Cape Town erige un muro sulla strada per l’aeroporto per proteggere turisti da rapine e criminalità crescente

Silvana Lopez

9 Marzo 2026

Città del Capo, 9 marzo 2026 – Il sindaco di Città del Capo, Geordin Hill-Lewis, ha annunciato oggi una nuova mossa per rafforzare la sicurezza sulla N2, la strada principale che collega il centro città all’aeroporto internazionale. Questa arteria attraversa alcune delle township e bidonville più densamente abitate della zona. La decisione arriva dopo un aumento preoccupante di rapine e omicidi nelle ultime settimane, che hanno colpito automobilisti e pendolari, soprattutto nel tratto vicino a quartieri come Khayelitsha e Nyanga.

Paura crescente tra chi usa la N2

Il portavoce del municipio ha riferito che tra gennaio e marzo sono stati segnalati almeno 15 episodi di violenza, tra tentate rapine e attacchi armati, lungo i venti chilometri che separano la città dall’aeroporto. La maggior parte degli assalti è avvenuta nelle prime ore del mattino, tra le 5 e le 7, quando il traffico inizia a farsi intenso. “Non possiamo lasciare che i cittadini camminino con la paura ogni volta che devono usare questa strada”, ha detto il sindaco Hill-Lewis durante la conferenza stampa alla sede municipale di Darling Street.

Diversi conducenti hanno raccontato di essersi trovati davanti a rapinatori armati, spesso in gruppi, che approfittano dei rallentamenti causati da incidenti o lavori per assaltare auto e minibus. “Ho visto due uomini sbucare dal nulla, hanno rotto il vetro e hanno puntato una pistola alla testa del mio collega”, ha raccontato stamattina Thabo, un tassista ancora visibilmente scosso. “Ormai – ha aggiunto – la gente si sente intrappolata”.

Più polizia e nuove telecamere in arrivo

Il piano del municipio si muove su più fronti. Da questa settimana aumenterà la presenza delle forze dell’ordine: secondo la polizia metropolitana, ogni notte almeno 40 agenti pattuglieranno a rotazione i punti più critici della N2, insieme alla South African Police Service. Sono previste anche nuove telecamere di sorveglianza agli svincoli principali e sui cavalcavia.

“Stiamo lavorando con le autorità provinciali per migliorare l’illuminazione e velocizzare gli interventi sulla strada”, ha spiegato un funzionario del dipartimento Trasporti del Western Cape. L’obiettivo è chiaro: creare “un deterrente reale contro chi agisce nell’ombra”.

Dietro l’escalation c’è la crisi economica

La polizia locale spiega che l’aumento della violenza su questa strada è legato anche alla crisi economica che attanaglia molte comunità lungo la N2. In quartieri come Philippi e Langa, la disoccupazione supera il 35% e tanti giovani finiscono nelle mani delle gang locali. “Il traffico sulla N2 è un bersaglio facile – dice un ufficiale di Nyanga – basta fermare un’auto al momento giusto”.

Alcune associazioni civili chiedono interventi anche sul fronte sociale: “Serve un piano vero che affronti povertà, educazione e mancanza di opportunità”, sottolinea Amanda Gxashe, attivista dell’ong Molo Songololo.

Tra speranze e timori dei residenti

Dopo l’annuncio del sindaco sono arrivate reazioni contrastanti. Molti abitanti delle township temono che una presenza massiccia della polizia possa scatenare tensioni: “Non vogliamo che i nostri figli vengano fermati solo perché vivono qui”, dice Sibusiso Nkosi, padre di tre adolescenti.

Chi lavora invece accoglie con sollievo l’idea di viaggiare più sicuri. “Andare al turno di notte era diventato un rischio – racconta Lerato, infermiera al Groote Schuur Hospital – ma almeno ora sappiamo che qualcuno ci protegge”.

I prossimi passi restano una sfida

La municipalità ha già fissato per lunedì un tavolo tecnico con polizia, trasporti pubblici e rappresentanti dei quartieri per valutare i primi risultati dell’intervento. Resta aperta però la questione dei fondi: mantenere i pattugliamenti costanti richiederà risorse extra. Hill-Lewis non esclude un appello diretto al governo centrale.

Per ora la N2 resta sotto osservazione. Un’autostrada che non è solo un semplice passaggio ma anche una linea di confine sociale dove – come ricordano in molti – “basta una curva buia per cambiare tutto”.

Change privacy settings
×