Ruberti

27 Febbraio 2026

San Juan, 27 febbraio 2026 – A Porto Rico, il tempo sembra fermarsi tra la musica di Bad Bunny e i venti umidi che arrivano dall’Atlantico. Chi arriva all’alba al piccolo aeroporto di San Juan o chi saluta il tramonto su Playa Flamenco scopre un’isola che si racconta attraverso odori, colori e suoni unici. Nel 2024, circa 3,6 milioni di turisti hanno scelto questo angolo di mondo. È il dato dell’Ente del Turismo che conferma come Porto Rico stia diventando sempre più una meta ambita, un posto dove il ritmo scandisce la vita di tutti i giorni.

Il richiamo di Culebra e la musica di Bad Bunny

A poche decine di chilometri da Fajardo, una barca procede lenta nel blu che separa Porto Rico dall’isola di Culebra. Chi c’è stato racconta l’emozione del primo contatto con la sabbia bianca di Playa Flamenco, morbida e quasi impalpabile sotto i piedi, mentre il mare – verde e trasparente – si infrange dolcemente. I ragazzi stendono teli colorati, la musica esce da piccoli altoparlanti portatili. “Bad Bunny è ovunque: sulle radio, nei bar e anche sulla spiaggia,” dice Sara Morales, studentessa di Ponce in vacanza con gli amici.

Bad Bunny, all’anagrafe Benito Antonio Martínez Ocasio, ha portato quest’isola al centro delle sue canzoni e dei suoi video. “Le sue parole raccontano le nostre storie,” spiega Rafael Hernández, un barista del posto. “Parla della nostra gente, dei quartieri, del modo in cui cresciamo qui.” Questo legame si sente nelle strade di Santurce come nella penombra dei club a La Perla, dove spesso una canzone parte dal nulla per trasformarsi in canti improvvisati.

Foreste e piogge a El Yunque

Spostandosi verso l’interno, la foresta pluviale di El Yunque accoglie chi cerca silenzio e frescura. Alle nove del mattino le guide del parco aspettano i visitatori al centro informazioni: piogge improvvise bagnano i sentieri rendendoli lucidi e coperti di muschio. Il rumore delle cascate sovrasta ogni altro suono. Qui la temperatura resta piacevole anche quando in città il caldo si fa sentire.

Camminando tra felci giganti e ceibe secolari, chi è fortunato può vedere la ranita de Puerto Rico: una minuscola rana poco più grande di una moneta. “In pochi minuti sei fuori dal traffico caotico di San Juan e immerso in un altro mondo,” racconta Alex Rivera, biologo nato sull’isola. Non c’è silenzio totale però: coquí e cicale accompagnano con il loro canto gli escursionisti più giovani che ascoltano Bad Bunny nei loro telefoni – un curioso mix tra natura e città.

San Juan: tra storia e modernità

Nel cuore di San Juan, le strade acciottolate di Viejo San Juan parlano da sole. Alle dieci di sera nel barrio di La Perla, gruppi di giovani siedono sui muretti a guardare l’oceano o ballano sotto le luci calde dei lampioni gialli. I murales color pastello raccontano versi tratti dalle canzoni urbane che hanno portato questa zona alla ribalta mondiale.

Di giorno, visitatori e residenti si mescolano nel Mercado de Santurce tra banane plantain fritte e profumi intensi di caffè tostato. Qui il turismo non ha spento la vita vera della città. “C’è sempre movimento,” spiega Pablo Sánchez, taxista da vent’anni che conosce ogni angolo dell’isola e accompagna viaggiatori da hotel storici alle spiagge più isolate.

Una cultura che si ascolta prima che si veda

Chi arriva per la prima volta – magari dopo ore d’aereo dall’Europa – rimane colpito dal suono dell’isola. Non solo i ritmi reggaeton sparsi ovunque (a volte quasi ossessivi), ma anche le voci dei venditori ambulanti, i clacson rumorosi dei carro attrezzi sulla Avenida Ponce de León e le conversazioni vivaci in spagnolo caribeño che si sovrappongono sui marciapiedi.

Secondo una recente ricerca della Universidad de Puerto Rico, il 68% dei giovani tra i 18 e i 29 anni si riconosce più nelle canzoni di Bad Bunny che nei simboli politici o religiosi tradizionali. È una svolta generazionale visibile anche nelle feste patronali nei piccoli paesi dell’entroterra: la musica diventa il filo che unisce vecchie e nuove generazioni.

Porto Rico oggi: isola sensoriale

Porto Rico resta così un luogo dove spiagge da sogno convivono con foreste rigogliose e le case colorate di San Juan; dove la cultura urbana raccontata da Bad Bunny è parte della vita quotidiana. Chi viene qui spesso porta con sé qualcosa in più: il ricordo vivido di un suono o un odore preciso – il mare all’alba o l’aroma forte del caffè alle sei del mattino – che resta dentro anche quando l’aereo ormai lascia l’isola alle spalle.

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