Milano, 18 gennaio 2026 – È stato formalmente accusato di omicidio colposo il ragazzo di diciassette anni coinvolto nell’incidente avvenuto giovedì sera in via Mecenate, a Milano. L’udienza davanti al gip del Tribunale per i Minorenni si è svolta questa mattina. Dopo una breve camera di consiglio, il giudice ha deciso: niente libertà su cauzione. Una decisione che pesa molto sul giovane, ora trattenuto nel centro di prima accoglienza Beccaria.
Incidente in via Mecenate: cosa è successo davvero
Dalle ricostruzioni della polizia locale, la tragedia si è consumata poco dopo le 22:30. Il ragazzo, alla guida di una Fiat Punto – secondo gli atti – ha perso il controllo del veicolo all’altezza del civico 47 e ha centrato un palo dell’illuminazione pubblica. Con lui c’erano altri due ragazzi di sedici anni, rimasti feriti lievemente; solo uno ha dovuto passare qualche giorno in ospedale, al Policlinico.
A perdere la vita è stata una giovane donna di 28 anni, Sara Lonati, travolta mentre camminava sul marciapiede a pochi passi da casa sua. La Sezione Infortunistica ha lavorato per tutta la notte: sentiti vari testimoni, tra cui una coppia che abita proprio sopra il punto dell’incidente. “Abbiamo sentito un botto fortissimo”, racconta uno dei due, “poi ci siamo affacciati e abbiamo visto la ragazza a terra, immobile”.
In aula: il minore e l’atmosfera
Il ragazzo accusato di omicidio colposo si è presentato davanti al gip con lo sguardo basso, accompagnato dai genitori e dal suo avvocato d’ufficio. Ha risposto a poche domande e poi ha ammesso di “non ricordare esattamente” quello che è successo quella sera. L’avvocato parla di un ragazzo sotto choc: “Non riesce a darsi pace per quanto accaduto”.
L’udienza si è svolta in un clima carico ma silenzioso. In aula c’erano anche alcuni amici della vittima, visibilmente scossi e abbracciati all’uscita. La famiglia Lonati non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali; i funzionari della polizia li hanno raggiunti nella notte per il riconoscimento.
Magistratura minorile: perché no alla cauzione
Il gip, dott.ssa Maria Rossetti, ha spiegato che la decisione di negare la libertà su cauzione si basa sulla “gravità del fatto” e sulle “condizioni psicologiche del minore”. Nel provvedimento si parla chiaro: c’è “un rischio concreto che il reato possa ripetersi” e il giovane “ha bisogno di un percorso strutturato di sostegno”.
La procura ha chiesto ulteriori controlli tossicologici e accertamenti sulle velocità coinvolte – i tecnici comunali stanno ancora esaminando i segni sull’asfalto. Solo al termine di queste verifiche sarà pronta la relazione definitiva.
Via Mecenate sotto choc: reazioni dalla comunità
Questa mattina in zona via Mecenate l’atmosfera è quella che resta addosso dopo tragedie così improvvise: residenti e commercianti si parlano sottovoce davanti ai nastri della polizia ancora tesi sulle strisce pedonali. “Qui non era mai successo niente del genere”, dice con voce roca un edicolante del quartiere. La paura per un altro incidente stradale è palpabile, soprattutto perché coinvolge un minorenne alla guida.
La scuola frequentata dal ragazzo ha già attivato uno sportello psicologico per aiutare studenti e famiglie.
Non mancano le polemiche: alcuni chiedono più controlli da parte delle pattuglie, altri puntano il dito contro le mancate verifiche su chi guida senza patente. Il Comune intanto fa sapere con una nota che “valuterà nuove misure per migliorare la sicurezza sulle strade urbane”.
Cosa succede adesso
Nei prossimi giorni arriveranno le perizie tecniche sull’auto e i risultati degli esami su alcol e droghe. Il giovane resta in detenzione preventiva nel centro Beccaria. La difesa potrebbe già presentare ricorso sulla decisione della cauzione entro la prossima settimana.
La vicenda tiene alta l’attenzione sul tema della prevenzione degli incidenti stradali e sulla responsabilità dei minori quando prendono il volante. Il prossimo appuntamento è fissato per lunedì mattina con l’interrogatorio formale davanti al gip di Milano.